Cluny Bar

“Sognai mio padre vestito di tutto punto, con un bello smoking, in un locale pieno di gente ed io che mi destreggiavo tra queste persone, incitato da mio padre che ripeteva <<bravo, bravo>>”.. 

Così in una notte del 1969 nacque il Cluny Bar, il primo american bar a Milano Marittima, di Peppino e Luisa Manzi.

Sfruttando l’esperienza maturata al Woodpecker spostato dalla III traversa ai margini della città, Peppino Manzi vuole portare la clientela d’élite di nuovo in centro a Milano Marittima e lo fa con una formula innovativa: sceglie il bar Cervo (di proprietà Pansecchi) per creare un ambiente caldo, riservato e famigliare costruito in pelle, legno e ottone in puro stile American bar regalando a se stesso, ma soprattutto a Milano Marittima, il primo e unico piano bar in strada.

Prima..

Cluny Bar

A sinistra la Villa della Giorgetta Ghetti, a destra il Bar Cervo che diventerà il Cluny Bar

Dopo…

A quei tempi i turisti frequentavano prevalentemente due luoghi: le gelaterie e i locali da ballo; con il suo locale Peppino diede ai turisti una scelta in più, aspettando i clienti che, usciti dal ristorante, volevano godersi ancora qualche ora all’aria aperta in centro ascoltando musica di classe, suonata per lo più dal vivo, e sorseggiando cocktail preparati da barman esperti.

“Avevo paura che la scelta del piano bar in strada potesse essere più un problema a causa della ressa che poteva crearsi, piuttosto che un valore aggiunto per i clienti”, ricorda Peppino.

Una paura che si rivelò infondata perché i coniugi Manzi riuscirono a creare una atmosfera così ricercata che portò il Cluny ad essere uno dei locali di punta di Milano Marittima. Il Cluny bar sapeva coniugare stile ed eleganza organizzando sfilate di moda tra i tavoli , che si decise poi di smettere quando non furono più una novità, poiché gli altri locali seguirono lo stesso esempio, e dando voce e spazio ad artisti del calibro di Checco dei Giganti, Renato Mattarelli, le cervesi Roberta Fabbri e Rossella Giannini, ed inoltre Pierluigi Vasapolli e Sandro Show cabarettista fantasista molto conosciuto a Milano Marittima e Nigel Thomas, che suonò per la loro clientela dal 1971 al 2001.

Cluny Bar

Luisa ci racconta che i turisti erano talmente affezionati che alcuni tedeschi, prima di scaricare le valigie in hotel, passavano al Cluny per salutarla e regalarle dei fiori (anche se lei il tedesco non lo conosceva): questo a testimonianza della cura e del cuore che gli storici gestori mettevano a disposizione del cliente. Tanti personaggi importanti della politica, dello sport e dello spettacolo frequentavano il locale, ma per volontà dei gestori, non ci sono foto a testimoniarlo: questo perché la loro etica professionale li portava a considerare sullo stesso piano tutti i clienti e soprattutto ci tenevano che ogni cliente vivesse la sua esperienza al Cluny in maniera riservata e personale.

Cluny Bar

Un disegno di un cliente

Per dare più continuità all’attività, negli anni 80 decisero di aprire il bar anche nei weekend invernali: la domanda presentata all’amministrazione comunale per la costruzione di una veranda impiegò ben 10 anni prima di essere avvallata. Grazie all’intuizione e al lavoro dell’Arch. Veniero Vallerani di Cervia nel 1991 il Cluny ebbe finalmente la sua veranda. Esattamente un anno dopo, nonostante la crisi per la mucillaggine del 1992, con un investimento di 480 milioni di lire il Cluny fu ristrutturato da cima a fondo, portando le cucine al piano superiore e introducendo anche la ristorazione.

E’ giusto ricordare la grande battaglia che giornalmente il Cluny si trovava a combattere contro regole ferree che intralciavano fortemente la sua attività: difatti, le regole imponevano (con multe salate) di cessare la musica a mezzanotte, che considerata la natura del Cluny era l’orario di massima affluenza. I gestori ricevettero ben nove segnalazioni PENALI e un voluminoso plico di multe a causa del “volume” della musica.

Un vero imprenditore lo si riconosce quando sa accettare il cambiamento pur mantenendo fede ai suoi principi professionali: Peppino, infatti, non mancò di dare dimostrazione del grande amore per il suo lavoro dando a suo figlio Marco la gestione del locale nel 2000, ristrutturandolo e modificando il nome in “Antigua Blues”. L’american Cluny Bar si trasformò in rhumeria mantenendo comunque inalterata la classe e la professionalità, aprendosi però a uno stile più caraibico. Questa nuova attività ebbe però vita breve e il 24 settembre 2005 Milano Marittima perde due imprenditori storici che in 39 anni di carriera hanno lavorato non solo per se stessi ma anche, e soprattutto, per la nostra città.

Cluny Bar

La curiosità: vi ricordate gli allagamenti di Milano Marittima?

Cluny Bar

Questa foto del Settembre del 1981, ritrae due persone in canoa in Viale Gramsci davanti al Cluny Bar.
L’ex bagnino Loris Rocchi ricorda bene l’esondazione del mare nel Giugno 1964, quando le Mercedes parcheggiate all’Hotel Miami nella III Traversa quasi galleggiavano e lui stesso andò a recuperare il suo moscone nel giardino del Woodpecker alla Terza Traversa. La maestra Ada Amadori ricorda che dovette abbandonare l’auto ed andare poi a riprendersela due giorni dopo. La stessa cosa, ricorda Massimiliano Ramadori, avvenne nel 1978 quando l’acqua arrivò addirittura a lambire i primi alberi della pineta. L’ultimo consistente allagamento è avvenuto nel Settembre del 2000, quando Milano Marittima si ritrovò esattamente come nella foto, e in quel giorno, la barca a remi esposta nella Rotonda 1 Maggio fu “varata” con tanto di “equipaggio” davanti all’ex Bar Cristallino, galleggiò per alcuni minuti per poi colare inesorabilmente a picco.