Chi guasta il glamour (Seconda parte)

hotel casa major

Continua da Chi guasta il glamour (Prima Parte)

In tutte le realtà turistiche DI LIVELLO (come pretende essere Milano Marittima) è stato sempre un certo target DI LIVELLO a farne fortuna e nomea. Target al quale s’addice anche questo benedetto aggettivo, glamour. Ed è SEMPRE il prezzo a fare selezione del target di clientela che si vuole. Un addetto ai lavori come Fanelli (della Pro Loco in aggiunta) ha messo in guardia gli operatori perché “si sta innescando una pericolosa corsa al ribasso” (Corriere, Voce e Carlino 14.06.13). Insomma, prezzi medio-alti, buona clientela; prezzi medio-bassi o scontati, clientela bassa e deludente. La “politica” dei prezzi scontatissimi, del “tutto compreso”, ricchi premi e cotillon non denota certo glam e professionalità e men che meno dignità del lavoro. Ma solo un clima da “si salvi chi può” ed una mentalità arraffona nettamente contrastante con la ossessiva propaganda sulla “Milano Marittima località sempre trendy e ricercata dai miliardari arabi e russi” (Carlino 18.11.12), con addirittura la richiesta di approntare in pineta un eliporto solo per loro con collegamenti con Cortina e altre località). Velleità aristocratiche a parole; mentalità da sagra paesana nei fatti, “Bisogna far venire gente” (Carlino 17.08.13) è il motto anche se presenze NON significano fatturato, finalmente ve ne siete accorti. Nei reportage che, per tutta l’estate vari giornali ci hanno proposto riguardo le spiagge davvero vip, Milano Marittima chissà perché non c’è mai! Alla faccia di quanto scrivono i giornalisti nostrani, quelli foresti non ci calcolano. Esaustivo l’articolo a firma Pamela Dell’Orto “Un mare di soldi” (Giornale 26.8.13) con nomi, indirizzi e prezzario. “Tra Liguria e Toscana i bagni più esclusivi che a Miami, ma con servizi come nessuno”. Nella nostra località vogliamo fare Miami solo con i grattacieli! I bagni “Fiore” a Paraggi danno ombrellone, 2 lettini e spogliatoio per 100€ al giorno e tassativamente per due, non come in Romagna dove hanno inventato i lettini condivisi. Uno dei bagni più vip di Milano Marittima invece offriva lettino giornaliero + cappuccino + brioche + mezza minerale a 5€, come segno dei prezzi proibitivi per cui saremmo noti (Carlino 20.06.13), anzi, la “rinomata e costosa Milano Marittima” (Voce 03.08.13) che se davvero fosse tale, non potrebbero venirci famiglie intere di turisti provenienti da aree d’Italia dall’800 considerate “depresse” e povere, e dalle quali non venivano a Milano Marittima neanche per lavorarci. Prendiamo il tanto sbandierato Golf di Milano Marittima. Fa pubblicità sui giornali “Prova il golf: socio per 6 mesi a 75€. Previsti inoltre pacchetti di lezioni promozionali”. Che vip: sempre sti “pacchetti”! Vuol dire che costa circa 13€ al mese e 42 centesimi al giorno. Il Golf Club bolognese dei Sassoli De Bianchi (cugini dei Bargagli-Petrucci di Milano Marittima) ha la quota associativa (2010) di 5.000€ cioè 416€ al mese e 14€ al giorno. La proporzione è che da noi il costo è 32 volte DI MENO. A metà anni 70 il titolare della prestigiosa boutique “Oscar” in Viale Ceccarini a Riccione, diceva a mio padre che la clientela che frequentava Milano Marittima era più chic di quella che frequentava la Perla! La quale ci ha anche tolto il “titolo”, basta leggere anche i più recenti giornali (cfr. Carlino 20.08.13) “Riccione città-giardino”, dove si ripercorre la storia della città eppure non si citano i conti Pullè, che invece tanto fecero per lo sviluppo turistico. C’è stato un boom economico ignorato dai media in quelle regioni? o Milano Marittima son balle che sia “cara”? Basta qualche striscia blu, quando più di metà della città è ancora parcheggio libero (e selvaggio) e scoppia il casino (Carlino 23.06.13). A Positano ci fai un oretta con i quasi 3€ di parcheggio giornaliero di Milano Marittima! Come ha detto il Presidente FIPE di Venezia “I capricci si pagano”. Qui tutti vogliono spararsi la posa, ma vogliono farlo a spese nostre, altro che glamour!

Ristoranti che ci tengono molto a pubblicizzarsi come “in pieno centro a Milano Marittima” ma che poi propongono pizza a metà prezzo come neanche i negozietti periferici di pizza e kebab dei pakistani, sono glam? Molti dei nuovo negozi che vendono a prezzi inferiori o poco superiori ai 10€ nei pressi della Rotonda Primo Maggio sono glam? Portare a lavorare a Milano Marittima le sciantose sfrattate da altri locali rivieraschi (cfr. Voce 11.08.13) è aumentare il glam? Al massimo aumenta il “tiraggio” ma non certo quello turistico! Estate 2013: mai così tanti tatuati, così tanti svizzeri e francesi, così tanti cani (finalmente li accettano in hotel e in spiaggia) e così tante… carrozzine! Sono dappertutto, a tutte le ore. Sia a notte fonda quando esci dal Pineta sia in giro all’ora della canicola. Questa è l’ora dei papà, che girano per Milano Marittima (altra attività molto glamour, viste anche le ultime dichiarazioni di H.R.H il duca di Cambridge) come un tempo le bambinaie quando portavano ai giardinetti i pargoli delle famiglie “bene”. Potessero portarsele in acqua queste carrozzine, sicuramente lo farebbero! Gia  le spingono ostinatamente sulla battigia, con faticate degne dei minatori e dei carbonai dell’800 . Sarebbe il caso, con l’amico Ubaldo Dirani già collaboratore del dopoguerra a Stoccarda di Werner von Braun (si quello delle bombe) di progettare la “carrozzina anfibia”: faremo miliardi a Milano Marittima! E quanto al glamour inteso come decoro ed eleganza? I russi hanno optato per uno stile retrò da far invidia ai francesci. Gli uomini vanno in spiaggia coi berrettini che ricordano Capitan Findus più che ricchissimi capitano d’industria; le donne ostentano cappelloni di paglia stile mondina in “Riso Amaro”, che quand’ero bambino erano appannaggio delle venditrici di canditi e “loverie”. E gli italiani? Come s’esplica il loro glam sulla spiaggia più “in”? Le donne si sono date allo stile Santanchè, e detto questo, è detto tutto. Se la moda dell’Est è portare la frutta in spiaggia, grazie ai tanti tanga pare d’essere ad una perenne fiera della Prugna Secca. L’uomo ha ricoperto la sua virilità, rispolverando barba e slip. Siccome abbiamo tanti manager (siamo a Milano Marittima) non possono far a meno del cellulare e se lo infilano negli slip, forse sperando in uno squillo extravibrante: in tal caso il Conte consiglia la suoneria Daitarn Tre che, grazie all’effetto mitraglietta dovuto alle batterie di semicrome, può risultare utile. Invece i fumatori infilano il pacco nel pacco. Se il contenuto di questo pacco (sigarette) uccide (come da fascetta) il contenuto dell’altro pacco, difficile stenda qualcuna. Lorsignorini son troppo presi da altro, tipo giochi proibiti. Proibiti non perché erotici, e ci mancherebbe, proibiti perché disturbanti come racchettoni e calcetto tra i lettini. Ma da veri vip se ne fregano di spararti qualcosa in faccia, è colpa tua che stazioni li. Come la sera, la pedona diventa un velodromo pieno di schizzati che schizzano in bici e di fessi che magari a te che vai a passo d’uomo ti insultano perché, a detta loro, “vai contromano”. I giovani vip glamour si muovono in branchi, mai meno 6/7, con punte oltre la dozzina e rigorosamente unisex, o tutti ragazzi o tutte ragazze. Diego Angeloni (Voce 26.08.13) ha definito “Tristi spettacoli, vi assicuro” gli approcci degli uomini in spiaggia verso le belle turiste. Per me è spettacolo ben più triste vedere tanti giovani che si sballano fino a mattina con alcol e droga! Infine ci sono quelli che proprio non vedono l’ora di farci capire, soprattutto sentire visto che urlano, chi sono e dove vengono. Specie la notte e nei ristoranti prima dell’andare a gavazzare, giù con coretti da far sembrare l’Oktoberfest il raduno di Ascot. Fra loro si parlano senza nomi di battesimo (per i quali 20/30 anni prima si sono scervellati i loro genitori sui libri e calendari) si chiamano con suoni gutturalpastorali “Oh!” oppure “Aoh!” a seconda dell’origine geografica. Ma non bisogna essere snob e fare di tutta l’erba un fascio sperando che Milano Marittima sia una location burrosa come quelle dei film di Inga Lindstrom. Poiché anche fra loro c’è chi ha studiato, e lo dimostra articolando frasi ben più complesse tipo “Oh! dove cazzo andiamo?” oppure “Aoh! che cazzo facciamo?” il che fa ben sperare per il futuro dell’Italia e del nostro turismo glam.

Pensare che già un ventennio fa, ci dicono, l’anziana padrona dell’hotel Aurelia vedendosi sfilare davanti questo campionario, sbatteva in terra il bastone dicendo “E questa è gente che deve venire a Milano Marittima?” Ma a rovinarci il glam, pare, sono i palloncini e lo zucchero filato tanto discussi…

Il Conte che non conta