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Milano Marittima, la lotta continua

Risse e vandalismi, il Conte torna a fare il punto sulla situazione di questa lotta continua fra chi vigila e chi infrange le regole.

Anche ieri, 26 Luglio 2021, ci siamo trovati a leggere di una rissa con coltello puntato alla gola (Carlino 26.7.2021), una rissa fra minori, una rissa fra ragazzi che evidentemente non hanno ricevuto debita educazione e valori dai loro genitori e anche nonni, che poi spesso sono quelli che gli pagano la vacanzetta e lo sento dai discorsi che fanno al cellulare, spesso in viva voce.

Grazie nonna, grazie papà, che mi avete dato tutto quello che voi non avete avuto. L’educazione ed il rispetto per gli altri e soprattutto per se stessi. Visto che siete una massa incivile di ubriaconi, di bestemmiatori, di vandali.

Milano Marittima, la lotta continua

Se ieri mattina il Carlino (26.7.2021) riportava di una “Mega rissa in un locale di Milano Marittima fra quindicenni” il problema principale non è dove sono le divise, ma dove siano le famiglie, come ha detto con sacrosante parole esattamente un mese fa il nostro Prefetto sul Carlino del 26.6.2021.

Dicono che sono scatenati perché sono stati tanto, troppo chiusi in casa, poi non capisci però perché stanno anche 8 ore sui balconi degli hotel a fare casino parlando ad altissima voce, cantando, tenendo altissima la musica e guai dire bao, devi “chiedere cortesemente” ti dicono e magari sono le 5 di mattina. Quando poi ti alzi ed esci vedi cosa hanno fatto tutta la notte, come hanno ridotto la località, oltre ad un troiaio di sporcizia. Alberi sradicati, pali della segnaletica piegati, piloni di cemento spostati nella ciclabile per dare fastidio a chi passerà il giorno dopo, cartelli pubblicitari o dei giardini presi e buttati per strada a centinaia di metri dalla loro ubicazione originaria, cassonetti usati come tamburi e poi presi a calci per disturbare chi dorme, bidoncini della raccolta differenziata rubati o rotti, specchietti auto fracassati, biciclette buttate su alberi e recinzioni, ormai una moda. E la chiamano movida…

Tanto nessuno rischia la multa. Né per schiamazzi né per il resto, ormai sanno e si danno all’orgia che impera fra le 3 e le 6 di mattina al ritorno dagli abbeveratoi.

Sul carlino del 12.7.2021 leggevamo ancora di “Vandali scatenati a Milano Marittima” nei giardini paralleli al canale della Madonna del Pino, pesanti pannelli e arredi di legno sradicati e lanciati via. Una volta i ragazzi pensavano a ben altro, specie in estate, specie in riviera romagnola. Volevano fare i vitelloni, ora sono solo bestie.

Il Carlino de 13.7.2021 dava conto della rissa con coltello del weekend ma “La medesima notte è stata caratterizzata da altri tafferugli di giovani”. Più duro il Corriere dello stesso giorno sulle “Decine di segnalazioni. Episodi di violenza, aggressioni, minacce, schiamazzi, resistenza alle forze dell’ordine, che si traducono in una marea di interventi”.


Davvero assurdo dover leggere sul Corriere del 17.7.2021 che i vigili devono munirsi di spray urticante “Difronte alle aggressioni sempre più frequenti da parte di tanti esagitati anche ragazzini e non resta che adeguarsi”. Il turismo che qualcuno ha voluto e che tanto hanno accettato pensando di lavorare di più e più facilmente, altro che balle. Le balle del turismo che non vogliono più e che non si prendono in casa. I ragazzi se li prendono tutti, eccome.

Fra famiglie che girano a clan (mogli, mariti, cognati, zii nonni e bambini) e ragazzotti che arrivano a branco (mai meno di 7 o 8) si riempie che è una bellezza. Il resto non interessa. Bello, chiaro e tondo. Ed è per questo che la clientela storica di Milano Marittima, quella di livello medio-alto, se non altissimo, è scappata, perché non poteva coesistere.

Tutte le persone nella loro vita cercano di evolvere, di migliorare la propria condizione. Così le città i posti. Noi eravamo partiti già nel 1912 al top e ci hanno trasformato in un orgia proletaria e in un diffuso campeggio di ragazzaglia per di più molesta se non addirittura delinquente. Bravi. Proprio bravi. Aggiungo, che nessuno mi toglie dalla testa che gli incendi di questi giorni nella pineta di Milano Marittima siano stati opera della ragazzaglia.

Cervia, beata ignoranza

Un articolo di giornale sulla valorizzazione della storia locale da spunto al Conte per parlare di quanto in realtà la storia non sia mai stata importante per Cervia.

Partiamo dalla fine. Sul Corriere di oggi, 19 Luglio 2021, mi ritrovo un grande articolo sulla avvenuta presentazione della Mappa dei Luoghi della Cultura, progetto che coinvolge operatori del turismo, turisti e cittadini della località. Leggo che tutto nasce dall’onda delle emozioni che hanno ispirato alcuni scrittori, poeti e filosofi al cospetto di Cervia. Cavoli, al cospetto di Cervia, neanche fosse Roma o Parigi…

Cervia, beata ignoranza

Corriere di Romagna del 21/07/2021

Certo, per tutti casa propria è la città più bella del mondo, e subito penso al carissimo Nino Giunchi appena scomparso, a come gli brillavano gli occhi quando parlava della sua adorata Cervia, quella vera, quella della quale ormai parlava solo lui, non quella dei dépliant per turisti o libri ruffiani debitamente confezionati per accreditare vulgate di comodo. Grande Nino, quante ore della mia vita hai arricchito, anche se come a tutti i vecchi cervesi ti stava sulle balle Milano Marittima e tutto il resto… Tu sapevi tutto, eri sempre assolutamente documentato, e come ti arrabbiavi a sentire o leggere tutte quelle cazzate spacciate per storia! Tu e Zimbo, quanta ne sapevate.

Una Cervia da sempre allergica alla cultura, infatti, è la città della Romagna che da anni in tutti i sondaggi ha il più basso numero di laureati e ha l’8% degli studenti della scuola alberghiera che vengono da fuori (cfr Corriere 19.1.2012). Mai si sono volute altre scuole superiori in più di quella.

A Milano Marittima erano tanti i luoghi della cultura con la maiuscola, dai simposi del conte Volpe, al famoso Trebbo Poetico nato addirittura in un campeggio e poi scippatoci da Cervia. Fra i luoghi dove respirare cultura a vario titolo c’erano i negozi atelier di artisti di buon nome, dal plurucitato Werther Morigi, Pantieri, Venturini, Onestini, la galleria Borghi che proponeva i primi Schifano, e l’immancabile Vialetto degli Artisti nato nel 1974, per la quale riapertura mi sono battuto e adesso si è trasformato in un ennesimo anonimo mercatino che qualche mia amica con grazia ha soprannominato Via Margutta di Milano Marittima…

La vergogna di non aver letto riga o sentito verbo quando abbiamo perso l’unica libreria e ancora prima il mitico Neddo Cicognani, ideatore ed animatore di rassegne davvero culturali e che ha portato a Milano Marittima grandi firme.

Cervia, beata ignoranza

Neddo Cicognani

Neddo, però, da sempre è stato bistrattato, a partire dalle tante difficoltà che gli venivano create per dargli una debita location per le conferenze, le quali a quanto pare, davanti al suo negozio in via Ravenna accanto al cinema prima e poi davanti alle poste, davano fastidio. Allucinante!

Non è molto che un altro vero vip di Milano Marittima come Dino Amadori, luminare di medicina, faceva fatica a farsi sentire nella sua intervista per la musica a tutto volume sparata dai locali vicini… E poi parlano di cultura… L’unico che difese e ricordò sempre Neddo fu Luca Goldoni. Che ha avuto il torto di denunciare per primo il bordello e la decadenza di Milano Marittima e non gli è stata perdonata.

Cervia, beata ignoranza

Luca Goldoni sul Resto del Carlino

A leggere l’articolo di oggi trovate cento nomi, ma non il suo, ci trovate nomi di gente che a Milano Marittima non ci ha mai messo piede e manco l’ha mai nominata, come Ezra Pound, un amico della contessa Carla Approvini sorella di mio nonno. Luca Goldoni no. Luca Goldoni che a Milano Marittima aveva casa e veniva anche in inverno, poi ha preso casa anche a Cervia, appassionato di vela… Lui no.

È citato anche Rino Alessi, che i cervesi hanno trattato malissimo, è citata la solita Grazia Deledda, la cui villa è stata per anni dependance dormitorio e parcheggio di un hotel che ci stendeva i panni… È citato Max David, la cui villa ho proposto anni fa come luogo di incontro culturale e finalmente qualcuno si è mosso, ovviamente senza darmi la soddisfazione dell’idea. Come quando nel 2014 col blog portammo a Milano Marittima RAI Storia per un documentario e nessuno dei piani alti fece verbo, ci mancherebbe, la gente indipendente la sua indipendenza deve pagarla cara.

È citato Dante e non sanno che nella vecchia élite di Milano Marittima c’era una sua discendente diretta che aveva qui la villa, oggi divenuta appartamenti pollaio… È citato Guareschi e ovviamente i cervesi non hanno la minima idea che il vero Don Camillo, morto nel 2016, era nato a Montaletto di Cervia nel 1922, vero nome padre Tommaso Toschi, anche lui ovviamente messo da parte perché iperattivo sacerdote anti comunisti… Quando è morto arrivarono ai frati francescani del convento di Bologna condoglianze da tutto il mondo, anche dal nipote della imperatrice Sissi…

Dalla Cervia tanto culturale e amante della sua storia, non credo sia arrivata una sola riga…

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi

Rolex band in Mi.Ma Brand

Per chi come sempre farà finta di non capire, questo non è un articolo polemico, né di attualità ma, purtroppo, è un articolo di storia.

Mentre l’ultimo numero di “Fantascienza Life” insiste nel rappresentare una località che glamour e patinata non lo è più da oltre 20 anni… Mentre esponenti dei piani alti vaneggiano di località regina dell’estate (per cosa?)… Mentre artisti sedicenti natii di Milano Marittima secondo loro si stanno dando da fare per restituirle quella eleganza che l’ha resa celebre negli anni passati (senza voler capire che Milano Marittima era elegante per la gente che la frequentava, non per altri motivi, perché non è il posto che fa la gente ma l’esatto opposto)… Mentre si parla di Dante a Milano Marittima in tutte le salse anzi lumini e giardini, senza sapere che proprio a Milano Marittima, fino a qualche anno fa, aveva la villa una diretta discendente del Poeta con la sua famiglia (cosa volete che sappiano questi della vera élite di Milano Marittima, il vero glamour, non le vetrine delle firme).

Questo blog continua imperterrito a raccontare la verità, e si vede che la verità piace, testimonianza ne è anche l’ultimo articolo del Conte ha passato i 12 mila lettori in tutto il mondo mentre il post è stato visto da 181 mila utenti. Alla faccia di chi dice che racimoliamo solo pochi like!

rolex band in mi.ma brand

Il Resto del Carlino del 27 Giugno 2021

Sabato 3 Luglio la stampa locale dava conto di un processo per scippo di Rolex che aveva iniziato dopo 12 anni dal fatto. Si, purtroppo è un altra vecchia storia questa degli scippi dei Rolex o comunque di orologi di alto o altissimo costo. L’ultimo colpaccio è apparso sul Carlino del 27 Giugno 2021 “La banda del Rolex di nuovo in riviera” a Milano Marittima in viale Gramsci una donna di Forlì derubata per un valore di 20 mila euro… Un Patek Philippe. Anno scorso sul giornale c’era stato un avvocato veronese per un Audemars Piguet da 20 mila euro, poi un altro Patek Philippe in via Ariosto, addirittura da 50 mila euro. Poi un altro colpo da 26 mila euro in via Mercadante e un altro costoso Rolex in via Spalato. Infine, all’uscita di un hotel su viale Due Giugno, ennesimo Rolex da 30 mila euro, un Daytona, rubato ad un turista appena uscito in passeggiata serale.

Forse il colpo più famoso fu il 18 Giugno 2017, quando a Milano Marittima fu scippato del suo Patek Philippe da 40 mila euro il calciatore Marco Di Vaio (qui l’articolo su RavennaeDintorni.it). Anche se la personalità più famosa ad essere stata scippata fu l’imprenditore e marito di una super modella, Nicola Radici, come riportava anche il giornale della sua città, ovvero Bergamo Sera del 24 Giugno 2010 (qui l’articolo). Per chi non lo sapesse, Radici era un imprenditore da 430 milioni di euro, giusto per farsi un idea. Tuttavia, nel mio (immenso ndr) archivio, l’articolo più vecchio sulla faccenda è un Corriere di Sabato 7 Agosto 2004, con tanto di descrizione della “tecnica violenta ma redditizia” sullo scippo di un Rolex Daytona, dopo un altro episodio avvenuto il 30 Luglio di un Rolex incastonato di diamanti a danno di una signora di Cesena.

Anche su questo fronte, purtroppo, Milano Marittima è un disco rotto, siamo sempre lì da almeno 17 anni? Come la mettiamo? Anche qui si risolve il problema facendo finta non esista e mettendo la censura ai social? Anche perché, come sanno bene i nostri followers, proprio negli anni d’oro di Milano Marittima non mancavano certo i turisti danarosi e di altissimo livello, anzi, erano più numerosi e importanti di quelli che oggi vengono a tirarsela, eppure tutti sti scippi non esistevano. Come mai?

È vero che la vecchia élite di Milano Marittima era più sobria, non certo esibizionista, lo sbattere in faccia vestiti e gioielli è più prerogativa dei cafoni arricchiti di oggi, ma anche allora volendo c’era da far cassa per i ladri, eppure… eppure, come dico sempre, Milano Marittima allora metteva davvero soggezione, a tutti, non solo in primis ai Cervesi… E per chi come sempre farà finta di non capire, questo non è un articolo di polemica, non è un articolo di attualità, ma è purtroppo un articolo di storia.

E dire che quando ero bambino, Rolex e Patek Philippe facevano solo rima con la mia vicina di ombrellone, che era figlia di chi quei gioielli li aveva inventati. Quella si che era Milano Marittima vip, la mia Milano Marittima, non quella dei giornaletti e degli spot.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi

Milano Marittima è un disco rotto

“Chiedo i danni e chiudo tutto” così si legge sul Carlino di questa mattina 25 Giugno 2021 con la dichiarazione choc del titolare della Pousada.

milano marittima è un disco rotto

Il Resto del Carlino del 25 Giugno 2021

In realtà dichiarazioni simili a seguito delle polemiche sulla movida a Milano Marittima non sono una gran novità! Anni fa fece lo stesso il titolare del Papeete, che disse che avrebbe spostato tutto altrove, scatenando una polemica fra suoi sostenitori e chi invece sosteneva le ordinanze del Comune. Si arrivò a fare liste pubbliche sulla stampa di chi stava con chi.

milano marittima è un disco rotto

Il Resto del Carlino del 25 Giugno 2021

Nonostante qualcuno mi chiami giornalista, io giornalista non sono e ci tengo a ripeterlo in ogni occasione. Non sono neanche uno storico, mestiere che molto più seriamente di me fanno il mio secondo cugino Marco Mercato, spesso presente su RAI Storia, o la baronessa Christina von Hodenberg, lei pure legata a cuginanza Ausiello. Però sono laureato a pieni voti in archivistica e ho una grande memoria da vero residente, qui storico davvero, di Milano Marittima, e mi permetto di rinfrescare un po’ la memoria ai nostri gentili 40 mila followers sparsi in tutto il mondo.

LA RASSEGNA STAMPA È COME ASCOLTARE UN DISCO ROTTO

Leggere la rassegna stampa di questi 2 mesi è esattamente come leggere quella di oltre 10 anni fa, stessi titoli, stessi problemi, stesse chiacchiere, specie da parte di chi è molto più preoccupato di dire che i panni sporchi li si lava in casa ma evidentemente dopo un buon decennio deve ancora comprare il sapone o scegliere quello migliore alla bisogna. In questo caso, forse, non è il suo mestiere…

Sul Corriere del 15 Ottobre del 2009, ovvero 12 anni fa, si dava conto della nascita del comitato contro gli eccessi e via tutti al lavoro per non ripetere quanto accaduto a Ferragosto di quella estate, con raccolta di ben 800 firme. Firme che vengono raccolte anche adesso, Giugno 2021, come da Corriere del 8.6.2021. Evidentemente raccogliere firme conta parecchio.

Sul Corriere del 23 Agosto 2009 si parlava di un danno per turismo ed immagine, il primo cittadino condannava gli eccessi ma invitava al dialogo sugli Happy Hour. Esattamente quel dialogo invocato oggi dalla assessora Brunelli come da Carlino del 18.6.2021. E guai a parlare di multe e stangate economiche, ci mancherebbe. Quelle le riservavano solo ai negozianti per delle stupidaggini.

Sul Carlino del 1 settembre 2009 si titolava “Botte in centro, rissa, troppi ubriachi nel cuore della movida” che ricorda troppi titoli di adesso tipo “12 risse in una notte” del Corriere del 8.6.2021.

Sul Carlino dell’8 Agosto 2010 leggevamo “Risse, sporcizia, e vetri rotti, rabbia dei commercianti” esattamente come oggi leggiamo sul Carlino dell’8.6.2021 “Noi negozianti abbiamo paura”.

milano marittima è un disco rotto

Il Resto del Carlino dell’8 Giugno 2021

Sulla Voce del 25 Agosto 2011 leggevamo “Violenze e risse e qualche volta spuntano cacciaviti e crik, a MiMa si corre ai ripari con guardie notturne” che ricorda come adesso abbiamo ingaggiato gli Street Tutor come da Carlino del 7.6.21.

Non si salvano purtroppo neanche i nostri carabinieri, ai quali diciamo sempre grazie per l’impegno che qui come altrove va spesso ben oltre il dovere puro e semplice della divisa. Infatti, sul Carlino dell’8 Giugno 2021, nonché sul Corriere del 15 Giugno 2021, leggiamo che gli hanno tirato dietro bicchieri e bottiglie di vetro, il che ricorda tempi un po’ più rudimentali come quando sul carlino del 18 Agosto 2007 leggevamo che gli avevano tirato monetine e cubetti di ghiaccio.

Sulla Voce del 27 Luglio 2010 la famiglia Casanova del Papeete si difendeva dicendo che gli ubriachi non erano solo al Papeete e alla Terza Traversa che, allora e come da sempre, era ancora a senso doppio, altro che senso unico come qualcuno vaneggia oggi per fini politici.

Questo ricorda la difesa del titolare della Pousada di adesso che sul Carlino del 24 Giugno 2021 ha dichiarato “Noi capro espiatorio”. Le ripetizioni continuano sotto tanti aspetti. Sul Carlino dell’8 Agosto 2010 un commerciante del centro lamentava “Ho trovato l’inferriata del mio negozio sporca di sangue e a terra denti rotti” il che è molto vicino a quanto letto sul Corriere del 24 Maggio 2021 “Le tracce della rissa sono rimaste anche il giorno successivo. Ieri mattina le tracce di sangue erano ancora presenti a terra nei pressi della agenzia Carbonari”.

Ora, le conclusioni tiratele voi, sono passati oltre dieci anni da quegli articoli, cosa hanno risolto?

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi

Milano Marittima in guerra

Come si è potuti arrivare alla situazione di avere una Milano Marittima in guerra nel fine settimana? Ce lo spiega il Conte.

Carabinieri, volontari della Associazione Nazionale Carabinieri, reparti cinofili, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Municipale e Street Tutor, Milano Marittima non vedeva così tante divise e spiegamento di forze dall’epoca della guerra e dell’aeroporto militare in pineta o quando gli inglesi avevano parcheggiato i carri armati attorno alla Rotonda.

Quando si continua a non volerla capire, si continua a ritrovarsi nella stessa situazione, anzi si peggiora. È andato a morire già da tanti anni un intero sistema turistico e ne hanno impostato un altro, questi sono i risultati. E finitela di dare colpa al Covid, non è il problema, al massimo una scusante. La generazione dei miei genitori ha avuto un’infanzia ed una gioventù negate dalla guerra e dai problemi del dopo, eppure non ha passato il tempo in risse e vandalismi, schiamazzi e alcolici fino al coma etilico, ma ha rimesso in piedi l’Italia facendo il famoso boom economico. Erano stati privati di tante cose ma avevano avuto la fortuna di essere educati coi vecchi sistemi.

milano marittima in guerra il resto del carlino

Il Carlino del 14.06.2021

Adesso aspettiamo solo il boom di qualche pistolettata, perché ormai questa solo manca, visto il campionario che abbiamo avuto anche nel ultimo weekend con pure il presunto stupro di una minore come scrive il Carlino del 14.6.2021. Questo mi riporta ad un po’ di anni fa quando fermai 3 notabili di Milano Marittima, uno dei quali oggi si fa paladino anti degrado, per chiedere che si fermasse un assurdo spot su una non meglio identificata Radio Milano Marittima che sparava ad ogni ora il jingle “TI LASCI ANDARE A MILANO MARITTIMA TI FAI TOCCARE A MILANO MARITTIMA TUTTO È CONCESSO A MILANO MARITTIMA LA VITA È SESSO A MILANO MARITTIMA”. Mi fu risposto a muso duro, e parecchio scocciato, che se trovavo la cosa inopportuna dovevo andare dai carabinieri perché loro non ci trovavano nulla di male. Loro. Pazzesco.

Quando fai questa bella pubblicità poi cosa ti puoi aspettare? Per anni hanno lasciato perdere l’andazzo, intanto il cancro cresceva, sicuro della impunità. Un turismo ricercato dopo il suo esilio da Marina di Ravenna, Riccione e Rimini, che già ne erano stufi e pentiti. Prendiamoli noi i ragazzi, hanno poche pretese e soldi da spendere. Evvai! Chi se ne frega se fanno casino per ore nelle stanze degli hotel o nei ristoranti, basta lascino i soldi. Poi hanno iniziato a lasciare anche il resto e siamo finiti al sangue che macchia i marciapiedi e le strade trasformate in pisciatoio. Ma ovviamente, anche qui, siamo noi che non capiamo il nuovo turismo, siamo noi che potremmo attrezzarci meglio magari accessoriando ogni pino con un bel wc glamour.

Milano Marittima in guerra

Un turismo di cialtroni che non solo adesso vengono da padroni a quattro soldi in una località un tempo di élite, ma addirittura dove gli si vuol dare la possibilità di non pagare neanche subito e farlo con comodo chissà quando, come leggo in una proposta sul Corriere del 7.5.2021. Insomma, davvero, “è finita l’era in cui Milano Marittima metteva soggezione”, come scriveva qualcuno sul Carlino del 25.7.2012, ben 10 anni fa ormai. Si, era ancora la mia Milano marittima e quella del mio compagno di giochi Gianluca Ricci, che sul Corriere del 14.6.2021 ha centrato il problema dicendo “ormai è chiaro che il problema vero è legato alla tipologia di clientela che oggi arriva a Milano Marittima”. Detto altrimenti, chi va per quei mari quei pesci piglia. E dire che con tutto il pesce che mangiano da generazioni i cervesi, dovrebbero ricordare benissimo cosa fosse il sistema turistico di Milano marittima che ha resistito almeno fino a metà anni ’90 del Novecento, minimamente scalfito neanche dalla mucillagine del 1989.


Sul Carlino del 14.6.2021 Sara Servadei ci offre un ottimo reportage, peccato che essendo probabilmente giovane le hanno raccontato male Milano Marittima di una volta. Scrive Servadei nell’articolo titolato “Inferno nel salotto del mare” che Milano Marittima la chiamavano il salotto buono o città giardino, qui c’era la Romagna chic fatta di locali esclusivi frequentati da personaggi ma ora è difficile distinguere l’anima elegante di Milano Marittima dietro il magma di giovanissimi che assediano le strade. No cara Sara, devi sapere, e con te tanti altri, che non è un luogo che è vip o esclusivo di per sé o per i locali. È la gente che lo frequenta che gli dà l’impronta. Oggi Milano marittima ha questo turismo e quindi da questa immagine, purtroppo. Non mi crederete, io non riesco a guardare certi video. Mi basta avere i lucciconi leggendo di risse, pugni, bicchieri rotti, lanci di sedie e minacce, vandalismo alle auto, come da Carlino del 14.6.2021 dove scrivono “Risse e coltelli, la violenza non si ferma. Denunciato anche un quattordicenne”, “Milano Marittima era un campo di battaglia” riporta il Corriere sempre del 14.6.2021, tanto da lasciare esterrefatto anche chi fa parte delle forze dell’ordine. Che è tutto dire, credo.

Milano Marittima in guerra corriere di romagna

Corriere di Romagna del 14.06.2021

Milano Marittima era un ambiente, uno stile, poi lo hanno fatto diventare un brand ed un baraccone dei presunti vip, la rassegna dei protagonisti del nulla e dei cafoni arrivisti arroganti ed esibizionisti. Poi lo step successivo è stato attirare anche il mefitico turismo del casinificio giovanile. La politica dei prezzi stracciati neanche da campeggio e il proliferare di localacci da succursale dell’Oktoberfest o da sagra paesana certo non vanno nella direzione di portare turisti di livello in una località che si pretende ancora di classe e di élite.

La mia opinione è che questa gente deve pagare, pagare subito e pagare salato perché il prezzo fa la clientela, e poi sarebbe ora di iniziare a fare multe a tappeto, non è bisogno di manganelli e tutor o di speciali ordinanze. Verbali, verbali e verbali. Schiamazzi notturni? Verbale. Offese a pubblico ufficiale? Verbale. Niente mascherina? Verbale. Fuori i documenti e fuori il portafoglio.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi