Aggiungi un posto a tavola a Milano Marittima

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La scomparsa della signora Carla Mazzanti lascia Milano Marittima senza una grande protagonista del suo sviluppo turistico.

È vero, la scomparsa della signora Carla Mazzanti, dell’omonimo e famoso hotel di Viale Forlì, lascia Milano Marittima senza un’altra protagonista del suo sviluppo turistico. Fra l’altro il fratello maggiore è da sempre amico della mia mamma. Erano i ragazzi della Milano Marittima anni ’60 e ’70, e la famiglia della cognata ha gestito per anni un noto ristorante davanti casa mia, testimone oggi preso dal figlio Mattia.

Aggiungi un posto a tavola a Milano Marittima

Il Resto del Carlino

La storia dei Mazzanti è la storia di tante famiglie alberghiere di Milano marittima. Una storia bella, che credetemi mi commuove e in tutto smentisce certe boiate spacciate per storia di Milano Marittima messe in giro di recente da personaggi che adesso fanno la voce grossa ma negli anni ruggenti qua non erano ancora arrivati e al massimo avevano la bancarella al mercato.

C’ERA UNA VOLTA LA CUCINA ROMAGNOLA

Ricordo un’aberrante articolo sul Carlino del 10 agosto del 2012 in pieno Centenario “Milano Marittima è la signora dell’Adriatico, l’unica che dalla pensione Maria tagliatelle fatte in casa si è sempre tenuta alla larga” sentenziava l’intervistato. Allucinante.

Quando mia nonna, la baronessa Ligresti di Signorino, mi portava a mangiare da “Vittorino” a Forlì, blasonato ristorante, ricordo che c’era per cuoca storica la Irma Flamigni che lavorò fra gli anni ’70 e ’90 anche in due pensioni di Milano Marittima, deliziando con la sua tipica cucina romagnola generazioni di clienti. Una era l’Orsa Maggiore delle sorelle Calderoni, l’altra era quella pensione Silvana che fu gestita anche dai Mazzanti al loro arrivo nel 1949, prima di farsi un hotel in proprio anni dopo, il Ritz, dove la signora Ines stava in cucina, il figlio serviva ai tavoli ed il babbo curava l’orto per dare ai clienti cibo chilometro zero e di qualità, molto prima che lo facesse anche Batani.

Giancarlo Mazzanti, figlio del cavalier Quinto, ricorda che i tedeschi erano entusiasti della cucina tradizionale romagnola tanto da proporre il primo corso di cucina tipica che ebbe 113 articoli di encomi sulla stampa germanica! Posso dire, per ricordo personale, che davvero i tedeschi andavano matti per la cucina nostrana, praticamente venivano apposta, perché la spiaggia ed il mare c’è dappertutto, ma le sfogline e le zdore le avevamo solo noi! Questa era la tipicità da difendere, non proporre cazzate che puoi trovare dappertutto. La pineta, ad esempio, l’avevamo solo noi così bella e così vasta, e difatti nell’articolo memory sulla signora Mazzanti si cita, parlando di Milano Marittima, come di una zona particolare con una bella pineta.

LA CUCINA ROMAGNOLA NEGLI ALBERGHI DI MILANO MARITTIMA

A sconfessare totalmente il delirio rilasciato al Carlino nel 2012 c’è la vera storia di Milano marittima e della sua gente. Vanno assolutamente ricordate le cucine di hotel e pensioni come il Touring di Baracchini, del Cacciatore di Pedrini, della Lucciola dei Villa, del Bologna dei Benzi, del Milano dei Veronese ecc.

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Pensione ristorante Lucciola, Milano Marittima

Lamborghini, il capostipite, andava matto per la cucina romagnola dell’hotel Bologna che gli aveva fatto conoscere mia madre. Allora Lamborghini era snobbato dall’élite di Milano marittima e aveva preso casa a Lido di Savio.

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Pensione ristorante Bologna, Milano Marittima

Il suo PR, un nobile, si ricordò che la figlia di un’amica di sua zia era da tempo a Milano Marittima e poteva introdurlo nell’ambiente. L’amica della zia del PR era mia nonna e la figlia, appunto, la mia mamma. E così si andava a mangiare i cappelletti tutti assieme, Lamborghini, il marchese Gerini, Luca di Montezemolo e mia madre (nata nobile pure lei).

Il primo ristorante a proporre il risotto alla marinara col cognac fu Zi Teresa, dove mio padre aveva sempre un posto assicurato. Il Caminetto aveva gli Spaghetti alla Tel Aviv ed i maccheroncini Sancio Pancio di Alberto. In piazzale Genova il ristorante La Lanterna Da Beppe, amico dei miei come io lo ero delle sue bimbe, era il ritrovo più IN di Milano marittima con le penne all’arrabbiata del mitico Tonino. Senza dimenticare i maccheroncini alla Pallino, di Alfonso Para detto Pallino, altro noto ristorante scomparso.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi