Isola delle Rose

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L’Isola delle Rose di Rimini è fra le pagine di storia romagnola più incredibili che siano mai state scritte.

L’Isola delle Rose non è legata direttamente a Cervia, non fosse che in comune abbiamo il Mare Adriatico e il suo ambasciatore, il famoso imprenditore Rudy Neumann, che tanto fece per le nostre località gestendo alberghi e organizzando gli storici pranzi in acqua come Silvano Collina. Ma vogliamo comunque raccontarvi questa storia, sia perché è romagnola al 100%, sia perché per tanti è ancora sconosciuta nonostante il film del 2020 che ne romanza i fatti.

NASCITA DELL’ISOLA DELLE ROSE

Correva l’anno 1958, l’ingegnere bolognese Giorgio Rosa ebbe l’idea di costruire un’enorme piattaforma di 400mq al largo di Rimini, esattamente a 11,5km dalla costa e quindi in acque internazionali distando, non a caso, 500m dal confine italiano.

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L’Isola delle Rose

Nel 1965 iniziò ufficialmente la costruzione della struttura portante e il 1 Maggio 1968 l’Isola delle Rose dichiarò ufficialmente la sua indipendenza dall’Italia nominando Giorgio Rosa Presidente e diventando di fatto una micronazione.

LA VITA NELL’ISOLA DELLE ROSE

L’Isola delle Rose aveva un governo formato da vari dipartimenti, una lingua ufficiale, l’Esperanto, coniava una sua moneta e stampava francobolli. Aveva un solo abitante stabile, Pietro Bernardini, che la prese in affitto per un anno in seguito ad un naufragio durante una tempesta nel quale raggiunse la piattaforma dopo ben 8 ore in mare.

Il continuo traffico di turisti e curiosi che si spingeva al largo per vedere la piattaforma destò preoccupazione nelle forze dell’ordine italiane che iniziarono ad interessarsi seriamente all’isola predisponendo un continuo pattugliamento di motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di Porto.

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L’Isola delle Rose

LA FINE DEL SOGNO DI LIBERTÀ

Poco si sapeva di quello che avveniva in quel luogo e dei suoi reali obiettivi, certo è che quella ricerca di assoluta libertà e libero arbitrio faceva paura allo stato italiano e per questo motivo alle 7 del mattino di Martedì 25 Giugno 1968, 55 giorni dopo la dichiarazione di indipendenza, la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di Finanza circondarono la piattaforma e ne presero possesso senza alcun atto di violenza.

Nel Febbraio del 1969 i piloni portanti dell’Isola delle Rose vennero minati dalla Marina Militare Italiana, i quali resistettero addirittura ad un secondo tentativo di esplosione che arrivò a deformare la struttura ma senza distruggerla. Ci pensò pochi giorni dopo la natura con una burrasca ad inabissare per sempre l’isola.

Nei giorni seguenti alla distruzione, a Rimini furono affissi svariati manifesti con scritto “Nel momento della distruzione di Isola delle Rose, gli Operatori Economici della Costa Romagnola si associano allo sdegno dei marittimi, degli albergatori e dei lavoratori tutti della Riviera Adriatica condannando l’atto di quanti, incapaci di valide soluzioni dei problemi di fondo, hanno cercato di distrarre l’attenzione del Popolo Italiano con la rovina di una solida utile ed indovinata opera turistica. Gli abitanti della Costa Romagnola“.

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Giorgio Rosa

Giorgio Rosa morì a Bologna il 2 Marzo 2017 e con lui quell’ideale di libertà tanto ricercata che l’ha perseguitato per tutta la vita portandolo alla creazione di quel mito chiamato Isola delle Rose.

Thomas Venturi