La Milano Marittima del dj Romano Bartoletti non era mitica, era normale

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Dopo la notizia della riapertura delle sale da ballo, arriva quella della scomparsa del dj Romano Bartoletti. Le ironie del destino.

Stamattina, 12 Febbraio 2022, quando mi hanno girato la notizia della morte del dj Romano Bartoletti di Cervia ho subito fatto un’associazione di idee, con la notizia di ieri che dava finalmente la riapertura dei locali da ballo post emergenza Covid. Ironie del destino…

dj romano bartoletti

LA MILANO MARITTIMA DEL DJ ROMANO BARTOLETTI

Si riapre il mondo di Bart, così era chiamato, e Bart invece lo lascia per sempre dopo avergli dato tanto. Erano i primi dj di Milano Marittima come Ronnie, Luciano e Mario Boncaldo del Pineta, per citarne altri oggi dimenticati. Ultimamente lo vedevo quasi tutti i giorni perché veniva a trovare un amico negoziante di viale Gramsci vicino allo Sporting, dove anche mio padre aveva avuto la boutique negli anni in cui Bart faceva furore alla consolle.

Lo chiamavano l’idolo della Gatta, il dancing sotto il grattacielo Marinella, dove anche mio padre aveva a suo tempo suonato nel complesso del noto Rodolfo Grieco, che scriveva anche canzoni per i big di allora come Ornella Vanoni o Califano, amico dei miei genitori.

Nel suo ricordo molto ben tracciato apparso sul Corriere di Romagna, una cosa non ho condiviso, una frase che denota, pur senza colpa, la classica mancanza di vera conoscenza di cosa fu la nostra Milano Marittima del passato. C’è scritto di “anni mitici di una Milano Marittima che viveva la notte in modo festoso e sognante, lontano dalla movida violenta delle ultime estati”. No gente mia, non era una Milano Marittima mitica, era una Milano Marittima normale, e bellissima, che se non avete vissuto è difficile da spiegare, anche in altri aspetti, 365 giorni l’anno e a 360 gradi.

LA MILANO MARITTIMA DEL NUOVO MILLENNIO

Gli eccessi da movida non sono un problema degli ultimi anni, è che per comodo o per stupidità si vuole imputare al presunto disagio giovanile davanti alle restrizioni del Covid. La movida molesta c’è da quando c’è la movida, da quando hanno trasformato quella parte di Milano Marittima in un grande casinificio ed abbeveratoio notturno e post notturno, creando una serie di altri problemi non da poco come il disturbo del sonno e il declassamento del valore immobiliare della zona.

Fintanto che a non dormire o a trovare la mattina i postumi degli atti vandalici alcolici erano solo le traverse, nessuno ha fatto cassa di risonanza. Sono tanti che anni che il Viale Matteotti e le traverse, fra le 3 e le 7 di mattina, ne vedono e ne sentono di tutti i colori a causa dei ragazzi ubriachi e molesti di rientro dal centro. Ci dicono di stare zitti, perché altrimenti vi accusiamo di parlare male di Milano Marittima, di fare cattiva pubblicità o di volere una località asfittica per un turismo da geriatria. Quando poi il problema ha coinvolto il centro, ecco che si sono svegliati tutti…

Come il famoso caso Terza Traversa, anni di bordello censurato a dovere, poi qualcuno fa finalmente un video, lo posta e, meraviglia delle meraviglie, ecco che si fa finta di scoprire un problema che esiste da tempo perché non lo si può più negare o censurare.

ERA TUTTO NATURALE, FAMILIARE ED ELEGANTE ALLO STESSO TEMPO

Il dj Romano Bartoletti era del 1950, mio padre e mia madre degli anni ‘40, quindi cresciuti subito dopo la guerra, anni disastrosi, difficilissimi, di miseria, eppure nessuno di loro ha reagito come i ragazzi di oggi davanti a problemi che in realtà non lo sono. Voglia di vivere, non di distruggere, molestare, insultare. Nessuno faceva le coltellate a Milano Marittima, nessuno faceva le botte, nessuno faceva vandalismi. Forse perché erano cresciuti con altri sistemi, altri valori, altri genitori.

Anni fa un grande nome della dolce vita riccionese ha detto delle parole giustissime, che possono essere riferite alla stessa epoca a Milano Marittima “era tutto naturale, familiare ed elegante allo stesso tempo”.

Le sovrastrutture mentali, e non solo, sono venute dopo, sono venute da gente che con Milano Marittima non c’entra niente e finisce per darne un’immagine falsata che purtroppo spesso ha fatto breccia e tuttora è difficile da rimuovere.

Negli anni ‘70 ed ‘80, in cui Bart faceva faville, c’ero anch’io a Milano Marittima, casa mia tutto l’anno, certo non frequentavo i locali notturni, ma l’atmosfera del paese era la mia aria quotidiana. I miei genitori appartenevano anche a quell’ambiente, oltre che essere noti imprenditori.

Erano anni di splendida normalità, vivere a Milano Marittima tutto l’anno era un privilegio oggi improponibile, irripetibile.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi