Milano Marittima Archivi - Pagina 30 di 73 - Il blog di Cervia e Milano Marittima

Milano Marittima violenta

Per anni si è cercato di nascondere il problema della movida a Milano Marittima ma in questi giorni tutti i nodi stanno venendo al pettine.

Adesso saranno contenti. Chi? Tutti quelli che da 20 anni ad oggi hanno chiuso gli occhi sulla escalation di degrado e violenza a Milano Marittima e, non contenti, hanno fatto di tutto per mettere il bavaglio a chi invece cercava di far notare che iniziava un cancro e che questo cancro andava amputato, non lasciato espandere. Quelli del non dite nulla, perché altrimenti è parlare male di Milano Marittima. Certo, dire la verità è parlare male, nelle zone vige la mentalità omertosa, però. Altro che acqua di Milano Marittima o profumo di Cervia, da 20 anni si respira profumo di omertà diffusa, salvo svegliarsi tutti e tutti in una volta quando non si può più metterci la pezza o la censura.

Milano Marittima violenta

Come in tanti altri articoli, la prima cosa è un abbraccio solidale ai carabinieri feriti anche nell’ultimo weekend come riporta il Carlino di oggi 8.6.2021. A chi chiede dove sono e cosa fanno i carabinieri la risposta è qui, vanno all’ospedale per fare il proprio lavoro. Il lavoro delle famiglie, invece, cari nonni e genitori, sarebbe educare i ragazzi, ma dal 1968 in poi, complici certe mentalità, avete smesso ed oggi vediamo i risultati.

Milano Marittima violenta

Carlino 08/06/2021

Il prefetto Caterino, sempre sul Carlino di oggi, col suo appello alle famiglie ha assolutamente centrato il problema. Tutto nasce dal fatto che questi ragazzi non ricevono più dalle famiglie regole, disciplina, valori morali e di rispetto. Ricevono solo soldi, cellulari, vizietti, giustificazione e protezione.

Oggi, leggo sul Corriere, c’è una raccolta firme dei residenti per arginare il Far West. Appunto. fintanto che il bordello molesto si scaricava nei rientri dei ragazzi per viali, traverse, case e hotel fra le 3 e le 7 del mattino, praticamente nessuno ci ha mai tutelati. Subite e state zitti, vecchi rincoglioniti o classisti nostalgici del turismo normale. Adesso che il bordello scoppia in centro, allora scatta il problema, tutti ne parlano, e leggi sul Carlino di oggi che la località va tutelata. Grazie! E prima no? Io non dormo tutta estate da 20 anni perché ho il bordello anche degli hotel vicini, dove per farli smettere non servirebbe un ordinanza del Comune ma solo qualche gestore serio. Adesso hanno capito che era solo una questione di oggi a me domani a te.

Milano Marittima violenta

Carlino 08/06/2021

Adesso finalmente leggo sul Carlino “Noi negozianti abbiamo paura”. Figurati i negozianti come i miei genitori che hanno chiuso definitivamente la loro attività (leggi qui la storia) perché tutta la vecchia clientela scappava già 10 anni fa e chiedeva perché si lasciava avanzare questo degrado.

A questo turismo, non certo alle famiglie normali, si riferiva Il Giornale del 1 Agosto 2019 qualificando Milano Marittima capoluogo nazional popolare del divertimentificio di massa e del peggiore proletariato vacanziero. Se penso che sul Carlino del 9 Settembre 2008 il primo allarme lo aveva dato Luca Goldoni… Ovviamente ignorato, anzi, addirittura sbeffeggiato! Adesso leggi sul Corriere di oggi di ben 12, ripeto, 12 risse in una sola notte e penso quando mi dicevano che ero io che dovevo andarmene da Milano Marittima perché non capivo nulla del nuovo turismo giovanile. Eccolo qui, e sicuramente vi piace.

Milano Marittima violenta

Corriere 08/06/2021

Oggi leggo sul Corriere che questo mina la reputazione di quella che un tempo era conosciuta come località vip. No cari miei, eravamo una località signorile e normale. Proprio da quando è partito il baraccone dei vip, o sedicenti tali, è iniziato il degrado. Siamo lontani anni luce e sappiamo chi ringraziare, da altri ricordi, come quando i cervesi stessi non si sentivano all’altezza di sconfinare e lo facevano col vestito buono, un gelato e via.

Lontani anni luce dai ricordi di Vittorio Zucconi sul Venerdì di Repubblica del 28.7.2017 quando dice che poter venire a Milano Marittima era un traguardo sociale dopo una marcia mistica, arrivavano solo i fortunati, la casta, altro che i gruppi di addio al celibato/nubilato e baracconato vario che a pochi euro vanno ormai anche nei 4 stelle.

Anni luce dalla Milano Marittima bella ed impossibile dei ricordi del Console Touring Club su La Voce del 3.9.2012, pensavano di non essere mai abbastanza eleganti per frequentare i suoi viali. Adesso sembra l’ora d’aria della galera alla rovescia, la gente perbene che sta in casa, i delinquenti a fare il comodo loro e a menare pure i carabinieri fino all’alba.

P.S. C’è anche qualche operatore di Milano Marittima che nonostante tutto ha ancora il coraggio di scendere dalle nuvole e chiedere cosa sia successo perché non ha sentito nulla dei recenti disordini…

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

Il Conte ci porta con un tour virtuale a scoprire alcuni dei villini Liberty più interessanti di Milano Marittima.

Anche se sono laureato in Conservazione dei Beni culturali non ho certo la preparazione tecnica di un Andrea Speziali che, sulle ville Liberty a Cervia e non solo ha dedicato studi, libri, mostre importanti, fra l’altro partendo dallo storico villino dei conti Pulle’ di Riccione, famiglia nostra amica già al tempo del mio bisnonno (Principe di San Giorgio a Cremano) e legata addirittura a Milano Marittima e ad un lungimirante ingegnere, Santini, che evitò in illo tempore il terzo grattacielo a Milano Marittima. Oggi, in piena cementificazione militante, la cosa non dirà granché ma fu uno step epocale.

Però, come residente storico, di quelli veri, di quelli che Milano Marittima la hanno sempre vissuta a 360 gradi 365 giorni l’anno, qualche ricordo ce l’ho anch’io, che magari non troverete mai da nessuna parte e che darò col conta gocce per non essere ancora una volta scippato delle mie perle per poi vederle usate da altri senza citarmi!

Adesso i villini Liberty vengono usati come risorsa turistica, come appeal cittadino, purtroppo dal dopo guerra e fino agli anni ’70, invece, erano visti come ruderi ingombranti e difatti molti sono stati fatti fuori o, quando è andata bene, riadattati a nuove esigenze come nel caso dell’attuale gelateria L’Ottocento e nella quale c’è proprio una collezione di quadri con tema i villini Liberty in questione. Perlomeno la storica famiglia Bagioni, già legata alla gelateria La Perla dal 1967, ne ha fatto una bomboniera di stile e di riferimento. In altri casi si erano fatti altri progetti, per fortuna abortiti.

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

Anni ’80, Villa Carlotta durante i lavori che la portarono a diventare la Gelateria l’Ottocento

La struttura in assoluto meglio conservata, grazie anche ad un eccellente restauro del quale si deve essere grati agli attuali proprietari, è in rotonda Don Minzoni, la villa della contessa Wanda Malagola, gentildonna morta a 99 anni e parente di uno degli attentatori di Hitler, i più giovani ricordano sicuramente il film con Tom Cruise. Poi ovviamente la villa primigenia del fondatore Palanti, anche questa oggetto di buon restauro, in viale Due Giugno, presto venduta dal grande artista milanese dopo tutti gli attriti che ebbe col Comune cervese e i non pochi atti vandalici di cui fu aggetto. Altro che la favola del “Nostro Pittore” che propinano oggi. Fra l’altro non sarò mai grato abbastanza alla carissima nipote di lui, signora Paola Motta, per avermi fatto una esclusiva visita guidata a due della mostra del nonno ai Magazzini in occasione del Centenario di Milano Marittima, quanto a me, avevo invece fatto da Cerimoniere parrocchiale al cardinale Tettamanzi alla processione religiosa del evento.

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

Villa Palanti

Altri villini Liberty carini ma un po’ anonimi si trovano dietro Via Chiesa. Più appariscente ma anche abbastanza fatiscente, il villino in viale Gramsci della famiglia del mio amico di infanzia Giovanni, la cui nonna aveva un negozio di giochi di fianco alla boutique di mio padre. Poi in viale Ravenna resistono due delle quattro originarie villette fatte dalla famiglia Sgarbi, non certo da fondatori milanesi come ho trovato scritto da qualche pirla.

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

I villini Sgarbi in Viale Ravenna

La famiglia del caro Amedeo Sgarbi appartiene alla storia di Milano Marittima non fosse per i vari hotel gestiti. Sul viale Matteotti di fronte al ristorante Al Caminetto, aperto verso il 1965 da Lorenzo Di Pietro e rilevata dalla nuova gestione nel 1970 ad oggi, la villa De Maria, ovvero la casa del mitico signor Amelio De Maria, il patron del Woodpecker, che questo blog vi ha fatto riscoprire anche con la trasmissione di RAI Storia girata con noi nel 2014 e andata in onda nel 2015. Una collaborazione di cui siamo orgogliosi. Una villa che poi è stata data anche in affitto e che da bambino ho potuto vivere assieme a certi piccoli amici milanesi la cui nonna blasonata era molto dentro il settore dell’alta moda nonché amica di Marta Marzotto (anche lei veniva a Milano Marittima ma non vi dico dove). Allora potevamo giocare nel vasto giardino poi pesantemente cementificato per farci appartamenti proprio nell’anno del Centenario di Milano Marittima.

Tour dei villini Liberty di Milano Marittima

2012, il cantiere per costruire gli appartamenti nel giardino della villa De Maria

Un fiume di ricordi attorno alla ex villa Galli, nel giardino delle suore Orsoline, dove ho fatto prima l’asilo poi la prima elementare. In questo giro virtuale di souvenir dei villini Liberty di Milano Marittima mi rammarico di non aver fatto una foto ricordo dell’ultimo villino con caratteristica torretta raso al suolo per fare, ovviamente, appartamenti a schiera, intendo quello sulla collinetta di viale Milano verso il bivio con Viale dei Pini (perché così si chiama, leggi questo mio articolo).

Del resto da chi a Cervia voleva fare tabula rasa di magazzini e torre non si poteva sperare sensibilità per il patrimonio Liberty della mia Milano Marittima.

Se vi piacciono i villini Liberty e volete approfondire l’argomento non perdetevi il nostro censimento a questo link.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

La storia è di tutti ma le idee no

Ci segnalano un post diffamatorio nei confronti dei nostri Bunker Tour e riteniamo doveroso fare alcune precisazioni.

I bunker di Cervia sono stati portati alla ribalta da questo blog nel lontano 2014, quando abbiamo iniziato a parlarne. Prima di allora nessuno se li filava e, a parte qualche anziano, nessuno sapeva cosa fossero e neanche che esistessero. Soprattutto, l’idea dei Bunker Tour è nata da noi e siamo stati i primi (addirittura in tutta la penisola) ad organizzarli e promuoverli già nel 2014.

Se nel 2014 non avessimo iniziato a scrivere mail e messaggi privati all’allora sindaco per chiedere un incontro per parlare della valorizzazione dei bunker, oggi quegli stessi bunker possiamo assicurarvi che sarebbero stati asfaltati per far posto al nuovo lungomare

La storia è di tutti ma le idee no

Corriere del Marzo 2014

Di questo vi è certezza per il fatto che nessuno ne ha avuto considerazione per 70 anni, ma guarda caso negli ultimi anni sono diventati una proposta turistica che sviolinano come geniale. Che coincidenza! Saranno stati forse i gruppi organizzati da questo blog con centinaia e centinaia di persone ogni anno a far capire la portata di questo progetto? Infatti, non solo sono stati preservati in tempi recenti, ma Cervia Turismo, visto l’interesse, ha pensato bene di iniziare a farli, copiandoci l’idea e declinando ogni nostra offerta di collaborazione. Abbiamo provato a più riprese a trovare un punto di incontro ma ci è stato risposto un bel “no” e dobbiamo ancora capirne i motivi.

I signori che hanno scritto il post dovrebbero invece sciacquarsi la bocca quando nominano questo blog e ringraziare le persone che ci sono dietro e che si sono sbattute per anni ad insistere con il Comune di Cervia, perché è grazie a noi se oggi sono lì a restaurarli, e lo sanno benissimo, ma si fa prima a non dirlo, perché è scomodo da accettare. È stato molto più semplice defilarsi dopo la notorietà avuta grazie al successo di questo blog che gli ha permesso di avere qualche porta aperta.

Ora veniamo ai punti deliranti del post in questione: in realtà siamo noi a dissociarci dai loro Bunker Tour, perché non sappiamo neanche cosa possano raccontarvi delle persone che nemmeno sono di Cervia e nemmeno sanno dove si trovano, visto che continuano a chiamare Milano Marittima quella zona che invece è pienamente Cervia.

Dicono che “ci sono voluti 7 anni per ottenere un museo a cielo aperto”. Infatti hanno ragione, peccato che quei 7 anni li abbiamo spesi noi come già spiegato a inizio articolo.

Affermano che le offerte libere che ci donate non verranno usate nel restauro dei bunker e nella ricerca. Beh, qui siamo veramente alla diffamazione e ci potrebbero essere anche gli estremi per una denuncia. Per prima cosa, nessuno ha mai detto che li restauriamo (vedi immagine in basso). Seconda cosa, i signori in questione non conoscono le spese che stanno dietro alla gestione di un grosso blog da un milione di visualizzazioni che organizza eventi e fa ricerca. Si cari signori, qui si fa ricerca, non solo sulla Seconda Guerra Mondiale ma sulla storia di Cervia e Milano Marittima a 360 gradi.

Infine, la ciliegina sulla torta “quando seguite questa gente (noi ndr) domandategli se sono certificati a svolgere il ruolo di guida turistica o di archeologo”. Ecco come vengono pubblicizzati i nostri tour a livello di costi e guide. Non si menzionano guide turistiche, archeologi o restauri. Fate zoom se non leggete.

La storia è di tutti ma le idee no

 

Il copiare idee non è finito, perché ci è anche stato riferito (nel loro affiatato gruppo hanno un uccellino che ci riferisce) che vorranno organizzare i tour dell’ex aeroporto in pineta che indovinate, questo blog fa già da diversi anni. E chissà cosa vi racconteranno, perché siamo stati noi a scriverne la storia nei dettagli, con i riferimenti agli squadroni e alla loro interazione con le colonie. Chissà se nei loro tour faranno anche vedere la mappa dell’aeroporto che noi abbiamo disegnato al computer.

Spero di non dover tornare più sull’argomento perché la storia è patrimonio di tutti, ma le idee hanno la loro paternità e andrebbe riconosciuta.

Thomas Venturi

Notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

Diversi titoli di giornale dimostrano che il problema movida va avanti già da anni e non si è mai fatto abbastanza per controllarla.

Continua da Notti Bianche, aspettando il morto (prima parte).

Perché voi non c’eravate, tante cose non le sapete e non ve le raccontano. Nel 1970 proibirono la processione della Stella Maris nel tratto chiesa, terza traversa, spiaggia, pare per disturbo all’ordine pubblico. Certo, la statua della Madonna su una barchetta, che ogni ultima Domenica di Luglio andava a benedire il mare dal 1954, era un grave problema di movida molesta, troppa gentaglia a cantare inni e preghiere moleste. Meglio i ragazzi alcolizzati che adesso bestemmiano tutta notte.

Il turismo è cambiato e bisogna essere up to date e proprio per non dare disturbo a questi nuovi angeli della notte che vanno a letto all’alba alcuni albergatori, così mi ha detto un parroco anni fa, gli avevano chiesto di sospendere le campane della prima messa. Vuoi rompere i coglioni con ste campane di giorno quando tutta notte sti bravi ragazzi hanno dato il meglio di loro per lo sviluppo del turismo fashion, glamour, vip di Milano Marittima? Frate insensibile!

Dal sacro al profano, era alla terza traversa il primo Woodpecker (qui trovate la storia), esiliato nel 1968 in campagna perché avrebbe dato fastidio. Certo, un locale di classe, tranquillo, da fastidio e va punito. Come ci ha detto anche Peppino Manzi del mitico Cluny, che conserva ancora fior di verbali dei vigili pronti a scrivere se dopo la mezzanotte il locale non cessava di rompere i coglioni col suo insopportabile pianoforte. Per fortuna oggi le orecchie della gente sono più tutelate e si inizia proprio dopo mezzanotte col bordello e milioni di decibel nella stessa zona degli abbeveratoi.

A guardare la rassegna stampa degli ultimi anni di vede bene una escalation di atti violenti ai quali non si vuole dare uno stop definitivo. Nonostante fatti anche eclatanti per chi è stato coinvolto suo malgrado.

Il Corriere del 27 Maggio 2019 fece un titolone “Distrutta la vetrina di Julian, è movida selvaggia”.

notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

Ormai titoli come quello del Carlino del 30 Maggio 2018 “Maxi rissa in viale Milano 3 arresti” sono un must, a partire dal fatto evidente che già a inizio stagione si ripresenta puntualmente il cancro. Già da Pasqua e dai primi ponti.

L’estate 2017 fu particolarmente pesante, già il 4 Aprile leggevamo di carabinieri in servizio aggrediti in un noto ristorante. Il Corriere 4.7.2017 titolava sulla “Ondata di violenza che sta caratterizzando i fine settimana”.

Carlino del 2 Luglio 2017 “Maxi rissa in viale Romagna, 7 in manette, Cabrini dice mi hanno dato un pugno in faccia”.

Carlino del 27 Maggio 2017 “Botte da orbi in strada 2 feriti in ospedale”.

Cervia notizie del 26 maggio 2017 “Rissa furibonda agli Street bar di Milano Marittima con fuggi fuggi generale”.

Carlino del 27 Giugno 2017 “Botte da orbi non si sono neanche accorti dell’arrivo dei carabinieri”.

Carlino del 1 Agosto 2017 ancora “Botte da orbi”.

Corriere del 22 Aprile 2017 “Basta scene raccapriccianti e pipi in strada”.

Corriere del 2 Luglio 2017 “Due carabinieri feriti”.

Intervenne anche il sindaco sul Carlino del 4 Luglio 2017 “Episodi rari, Milano Marittima località per tutti”.

Certo, si vede, oggi come nel 2020, nel 2019, nel 2018, nel 2017 ecc. Una storia che nasce da lontano quando invece di dare un alt agli eccessi, non un alt al divertimento normale sia chiaro ai finti tonti, si è sempre cercata la tutela della movida più che di tutta la restante Milano Marittima a partire dai residenti. Prova ne sono vecchi articoli ormai dimenticati, dopo certi brutti fatti come tirare monetine o cubetti di ghiaccio ai carabinieri arrivati a far abbassare semplicemente i decibel.

notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

Basti dire che io stesso anno scorso a mezzogiorno circa, del 25 Agosto, sono stato aggredito verbalmente e inseguito per essere aggredito anche “manualmente” da 3 persone cinquantenni perché, siccome camminavano in riga in mezzo alla strada, mi ero permesso di segnalarmi alle loro spalle sfiorando, non suonando, il gracile campanellino della mia bicicletta. Per fortuna stavano passando pure 2 auto dei carabinieri, altrimenti l’ospedale era assicurato.

In questa gente ormai da vent’anni è insito il senso di totale auto referenzialità, ovvero di poter fare il comodo proprio a Milano Marittima giorno e notte, con le altre persone, nei locali, per strada ecc.

Sul Carlino di ieri, 25 Maggio 2021, leggo che per qualcuno le risse di Milano Marittima sarebbero un problema nato dalla contingenza ma, sappiamo tutti, che queste cose succedono ormai da due decenni.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

Notti bianche, aspettando il morto

Si invocano misure di repressione e poi non si fa nulla. Guai a toccare la movida che fa comodo a molti, non solo ai noti baretti.

È iniziata l’estate! Così, mentre eravamo al balcone, mia madre (che appartiene alla storia di Milano Marittima dal 1951) ha commentato il passaggio a sirene spiegate di due auto dei carabinieri sul Viale Matteotti in direzione centro sulle 20,30 di Sabato 22 Maggio 2021. Il giorno dopo abbiamo saputo della rissa.

notti bianche, aspettando il morto

Corriere di Romagna del 24.5.2021

Ma prima, nonostante il coprifuoco delle 23, ci siamo goduti un assaggio delle tante notti di bordello che ci aspettano ormai da 20 anni, perché i ragazzi molesti che tornavano dal centro hanno dato il meglio di sé fino alla mezza, e la palma non va a chi ha cercato di tirare per strada le sedie del bar vicino casa mia, o ha cercato di buttare a terra i segnali stradali, ma a chi a tutto gas ha fatto buona parte del Matteotti con l’auto in retromarcia e stereo a palla! Il tutto è stato decisamente glamour…

Si, perché 20 anni fa abbiamo iniziato a non dormire più la notte, specialmente fra le 3 e le 7 di mattina, per gli schiamazzi dei giovani ubriachi, urlanti, bestemmianti, piscianti, vomitanti. Poi un salto di qualità nel turismo fashion, hanno iniziato a fare anche vandalismo, quindi, auto scassate, cassonetti rovesciati, segnaletica stradale divelta, aiuole pestate e addirittura manifesti con gli annunci mortuari strappati. Terzo step nella escalation della vacanza esclusiva, siamo alle risse, alla guerriglia urbana, dal duello rusticano e veri movimenti di massa con eventuale e strategico intervento di rinforzi, come appunto sabato 22, cosi informano i giornali.

Ogni anno lo stesso teatrino, si invocano misure di repressione, e poi non si fa nulla. Guai a toccare questa clientela, che fa comodo a molti, non solo ai noti baretti. E lo sappiamo. È il famigerato “baraccone rutilante che si è lasciato crescere a Milano Marittima” come qualcuno scriveva sul Corriere del 2 aprile 2014 e contro al quale si erano scagliati con decisione anche nomi illustri come Batani, a più riprese anche, vedi gli articoli del Corriere del 14 aprile e 20 aprile del 2015.

Nel 2016 sulla Voce del 17 Giugno una vera filippica di Federalberghi su che senso ha fare delle ordinanze anti sballo ma poi non farle rispettare. Basti dire che sul Carlino del 12 Giugno 2018 si parlava di solo due sanzioni “educative” da 25€ emesse a Milano Marittima, praticamente il prezzo di una piadina col crudo e birra, mentre sappiamo cosa costi sostituire anche solo uno specchietto retrovisore. E dire che i mezzi ci sono

Il Corriere della Sera del 21 Maggio del 2020 diceva “Altolà alla movida, giro di vite, possibilità per i sindaci di dare multe fino a 3000 euro”. Invece, da noi negli stessi giorni e come se gli assembramenti da Covid non fossero un problema, erano visti come imperdibile risorsa tanto da preoccuparsi di creare la OASI DI MILANO MARITTIMA!

Ho scritto tanto sulla involuzione del turismo di casa mia, molto letti sono stati gli ultimi articoli intitolati Notti Rosse, per esempio. Il problema è solo uno, è dare la possibilità alle forze dell’ordine di fare il loro lavoro. Avere in centro un posto di polizia o avere in rotonda un battaglione dei miei amici della Folgore che poi non fanno una multa, è inutile, è solo facciata per salvare le apparenze.

Così come è un fatto che fintanto che a Milano Marittima non hanno aperto certe attività, non abbiamo mai visto arrivare questo pseudo turismo che, ripeto, comunque a varie persone fa molto comodo e ne vorrebbe anche di più, con la scusa bugiarda che noialtri vogliamo uccidere la vita della località in favore di un turismo di anziani, facendo finta di non sapere che per esempio famiglie come la mia hanno dato tanto al turismo d’élite e a quella a cui piaceva vivere la mondanità, non questo casinificio.

Come sempre, un grazie e tanta solidarietà ai nostri Carabinieri che sempre più spesso, e non solo a Milano Marittima, devono gestire situazioni di violenza e delinquenza anche minorile.

Continua in Notte bianche, aspettando il morto (seconda parte).

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi