Terra nostra?

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Terra nostra?

Il Conte con la contessa Grazia Zanotti Cavazzoni

“Cento anni, milanese, innamorata di Cervia” titolava il Carlino del 3 Settembre 2015 riguardo la famiglia milanese Di Noia, fedele da 50 anni alla vacanza a Milano Marittima all’hotel Rouge. Ok l’attenzione ai turisti: ma ai residenti storici ed ai milanesi fondatori? 14 Agosto 2015, Rotonda Primo maggio, festa del 103° compleanno di Milano Marittima ed ennesimo diploma ad Arrigo Sacchi (famiglia ormai alla quarta generazione qui da noi), banda, televisione, torta per tutti (tranne proprio per Sacchi che a fine serata è andato a mangiare il gelato alla Scintilla alla Quarta Traversa, dove io ritrovo ogni tanto il mio amico il conte Merenda di Forlì). Le prime tre file di sedie sul Gramsci avevano il cartello “Riservato” e i nomi di chi doveva occuparle. Ma di fatto, nessuno riconducibile al DNA della Città Giardino. In un angolo della prima fila il nome della nipote del fondatore Palanti: quasi in castigo, sotto il cartello dello stop davanti allo Sporting. Dove la mettiamo l’importanza cerimoniale del placement? Ma non si celebrava la città voluta da suo nonno e dai milanesi? Non dovevano esserci i loro discendenti nelle sedie riservate? Abbiamo i loro nomi, ma proprio nessuno dei fondatori ha lasciato eredi rintracciabili da invitare? Neanche i discendenti di Felice Bianchi, come la sconsolata, delusissima Marlise Bianchi, che non è stata neanche invitata? La figlia Veronica Baggio difatti era, come me, a fare un fugace sopralluogo in bici. Oppure Gabriella Facheris, legata ad un altro fondatore? E cosa c’entrava la “sorpresa” del ministro Poletti? Forse perché una sua sorella faceva la maestra alle scuole Mazzini? Meritavano una “seduta” ben altre persone, come la mia amica contessa Grazia Zanotti Cavazzoni Aliprandi la cui famiglia ebbe il primo hotel di Milano Marittima (villa Igea) già sulla prima concessione ai Maffei, sua zia istituì la biblioteca, suo zio fondò il Circolo Nautico, suo nonno disegnò la planimetria post-Palanti e suo marito regista ha portato in video la città. Una seduta era doverosa all’inaffondabile e simpaticissimo Aurelio De Maria patron del Woodpecker, locale che in questi ultimi tempi, grazie innanzitutto a questo blog, è tornato a far parlare di se perché prima nessuno lo considerava. Come non dedicare una seduta a Peppino Manzi del Cluny Bar; Piròn Dal Pozzo organizzatore del Circuito Motociclistico; i fratelli Tabanelli che hanno e abitano il primo stabile commerciale costruito a Milano Marittima; Simone Ponti che porta il nome di Cervia in tante gare, nipote del primo barbiere di Milano Marittima e di famiglia residente dal 1926, i cugini Laghi e Bagioni (Pineta e Bar La Perla-800), maestre delle scuole Mazzini di lunghissimo corso (anche ai Camilliani) come la Amadori e la Amadei (tra l’altro residenti nei confini di Milano Marittima).

E lasciatemelo dire, con un accenno forse di presunzione, si poteva riservare un posto (andava bene anche in ultima fila) a noi che da tanti anni parliamo di Cervia e Milano Marittima attraverso queste pagine e che abbiamo riportato alla luce reperti, storie inedite, dimenticate o spesso sconosciute e che gestiamo la pagina Facebook della città con il più alto numero di interazioni…

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Il Conte che non conta