Nuovi reperti in pineta: bottone Legionari Cecoslovacchi

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Ritrovato nella pineta di Milano Marittima un bottone con alle spalle oltre cent’anni di storia.

Il bottone da giacca dei Legionari Cecoslovacchi scoperto dal nostro giovane e talentuoso collaboratore, Ettore Baldisserri, è uno di quei ritrovamenti che non sono direttamente riconducibili, seppur l’area sia quella, all’aeroporto alleato che si trovava nella pineta di Milano Marittima. Si, perché dal 1939 al 1945, a causa dell’annessione forzata alla Germania nazista e conseguente divisione, la Cecoslovacchia non esistette se non come governo in esilio.

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Bottone dei Legionari Cecoslovacchi. Ritrovamento di Ettore Baldisserri

Per questo motivo, per datare il bottone dei Legionari Cecoslovacchi, dobbiamo andare più indietro della Seconda Guerra Mondiale, molto più indietro, fino alla Grande Guerra. È proprio durante questo conflitto che l’Italia e la Cecoslovacchia hanno avuto un periodo di convivenza.

La Legione Cecoslovacca era un’unità militare volontaria che combatteva a fianco alle potenze dell’Intesa. Era composta da cechi e slovacchi che in genere erano ex prigionieri austro-ungarici che decisero di volgere le armi contro la madrepatria per creare una Cecoslovacchia indipendente.  18.000 di loro furono inquadrati nel Regio Esercito.

Il 21 aprile la Legione Italiana venne riconosciuta come corpo militare dello stato cecoslovacco. I reparti formanti la legione si addestrarono in vari siti dell’Umbria, vestiti con uniforme italiana, mostrine biancorosse (colori nazionali cecoslovacchi), senza stellette, con armamento, dotazione e paga uguale ai militari italiani; a questi soldati è stato inoltre concesso l’onore di indossare il cappello da Alpini (con il falco al posto dell’aquila) ed il pugnale da arditi.

Legionari Cecoslovacchi

Legionari cechi con la divisa degli Alpini

Non è chiaro come un oggetto dei Legionari Cecoslovacchi sia finito nella pineta di Milano Marittima, potrebbe essere stato perso da un soldato in trasferta durante la Prima Guerra Mondiale o potrebbe essere un riutilizzo della Seconda, forse non lo sapremo mai, ma è comunque interessante il ritrovamento di un bottone con una storia vecchia di oltre cent’anni.

Thomas Venturi e Ettore Baldisserri