Colonia Varese: l’analisi del Conte

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Cari lettori, sapevate che a Natale del 2011 la Regione aveva messo in vendita per 21,5 milioni di Euro parecchi gioielli di famiglia onde far cassa? E che fra questi beni c’era la Colonia Varese al prezzo di 4,7 milioni? Ci provò con risultati quasi nulli, come nullo risultò il tentativo di trasformarla in un Casinò da parte del faccendiere Rolando Valiani, frequentatore di Milano Marittima. Era il figlio del più noto partigiano Leo Valiani, uno dei tre che decisero la fucilazione sommaria del Duce. Lo sapevate che proprio una statua del Duce doveva dominare la piscina della Varese stando ai progetti originali del 1937? Progetti che siamo riusciti a reperire in esclusiva a distanza di 80 anni e che abbiamo il piacere di condividere con voi.

Colonia Varese: l'analisi del Conte

Colonia Varese: l'analisi del Conte

Torino. Un esempio del busto progettato per la Varese

La statua non fu realizzata, come altre cose progettate. Da un’altra carta, infatti, risulta un’area adibita a isolamento. L’importanza della profilassi! Oggi che ci troviamo ad affrontare ben note situazioni di spostamenti di massa di persone e dove spesso abbiamo problemi di profilassi. Il caseggiato era previsto nell’angolo del giardino a sinistra di chi guarda l’ingresso principale dal Viale Matteotti. Mi sono sempre chiesto dove fosse la cappella della Varese. Finalmente questa carta della C.M.C. ce lo svela.

Colonia Varese: l'analisi del Conte

Alla vicina Colonia Montecatini (ex Monopoli di Stato) la cappella l’abbiamo vista e fotografata, è ancora un gioiellino sconosciuto, come tante cose della nostra, della vera, della vecchia amata Milano Marittima. La cappella della Varese era prevista sempre nel parco, dalla parte che oggi guarda il Soggiorno Militare, e proprio dov’è il varco della recinzione dove si infilano tutti i visitatori estemporanei della colonia! Ma ricordatevi che è effrazione e violazione di proprietà privata, rischiate delle sanzioni! Infine, dal lato oggi chiamato Anello del Pino noterete la strada “Viale Lungomare 23 Marzo”. Questo toponimo dimostra ancora una volta come all’epoca (1937), così come già nelle planimetrie di Palanti (1912), a Milano Marittima il Lungomare fosse ampiamente previsto ad uso dei cittadini e turisti. Quindi oggi il progetto Fascia Retrostante i Bagni non è certo una gran novità! Anzi, ci dovrebbero spiegare come e perché quella fetta di terreno pubblico è finita ad uso e consumo di privati. I grandi storici cervesi come Renato Lombardi non sanno dirci nulla? A voi la parola!

Il Conte che non conta