Chi guasta il glamour (Prima parte)

hotel casa major

“Degli 11 alberghi a 5 stelle in Emilia Romagna 4 sono a Milano Marittima” scrive sulla Voce del 10.08.2013 Ottavio Righini, annunciando la nascita a Milano Marittima della suite “più prestigiosa della riviera”. Conoscevo Righini, la cui famiglia aveva la Pensione Cina in Viale dei Pini e che da anni ha venduto la casa dove giocavo con la figlia Francesca ed il cane lupo Silla. Volentieri conoscerei il parere di “Nani” Marcucci-Pinoli patron di “Alberghi di classe per ospiti di prestigio” (abbiamo amici comuni) sui “prezzi trattabili per i lunghi periodi” della suite; il che più che un hotel di lusso ricorda un annuncio della Pulce (Carlino 14.08.13 e Voce 10.08.13). Se Batani nel nuovo hotel di Cesenatico ha bagni firmati Versace, pochi sanno che da anni alla Stella Maris abbiamo i bagni piastrellati Valentino! L’ambasciatore mondiale del marchio non si chiama CACA DE SUOZA? Un nome, un destino. Fra lussi di cessi, con annessi e connessi, “a Milano Marittima però c’è anche chi guasta il glamour” (Corriere 20.07.13).

Sarà perché William e Kate d’Inghilterra hanno snobbato i villini della nostra città (che offrono tanto di Personal Concierge adattissimo a dei neo genitori) per una cascina nel Senese? Chiederò lumi alla senese marchesina Bargagli-Petrucci, di blasone senese DOC come la nipote del marchese Bartolini-Salimbeni. A Milano Marittima però, che guastano il glamour ci sono sicuramente i venditori abusivi e i cassonetti, “Viale Gramsci è diventato terra di nessuno, dove non si notano mai vigili e gli abusivi vendono palloncini e zucchero filato, abbiamo perfino le cartomanti”. E dire che un anno fa (Carlino 12.07.12) l’assessore Coffari diceva del Gramsci “è stato individuato come area d’alto valore istituzionale ed è discrezionale la sua concessione”. Finita l’era, ancor primi anni 80, in cui “Milano Marittima metteva soggezione” (Carlino 25.07.12) come ricordano i cervesi sopra i 50 anni, Lamborghini s’accontentava di Lido di Savio e Ferrari di Viserba (Carlino 14.08.13). Troppe inverso le parti della città dove imperversano soggetti ben più invasivi! Intanto, odio sto “Mi.Ma” anche se prima di scrivere queste righe ero nel bagno omonimo dove aleggia la scuola di Sovera, in compagnia di Gualfreduccio Degli Oddi e con Guido Farneti-Merenda-Salecchi, che molto si diverte al mio racconto di come sia tosta suor Libera nell’allontanare dalla spiaggia privata delle Orsoline i vucumprà o “i mori”, come li chiama lei in dialetto. Suor Libera, rovigotta che ama la Romagna ed i romagnoli, sarà anche vecchietta ma sa far la voce grossa come Tarzan, sia quello dei film che quell’altro, ovvero il loro bagnino Primo, detto appunto Tarzan per via del nome che s’era messo come radioamatore. Diffidate sempre di chi dice “Il turismo è cambiato” perché al 99% è uno di quelli che ha contribuito al cambiamento (in peggio) e non vuol prendersene la responsabilità/colpa. Siamo noi che facciamo cambiare le cose, il Destino ci parla col linguaggio delle nostre scelte. Sul Corriere del 28.07.12 un noto esercente si poneva e ci poneva la domanda giusta, cioè se Milano Marittima vuol tornare ad essere località d’élite o vuol essere popolaresca e da sballo.

Negli stessi giorni, la stampa nazionale (La Repubblica 12.08.12) irrideva al nostro turismo di ragazzi che cenano all’aperitivo e dormono in auto o in spiaggia. Fondatore del turismo nostrano, Primo Grassi “protestò con veemenza contro la vacanza a 16 euro tutto compreso (Così si uccide il turismo) e contro l’aridità degli operatori contemporanei” (Voce 18.08.13). Qui fanno tanto i fashion-glam, poi gli “eventi” sono sempre una sagra ed un mercatino. Così anche per il Centenario, col mercatino “speciale Centenario” all’Anello del Pino. Pensare che Guido, che ha 15 anni più di me, ha vissuto gli ultimi anni davvero d’oro di Milano Marittima con gli amici Orsini-Mangelli, Ferniani, Rodino Dal Pozzo parenti di Vittorio Cini, quello del Festival del Cinema figlio di Ida Borelli. Sere fa fui travolto da un gruppo che diceva ai passanti “Sémo de Torpignattara!”, ecco la Milano Marittima attuale, fra l’epoca di Torlonia e quella di Torpignattara. Qualcuno (Carlino 14.08.13) dice che “anche all’élite Ci VUOLE UN FRENO”: ma il freno ai ragazzotti che perpetrano sistematici vandalismi, poi messi in conto a noi residenti? non guastano il glam? Eppure il Codice Penale art. 674 punisce tali comportamenti, al pari degli schiamazzi notturni, altro must delle notti glam. Se una pattuglia girasse a piedi fra le 3 e le 6 di mattina per sanzionarli, il Comune incasserebbe parecchio! “Danneggiano 7 auto, rovesciano cassonetti e reagiscono a poliziotto”; “Auto danneggiate in serie, due arresti. Nella zona dei locali notturni hanno spaccato 7 specchietti laterali di auto ma in totale fra calci e pugni le vetture danneggiate sono state una quindicina” (cfr. Voce e Carlino 11.08.13). E questi erano solo due.

La morte del Cardinale Tonini è stata annunciata sulle nostre spiagge. Nelle giornate del Pio Manzù del 1998, Tonini parlò dell’educazione al futuro per i giovani: “sarà creato da coloro che sono in grado di mettere il respiro nell’anima dei ragazzi”. Noi abbiamo un viale pedonalizzato fino alle 2.30 dove possono invece mettersi dentro fiumi d’alcol. Alla faccia delle utili e innocenti fontanelle (tutte chiuse) di cui ha nostalgia anche Luca Goldoni: ne ha parlato sul Carlino del 15.08.13 e ne ha parlato con me, ricordandoci quando eravamo vicini di casa (viene a Milano Marittima dai primi anni 70 “siamo venuti per la tua nascita” diceva ridendo). E’ ora di finirla anche con un’altra canzone, suonata troppo spesso in una compilation di tre/quattro luoghi comuni che fanno comodo. Che, cioè, tutto può convivere a Milano Marittima è FALSO. Con degrado, maleducazione, vandalismi, rumore, abusivisimo NON si può né si deve convivere. Certa gente o capisce che non è gradita o va sanzionata. La gente glam, la gente perbene, vuole l’opposto, tranquillità, ordine, decoro, non ragazzotti casinari e cafoni in trasferta dal contado. Tutto e tutti non possono convivere in un posto che, ossessivamente, martella propagandandosi come “esclusivo”. E’ una contraddizione in termini e nei fatti! Spesso i nostri fashiongiornalisti paragonano Milano Marittima a Forte dei Marmi e Saint Tropez. Un mio conoscente ha l’appartamento dal 1968 che affitta e adesso non ci vuole più venire e se ne va proprio a Saint Tropez dove c’è anche quel Port Grimaud (since 1964) tutto PRIVATO. In una recente intervista (Carlino 08.08.13) Gherardo Guidi della “Capannina” del Forte diceva “Oggi arrivano frotte di giovani indiavolati e le attrazioni sono le veline e i calciatori…” (come da noi e sappiamo chi ringraziare) “…prima c’era più ordine e l’ordine si sa, porta stile”. Caro Guidi, evidentemente qui non lo sanno… Se lo stile avesse almeno lasciato il posto al semplice decoro, invece neanche quello! Se in tempi non lontani chi girava per Milano Marittima pareva l’incarnazione di un cartellone di Dudovich e di una foto di Slim Aarons ora i più paiono usciti da un video cafonal di musica latina, da una puntata di Jersey Shore (quando li cacciarono da Firenze li accolse Rimini), o peggio. Un ristorante si è munito di un muretto strategico forse per non far più vedere i vip che, appena a tavola, subito si tolgono le scarpe, più spesso le ciabatte, il che inquadra subito il target circolante… Quanto al resto, li vedi conciati così la mattina a colazione, così il pomeriggio in spiaggia, così la sera per il centro, e pure così vanno a letto. Comodità non significa trasandatezza, sciatteria. Ciabatta infradito (declinata in tutti i colori), t-shirt, calzoncino sopraginocchio mutuato dalle partitine di calcetto, questa la tenuta base di troppa gente, anche 40/50 enni, e di non pochi esercenti di note boutiques. Qualche elegantone usa la polo, ma rarissime le camicie e i pantaloni lunghi (i tedeschi li avevano sempre, altro che sandali coi calzini). Magari un marsupio sulla maletta, che da quel tocco di sportiva eleganza décontracté, ideale per lo shopping nella nostra glam-city! A molti con la canottiera manca solo la cassetta del pesce in spalla e son pronti più per una foto ricordo in Borgo Marina che per una fashion night.

Quando una radio locale imperversava con una canzoncina “A Milano Marittima ti fai toccare, tutto è concesso, la vita è sesso” lo segnalai a chi di dovere, ma nessuno si prese la briga non tanto di rispondermi, ma di bloccare l’emissione, anzi, un noto rappresentante di categoria si mostrò scocciatissimo della mia segnalazione. Non interessando l’immagine della città, mi rivolsi a chi si occupa di moralità, ed ebbi prontissimo riscontro ed interessamento dal Vescovo Verucchi: la lettera scrittami è a disposizione come “prova” di quanto sopra. Continua…

Il Conte che non conta