Woodpecker Archivi - Il blog di Cervia e Milano Marittima

Quando apre il Woodpecker?

 Proseguono tra alti e bassi i lavori per riportare in vita il Woodpecker, il celebre dancing della Milano Marittima degli anni ’70.

Il dancing Woodpecker di Milano Marittima (qui la sua storia), chiuso negli anni ‘70 a causa di un incendio, è in fase di restyling da ormai 4 anni. Ma a che punto sono i lavori? Lo abbiamo chiesto direttamene alla famiglia Guerrini, proprietaria della Balsera Costruzioni, la ditta che si è aggiudicata il bando indetto dal Comune di Cervia nel 2018.

RALLENTAMENTI BUROCRATICI

La famiglia Guerrini ci comunica che a causa della burocrazia non riusciranno ad aprire a Luglio 2022, come era stato programmato, ma sono costretti a far slittare l’inaugurazione al 2023. Prosegue quindi nelle difficoltà la riapertura della celebre struttura che fin da subito aveva subito rallentamenti sempre a causa di problemi burocratici. Uno fra i tanti problemi riscontrati in questi anni, ad esempio, sono stati gli allacci, non essendoci in zona energia elettrica e dovendo richiedere per ogni intervento dei permessi.

Dancing Woodpecker, quando apre?

Il Woodpecker di Milano Marittima a inizio lavori nel 2018

LE INCURSIONI DEI CURIOSI

Ci spiegano, inoltre, che sono molteplici le violazioni di proprietà privata che non riescono a gestire e questo crea non pochi problemi perché alcuni, per entrare, rompono addirittura le recinzioni attorno al cantiere. I proprietari e noi del blog, vi chiediamo di non entrare nel cantiere perché il Woodpecker, oggi, è PROPRIETÀ PRIVATA e non più un luogo abbandonato dove tutti potevano andare liberamente.

Dancing Woodpecker, quando apre?

Il Woodpecker negli anni ’70

COME SARÀ IL NUOVO WOODPECKER

La famiglia Guerrini fa sapere che non sarà solo una discoteca (principalmente si) ma hanno in progetto di fare piccola ristorazione come aperitivi e colazioni, utilizzandolo anche come luogo multiculturale per eventi. La ricerca di personale è già incominciata e sono molte le persone che hanno presentato il curriculum.

LA VARIANTE PER L’ACCESSO AL WOODPECKER

A Luglio 2021 la giunta cervese ha approvato il progetto per la realizzazione di una variante sulla Via Nullo baldini che servirà da ingresso per il Woodpecker. I lavori sono poi iniziati nel 2022 con alcuni scavi per predisporre lo spazio per la variante.

Purtroppo dovremo aspettare il 2023 per vedere il mitico Woodpecker Night Club rinascere dalle sue ceneri. Vi terremo aggiornati!

Thomas Venturi

Colonia Varese, il mito sta crollando

Si stanno verificando diversi cedimenti nella Colonia Varese che potrebbero essere un pericolo per i tanti curiosi spinti a visitarla.

Mi rendo conto che quando si ha un blog molto seguito si ha anche una certa responsabilità riguardo a ciò che si scrive e si è coscienti che quando si parla della storia di un luogo si rischia di creare un mito che potrebbe spingere i più curiosi all’esplorazione, come nel caso della Colonia Varese (qui la sua storia).

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La Colonia Varese in una foto di Flavio Contoli del 1987

IL CASO WOODPECKER

D’altronde è stato così, e lo è tutt’ora, per l’ex dancing Woodpecker. Da quando abbiamo iniziato a parlarne nel 2012, è incominciato un pellegrinaggio che sta dando non pochi problemi alla nuova proprietà, che si è vista costretta ad installare una recinzione per poi vederla abbattuta a più riprese.

Woodpecker Night Club, Milano Marittima. Foto: Thomas Venturi

Un problema simile ma molto più pericoloso, è quello che vedo sempre più spesso attraverso Facebook e Instagram, ovvero la massa di curiosi che sfida la precaria solidità della Colonia Varese.

Il punto cardine di queste righe è quello di esortarvi a non andare assolutamente all’interno di nessuna colonia abbandonata, questa in particolare, perché si sta sgretolando giorno dopo giorno. Negli ultimi anni ho seguito l’andamento strutturale di questo edificio e sono comparsi dei crolli importanti, addirittura un pino è cresciuto sul tetto!

I CROLLI ALLA COLONIA VARESE

Tra il 2014 e 2015 una parte dell’ala sinistra è crollata su se stessa e nella notte tra l’11 e il 12 Agosto 2020 un altro crollo, questa volta di una porzione adiacente alla spiaggia; tutto per colpa delle infiltrazioni dovute alle piogge e per fortuna in entrambi i casi non c’era nessuno sotto… ma se ci fosse stata una persona, magari un ragazzino?

Colonia Varese Milano Marittima google maps foto satellitare

Immagine del 2016 che mostra il crollo di un’ala della colonia

È giunto il momento che il Comune di Cervia e gli organi competenti prendano questa cosa molto seriamente perché non si può aspettare che capiti una tragedia, è giunta l’ora di fare qualcosa!

In quanto ricercatore storico e persona informata sull’edificio, ho il dovere di mettervi in guardia. Quel luogo ha più di 70 anni ed è solo questione di tempo prima che crolli addosso ad uno di voi, e prima o poi lo farà. Va bene la storia, la curiosità, ma qui c’è in gioco la vostra vita.

Thomas Venturi

Ciak si gira al Woodpecker

Thomas Venturi intervistato durante il programma

Si sono concluse mercoledì sera 10 Settembre 2014 le riprese Rai al Woodpecker e alla Colonia Montecatini (ex Monopoli di Stato). Una collaborazione molto piacevole nata più di un mese fa quando siamo stati contattati dalla regista Marzia Marzolla, che stava raccogliendo materiale per un documentario sui luoghi oggi abbandonati ma che un tempo erano simbolo di giovialità e divertimento.

In questo mese e mezzo abbiamo passato alla Rai le nostre informazioni e le foto raccolte in questi anni e ci siamo mossi per contattare quanta più gente possibile che potesse raccontare la loro esperienza in questi due luoghi da sogno. Non è stato facile perché sono passati molti anni, ma il lavoro ha dato i suoi frutti.

I giorni delle riprese sono stati due, il primo al Woodpecker con una splendida intervista ai coniugi Ausiello-Mazzi. Il secondo giorno lo abbiamo passato alla Colonia Montecatini dove il maltempo ci ha risparmiati giusto il tempo delle riprese. In particolare questa giornata è stata molto intensa perché abbiamo avuto la possibilità di esplorare la struttura in ogni suo angolo e quindi, da parte nostra, fare alcune ricerche che hanno integrato le precedenti.

Siamo molto felici che dopo il documentario e le nostre ricerche storiche il Woodpecker sia tornato sulla bocca di tutti e che ci sia da parte del Comune la volontà di riportare a nuova vita questa splendida struttura.

Thomas Venturi

Architettando sull’acqua

Architettando sull'acqua

la cupola del Woodpecker

“L’architettura è coscienza del passato contro il puro esercizio del disegno, tramandare la storia delle persone materializzandola negli spazi” (Gianfranco De Carlo). Questo è vero per il centro storico di Cervia. Difatti la “scuola italiana” d’architettura è da sempre per trasformare la “natura” in “cultura”, non certo la natura in ammassi di case e cemento. Come, purtroppo, succede da diversi anni a Milano Marittima dove non si vuol tenere presente che l’architettura è una risposta al contesto, al clima, alla cultura del posto. Moltissimi vecchi edifici di Milano Marittima erano integrati anzi inseriti nel contesto, vedi i pini in mezzo a certe strade o dentro alcuni immobili, come condomini, negozi, persino dentro al Pineta. Roof Garden, l’ex locale in cima al Royal Palace. Roof = tetto, garden = giardino, idea antichissima, a pensarci. Richiama i mitici giardini pensili della Mesopotamia. Nel film “Io la conoscevo bene” del 1965, Stefania Sandrelli balla in un locale dove la pista è accanto ad una fontana a cascata. L’idea della pista sull’acqua o vicino all’acqua come nel nuovo Woodpecker del 1968 e più recentemente al Pacifico, era forse un must di allora. Per esempio al dancing L’Africana  di Praiano (fra Positano ed Amalfi) sotto la pista vedevi il mare, e se c’era l’alta marea non si entrava. Anche qui, un concept vecchiotto! La pista da ballo attorniata da cascate e fontane c’è l’aveva già il Re Sole a Versailles nella Sala da Ballo della Rocailles, che si vede ricostruita nel film appena uscito “La regola del caos” con Kate Winslet. Altra struttura che richiama il nuovo Woodpecker si trova a Palm Spring ed è la villa che John Lautner concepì nel 1973 per l’attore Bob Hope. Si trova nel deserto Californiano, come un deserto appariva la nostra Bassona nel 1968. Ambedue le strutture hanno visto eventi, mondanità, eleganza di gran classe. Come al Woodpecker, Lautner ha aperto nel tetto un grande oblò e tutt’intorno ha posto piscine refrigeranti, in un’atmosfera futuribil-mondana come nei film “Mon Ocle” o “The Party“. L’architetto Filippo Monti di Faenza, per il Woodpecker dice d’essersi ispirato alla cupola del Brunelleschi: più prosaicamente io e l’ex proprietario Aurelio De Maria vediamo uno scolapasta rovesciato! I graffiti del wrighter di fama mondiale “Blu“, all’interno della cupola, mi ricordano i disegni “Le Trois Musiciens” di Le Corbusier. Quanto al campanile della Stella Maris che si voleva fare 8 metri più alto della “Madunina” del Duomo di Milano e il più alto della riviera, per fortuna non si è realizzato e la torre campanaria più alta è rimasta quella di Pomposa, eretta dai frati Benedettini nel 1063.

Il Conte che non conta

Peppino e Luisa Manzi

Peppino e Luisa Manzi

Peppino al Woodpecker della III traversa

Conosciamo Peppino e Luisa a Cesenatico, nella loro casa che ci aprono con grande ospitalità in un clima davvero famigliare. Sorseggiando un buon caffè, il poliedrico Peppino inizia a raccontarci la sua vita di gran lavoratore: nato a Cervia nel 1939, inizia a lavorare per esigenze famigliari già all’età di 9 anni come elettricista. Diventare barman professionista è fin da subito la sua ambizione: a 14 anni, infatti, lavora nel fine settimana al Giardino d’Inverno, storico locale da ballo cervese che ospitava grandi orchestre e clienti da tutta la regione. La sua passione è talmente viscerale che lo porta a girare prima l’Italia (aveva 15 anni) e poi a 18 anni a varcare i confini europei, lavorando a Zurigo, Ginevra, Londra e in Germania. Dopo il periodo all’estero decide di rientrare in Italia per lavorare prima a Cortina nel Verockay Club e poi a Madonna di Campiglio nel locale “Stork” per ben due stagioni. Dal 1955 al 1963 inizia l’avventura al Woodpecker che De Maria aprì nel 1952 alla III traversa: ci racconta che il locale fu chiuso a causa dell’ossessione dei vicini per la musica assordante che si sentiva fino all’alba; ridendo poi, gli giunge alla mente un episodio decisamente particolare che vide un vicino presentarsi in pigiama in pista da ballo accompagnato dal suo cane di grossa taglia (scherziamo sull’aneddoto immaginando una scena di questo tipo nella Milano Marittima moderna). Rimaniamo sbalorditi dalla sua imprenditorialità: scopriamo, infatti, che oltre ad avere aperto il Cosmopol (ora bar, ma prima ristorante) e la Grotta di Cervia, a lui e a suo fratello va attribuito il merito di aver aperto il ristorante Al Caminetto della I traversa (poi andato a fuoco).

Peppino e Luisa Manzi

Woodpecker III traversa

Ci spiega che il ristorante fu costruito nel 1965 per opera dall’Agenzia Di Pietro e dell’Ing. Barbanti, e che insieme a lui, che lo dirigeva, lavoravano il fratello in cucina ed Ernesto il pizzaiolo. Sfogliando i suoi album fotografici, Peppino ci ricorda che la sua affezione al Woodpecker proseguì anche quando il locale fu trasferito ai margini della città. Ce lo racconta come un ambiente sicuramente innovativo ma pieno di problematiche: forse l’Arch. Monti fu così attento alla struttura da trascurare particolari di non poco conto come la fauna locale. I simpatici girini della prima estate che si trovavano nelle vasche circolari si trasformarono l’anno dopo in una invasione di rane un po’ meno simpatiche. I pali dell’illuminazione erano una grande attrattiva per le zanzare del posto, difatti tutto il personale era costretto all’imbrunire a puntare dei nebulizzatori di DDT per allontanarle. Peppino, poi, sorride nel ricordare come i camerieri dovessero essere lesti nel girare i cuscini impregnati di “guazza”, per evitare che i clienti ci si sedessero sopra impregnandosi i vestiti (ci confessa però che molto spesso i clienti volessero scegliere – loro malgrado – dove sedersi inzuppandosi). Quando parliamo del mitico Cluny bar gli occhi di Luisa si riempiono di tristezza e di malinconia: Luisa ci racconta che dopo tanti anni di lavoro e di investimenti, si è sentita abbandonata dall’amministrazione comunale e dalle associazioni di categoria che hanno voltato le spalle a due imprenditori che per più di 40 anni hanno contribuito alla crescita di Milano Marittima.

Peppino e Luisa Manzi

Peppino al Cluny Bar

Dispiace a loro, a noi (e dovrebbe dispiacere a tutti quelli che leggono queste righe) che l’amministrazione comunale non abbia coltivato e sfruttato quello che di buono era stato creato dagli imprenditori storici. In questa nostra chiacchierata informale tocchiamo argomenti importanti, in primis economia e turismo: Peppino e Luisa sono d’accordo nel dire che Milano Marittima è profondamente cambiata, che non c’è più coraggio negli imprenditori attuali perché la burocrazia, le leggi e soprattutto la corsa al rialzo degli affitti, impossibili da sostenere, uccidono le imprese, che nel nostro contesto significa anche uccidere il turismo, portandolo da altre parti. Nonostante la delusione per il trattamento riservato al Cluny bar, Peppino continua a dedicarsi alla sua passione da barman: ha continuato la sua attività di formatore prima come insegnante alle scuole alberghiere di Milano Marittima in Viale Ravenna e Riolo Terme, poi come scrittore di diversi manuali. Attualmente scrive e-book editi da I Giochi di Magia di Del Vecchio Alessandro. Luisa, invece, ha voltato completamente pagina: i 7 nipoti (e mezzo,  visto che ci informano del prossimo nipote in arrivo in estate) le riempiono la vita e si dedica con passione alla sua attività di nonna a tempo pieno. Ci confessa poi, che è contenta che nessuno dei suoi figli abbia deciso di proseguire la loro carriera professionale e in questa frase cogliamo l’amarezza e il dispiacere di non vedersi riconosciuto il lavoro che lei e il marito hanno portato avanti per anni.

Peppino e Luisa Manzi

Il libro scritto da Peppino Manzi fotografato da un turista ad Alimathà, Maldive, nel Marzo 86

L’ultima parola però è di Peppino che ci tiene a precisare: “ho fatto lo quinta elementare, non ho studiato sui libri e mi chiamano Professore, ho girato il mondo, ho fatto dei bei locali, mi sono divertito ma soprattutto non vogliamo essere dimenticati  e crediamo che la nostra storia possa essere presa ad esempio sia dai giovani che decidono di intraprendere questo mestiere sia dai futuri imprenditori del turismo, un settore che richiede notevoli sacrifici ed impegno e dà grandi soddisfazioni”. Questo è il nostro contributo affinchè personaggi come Peppino e Luisa non siano dimenticati, perché se è vero che bisogna aprirsi al cambiamento, è altrettanto vero che non dobbiamo scordare da dove siamo venuti e chi ha contribuito con il lavoro di ogni giorno a rendere così unica ed ambita la nostra città.  A tutti coloro che vivono attualmente della fama e del prestigio di Milano Marittima ricordiamo che devono ringraziare imprenditori storici come Peppino e Luisa Manzi.

Peppino e Luisa Manzi

Il gioco del secchio al Woodpecker della III traversa

Il gioco del secchio inventato per caso da Peppino al Woodpecker della III Traversa consisteva nel riuscire a fare canestro con una moneta mentre il secchio era in movimento; chi ci riusciva veniva ripagato con il doppio del valore giocato. Una sera un giocatore di basket beffò Peppino mettendo a canestro ben 500 Lire!

Intervista realizzata da Thomas Venturi e Irene Bagni