Era la Milano Marittima del circuito Seragnoli

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Era una Milano Marittima piena di vita e dove, grazie ad un nutrito gruppo di persone intraprendenti, nacque il circuito Lorenzo Seragnoli.


La Milano Marittima del circuito internazionale motoristico (qui la sua storia completa) poi intitolato a Lorenzo Seragnoli, giovane di prestigiosa famiglia bolognese facente tuttora parte della vecchia élite di Milano Marittima e del mio Piccolo Parioli, era una Milano Marittima che non ho vissuto se non nei ricordi di tanti protagonisti, che erano o sono spesso amici di famiglia.

SFATIAMO UN PAIO DI BOIATE

La prima, che a Milano Marittima ci fosse il deserto prima di Giugno. Basta vedere la calca della gente nelle foto del circuito per capire come invece fosse già una Milano Marittima piena di turisti e le gare si tenevano fra fine Marzo e fine Aprile, ed erano gli anni ’60. Del resto non avrebbe avuto senso fare eventi senza spettatori, lo capisce anche un cretino, ma di là dal fiume ne abbiamo sempre avuti in abbondanza.

Era la Milano Marittima del circuito Lorenzo Seragnoli

2 Ago, 29 Mike Hailwood, 23 grassetti, 84 pasolini, 30 mandolini, 33 Perrone

Proprio l’altra boiata contraddice la prima. Il circuito fu cessato perché pericoloso essendo un circuito cittadino. Appunto, perché era pieno di gente. Comunque non era questo il motivo. Il vero motivo era il solito sistema di trovare una scusa per dare addosso a Milano Marittima, la città dei signori. La realtà è questa e ve ne ho dato prove su tanti altri fatti. Infatti fu pensato di continuare a fare tutto altrove, questa volta in zona più isolata e non abitata, visto che il marchese Travaglini Diotallevi (della famiglia della mia amica Giovanna) aveva dato disponibilità a fare il circuito sui suoi possedimenti a Lido di Savio, e anche la famiglia di Lorenzo Seragnoli avrebbe continuato a dare la sua sovvenzione economica.

Praticamente un po’ come succede per il Gran Premio di San Marino che lo fanno ad Imola, il Gran Premio di Milano Marittima lo avrebbero spostato a Lido di Savio, ma anche li non andava bene. Con una scusa o un’altra l’importante era penalizzare Milano Marittima.

LA NASCITA DEL CIRCUITO LORENZO SERAGNOLI

Il circuito nacque da alcuni residenti e commercianti che davvero volevano bene a Milano Marittima, non come certi buffoni odierni che sanno solo riempirsi la bocca di Milano Marittima e che non solo per lei non fanno nulla, ma anzi sanno solo sfruttarla. Ci tengo a far sapere che l’organizzazione del circuito riusciva praticamente sempre a stare in pareggio col bilancio, e ci metteva del suo. I corridori vip venivano ospiti in alberghi tipo il Mare Pineta di Sovera, quelli minori trovavano ospitalità da padre Geremia alla Stella Maris, che fungeva anche da rimessa.

Era la Milano Marittima del circuito Lorenzo Seragnoli

Le moto nella canonica della Stella Maris

Erano coinvolte tante persone, come Pietro Dal Pozzo, anche buon poeta dialettale, la cui cara moglie Maria Adele e le figlie hanno avuto per decenni la storica ottica Giordani nel Gramsci vicino alla boutique di mio padre. Poi il macellaio Oliviero Neri di piazzetta Mercatino, dietro l’attuale Cognac Bisquit. La Veniera Albertini dell’agenzia della rotonda Don Minzoni faceva i biglietti, la signora Bellettini del negozio di alimentari della Quarta Traversa era la segretaria del club che aveva sede in viale Romagna sopra l’attuale negozi Tezuk. Poi Quinto Lugaresi, che aveva avuto il negozio di frutta e verdura poi il primo grande magazzino in viale Verdi, che si occupava con altri della sorveglianza di gara.

circuito motociclistico di milano marittima

1966, classe 500. Pietro Dal Pozzo in Viale Matteotti agita la bandiera rossa per sospendere la gara

I fratelli Cereda della Taverna Verde, Adler e Giovanni, amico di Provini che spesso ospitava a pranzo. Marcello Nanni istruttore di nuoto alla Ottava Traversa con la mamma infermiera che tutti abbiano conosciuto specialmente per le punture a domicilio. Nerino Folicaldi, che con la moglie Edda Dallara gestivano la pompa di benzina in Viale 2 Giugno. Africo Bellagamba le cui nipoti per decenni hanno tenuto la frutta e verdura vicino casa mia.

Circuito motociclistico di Milano Marittima

Il traguardo in Viale Matteotti. Foto Sante Crepaldi

Sarebbe un elenco lungo, di persone impegnate nell’offrire qualcosa di veramente bello a Milano Marittima ai residenti, ai turisti, agli appassionati di moto. Adesso offrono chiacchiere e balle, offrono giornalini patinati e cretini, e spesso chi si è appropriato del nome di Milano Marittima, offre anche una sua versione della storia che non è certamente sua personale o di famiglia, bensì personale e di famiglia nostra. Purtroppo molti ci credono, perché quasi tutti i protagonisti di allora non ci sono più.

Ma io e questo blog ci siamo e ci saremo a raccontare sempre la verità, a raccontare la gente che viveva a Milano Marittima e che faceva vivere Milano Marittima tutto l’anno.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi