Woodpecker Archivi - Il blog di Cervia e Milano Marittima

Dancing Woodpecker, quando apre?

Dancing Woodpecker, quando apre?

Il Woodpecker alcuni anni fa.

Il dancing Woodpecker a Milano Marittima (qui la sua storia), chiuso dalla fine degli anni ‘70 a causa di un incendio, è in fase di restyling da più di un anno. Ma a che punto sono i lavori? Lo abbiamo chiesto direttamene alla famiglia Guerrini, proprietaria della Balsera Costruzioni, la ditta che si è aggiudicata il bando indetto dal Comune di Cervia nel 2018.

Ci comunicano che i lavori procedono un po’ a rilento a causa della burocrazia e non riusciranno ad aprire prima della primavera del 2021. Uno fra i tanti problemi, ad esempio, sono gli allacci, non essendoci in zona energia elettrica e dovendo richiedere per ogni intervento i permessi. Nel frattempo stanno procedendo con lavori minori ma necessari, e quelli veri e propri partiranno nel 2020.

Dancing Woodpecker, quando apre?

Il Woodpecker a inizio lavori nel 2018

Ci spiegano che sono molteplici le violazioni di proprietà privata che non riescono a gestire e questo crea non pochi problemi perché alcuni, per entrare, rompono addirittura le reti attorno al cantiere. I proprietari e noi del blog vi chiediamo di non entrare nel cantiere perché il Woodpecker, oggi, è una PROPRIETA’ PRIVATA e non più un luogo abbandonato come lo era un tempo.

Dancing Woodpecker, quando apre?

Il Woodpecker negli anni ’70

Non sarà solo una discoteca (principalmente si) ma hanno in mente di fare piccola ristorazione come aperitivi e colazioni, utilizzandolo anche come luogo multiculturale per eventi. La ricerca di personale è già incominciata e sono molte le persone che hanno presentato il curriculum.

Ciak si gira al Woodpecker

Thomas Venturi intervistato durante il programma

Si sono concluse mercoledì sera 10 Settembre 2014 le riprese Rai al Woodpecker e alla Colonia Montecatini (ex Monopoli di Stato). Una collaborazione molto piacevole nata più di un mese fa quando siamo stati contattati dalla regista Marzia Marzolla, che stava raccogliendo materiale per un documentario sui luoghi oggi abbandonati ma che un tempo erano simbolo di giovialità e divertimento. In questo mese e mezzo abbiamo passato alla Rai le nostre informazioni e le foto raccolte in questi anni e ci siamo mossi per contattare quanta più gente possibile che potesse raccontare la loro esperienza in questi due luoghi da sogno. Non è stato facile perché sono passati molti anni, ma il lavoro ha dato i suoi frutti. I giorni delle riprese sono stati due, il primo al Woodpecker con una splendida intervista ai coniugi Ausiello-Mazzi. Il secondo giorno lo abbiamo passato alla Colonia Montecatini dove il maltempo ci ha risparmiati giusto il tempo delle riprese. In particolare questa giornata è stata molto intensa perché abbiamo avuto la possibilità di esplorare la struttura in ogni suo punto e quindi, da parte nostra, fare alcune ricerche che hanno integrato le precedenti.

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Siamo molto felici che dopo il documentario e le nostre ricerche storiche il Woodpecker sia tornato sulla bocca di tutti e che ci sia da parte del Comune la volontà di riportare a nuova vita questa splendida struttura.

Thomas Venturi

Architettando sull’acqua

Architettando sull'acqua

la cupola del Woodpecker

“L’architettura è coscienza del passato contro il puro esercizio del disegno, tramandare la storia delle persone materializzandola negli spazi” (Gianfranco De Carlo). Questo è vero per il centro storico di Cervia. Difatti la “scuola italiana” d’architettura è da sempre per trasformare la “natura” in “cultura”, non certo la natura in ammassi di case e cemento. Come, purtroppo, succede da diversi anni a Milano Marittima dove non si vuol tenere presente che l’architettura è una risposta al contesto, al clima, alla cultura del posto. Moltissimi vecchi edifici di Milano Marittima erano integrati anzi inseriti nel contesto, vedi i pini in mezzo a certe strade o dentro alcuni immobili, come condomini, negozi, persino dentro al Pineta. Roof Garden, l’ex locale in cima al Royal Palace. Roof = tetto, garden = giardino, idea antichissima, a pensarci. Richiama i mitici giardini pensili della Mesopotamia. Nel film “Io la conoscevo bene” del 1965, Stefania Sandrelli balla in un locale dove la pista è accanto ad una fontana a cascata. L’idea della pista sull’acqua o vicino all’acqua come nel nuovo Woodpecker del 1968 e più recentemente al Pacifico, era forse un must di allora. Per esempio al dancing L’Africana  di Praiano (fra Positano ed Amalfi) sotto la pista vedevi il mare, e se c’era l’alta marea non si entrava. Anche qui, un concept vecchiotto! La pista da ballo attorniata da cascate e fontane c’è l’aveva già il Re Sole a Versailles nella Sala da Ballo della Rocailles, che si vede ricostruita nel film appena uscito “La regola del caos” con Kate Winslet. Altra struttura che richiama il nuovo Woodpecker si trova a Palm Spring ed è la villa che John Lautner concepì nel 1973 per l’attore Bob Hope. Si trova nel deserto Californiano, come un deserto appariva la nostra Bassona nel 1968. Ambedue le strutture hanno visto eventi, mondanità, eleganza di gran classe. Come al Woodpecker, Lautner ha aperto nel tetto un grande oblò e tutt’intorno ha posto piscine refrigeranti, in un’atmosfera futuribil-mondana come nei film “Mon Ocle” o “The Party“. L’architetto Filippo Monti di Faenza, per il Woodpecker dice d’essersi ispirato alla cupola del Brunelleschi: più prosaicamente io e l’ex proprietario Aurelio De Maria vediamo uno scolapasta rovesciato! I graffiti del wrighter di fama mondiale “Blu“, all’interno della cupola, mi ricordano i disegni “Le Trois Musiciens” di Le Corbusier. Quanto al campanile della Stella Maris che si voleva fare 8 metri più alto della “Madunina” del Duomo di Milano e il più alto della riviera, per fortuna non si è realizzato e la torre campanaria più alta è rimasta quella di Pomposa, eretta dai frati Benedettini nel 1063.

Il Conte che non conta

Peppino e Luisa Manzi

Peppino e Luisa Manzi

Peppino al Woodpecker della III traversa

Conosciamo Peppino e Luisa a Cesenatico, nella loro casa che ci aprono con grande ospitalità in un clima davvero famigliare. Sorseggiando un buon caffè, il poliedrico Peppino inizia a raccontarci la sua vita di gran lavoratore: nato a Cervia nel 1939, inizia a lavorare per esigenze famigliari già all’età di 9 anni come elettricista. Diventare barman professionista è fin da subito la sua ambizione: a 14 anni, infatti, lavora nel fine settimana al Giardino d’Inverno, storico locale da ballo cervese che ospitava grandi orchestre e clienti da tutta la regione. La sua passione è talmente viscerale che lo porta a girare prima l’Italia (aveva 15 anni) e poi a 18 anni a varcare i confini europei, lavorando a Zurigo, Ginevra, Londra e in Germania. Dopo il periodo all’estero decide di rientrare in Italia per lavorare prima a Cortina nel Verockay Club e poi a Madonna di Campiglio nel locale “Stork” per ben due stagioni. Dal 1955 al 1963 inizia l’avventura al Woodpecker che De Maria aprì nel 1952 alla III traversa: ci racconta che il locale fu chiuso a causa dell’ossessione dei vicini per la musica assordante che si sentiva fino all’alba; ridendo poi, gli giunge alla mente un episodio decisamente particolare che vide un vicino presentarsi in pigiama in pista da ballo accompagnato dal suo cane di grossa taglia (scherziamo sull’aneddoto immaginando una scena di questo tipo nella Milano Marittima moderna). Rimaniamo sbalorditi dalla sua imprenditorialità: scopriamo, infatti, che oltre ad avere aperto il Cosmopol (ora bar, ma prima ristorante) e la Grotta di Cervia, a lui e a suo fratello va attribuito il merito di aver aperto il ristorante Al Caminetto della I traversa (poi andato a fuoco).

Peppino e Luisa Manzi

Woodpecker III traversa

Ci spiega che il ristorante fu costruito nel 1965 per opera dall’Agenzia Di Pietro e dell’Ing. Barbanti, e che insieme a lui, che lo dirigeva, lavoravano il fratello in cucina ed Ernesto il pizzaiolo. Sfogliando i suoi album fotografici, Peppino ci ricorda che la sua affezione al Woodpecker proseguì anche quando il locale fu trasferito ai margini della città. Ce lo racconta come un ambiente sicuramente innovativo ma pieno di problematiche: forse l’Arch. Monti fu così attento alla struttura da trascurare particolari di non poco conto come la fauna locale. I simpatici girini della prima estate che si trovavano nelle vasche circolari si trasformarono l’anno dopo in una invasione di rane un po’ meno simpatiche. I pali dell’illuminazione erano una grande attrattiva per le zanzare del posto, difatti tutto il personale era costretto all’imbrunire a puntare dei nebulizzatori di DDT per allontanarle. Peppino, poi, sorride nel ricordare come i camerieri dovessero essere lesti nel girare i cuscini impregnati di “guazza”, per evitare che i clienti ci si sedessero sopra impregnandosi i vestiti (ci confessa però che molto spesso i clienti volessero scegliere – loro malgrado – dove sedersi inzuppandosi). Quando parliamo del mitico Cluny bar gli occhi di Luisa si riempiono di tristezza e di malinconia: Luisa ci racconta che dopo tanti anni di lavoro e di investimenti, si è sentita abbandonata dall’amministrazione comunale e dalle associazioni di categoria che hanno voltato le spalle a due imprenditori che per più di 40 anni hanno contribuito alla crescita di Milano Marittima.

Peppino e Luisa Manzi

Peppino al Cluny Bar

Dispiace a loro, a noi (e dovrebbe dispiacere a tutti quelli che leggono queste righe) che l’amministrazione comunale non abbia coltivato e sfruttato quello che di buono era stato creato dagli imprenditori storici. In questa nostra chiacchierata informale tocchiamo argomenti importanti, in primis economia e turismo: Peppino e Luisa sono d’accordo nel dire che Milano Marittima è profondamente cambiata, che non c’è più coraggio negli imprenditori attuali perché la burocrazia, le leggi e soprattutto la corsa al rialzo degli affitti, impossibili da sostenere, uccidono le imprese, che nel nostro contesto significa anche uccidere il turismo, portandolo da altre parti. Nonostante la delusione per il trattamento riservato al Cluny bar, Peppino continua a dedicarsi alla sua passione da barman: ha continuato la sua attività di formatore prima come insegnante alle scuole alberghiere di Milano Marittima in Viale Ravenna e Riolo Terme, poi come scrittore di diversi manuali. Attualmente scrive e-book editi da I Giochi di Magia di Del Vecchio Alessandro. Luisa, invece, ha voltato completamente pagina: i 7 nipoti (e mezzo,  visto che ci informano del prossimo nipote in arrivo in estate) le riempiono la vita e si dedica con passione alla sua attività di nonna a tempo pieno. Ci confessa poi, che è contenta che nessuno dei suoi figli abbia deciso di proseguire la loro carriera professionale e in questa frase cogliamo l’amarezza e il dispiacere di non vedersi riconosciuto il lavoro che lei e il marito hanno portato avanti per anni.

Peppino e Luisa Manzi

Il libro scritto da Peppino Manzi fotografato da un turista ad Alimathà, Maldive, nel Marzo 86

L’ultima parola però è di Peppino che ci tiene a precisare: “ho fatto lo quinta elementare, non ho studiato sui libri e mi chiamano Professore, ho girato il mondo, ho fatto dei bei locali, mi sono divertito ma soprattutto non vogliamo essere dimenticati  e crediamo che la nostra storia possa essere presa ad esempio sia dai giovani che decidono di intraprendere questo mestiere sia dai futuri imprenditori del turismo, un settore che richiede notevoli sacrifici ed impegno e dà grandi soddisfazioni”. Questo è il nostro contributo affinchè personaggi come Peppino e Luisa non siano dimenticati, perché se è vero che bisogna aprirsi al cambiamento, è altrettanto vero che non dobbiamo scordare da dove siamo venuti e chi ha contribuito con il lavoro di ogni giorno a rendere così unica ed ambita la nostra città.  A tutti coloro che vivono attualmente della fama e del prestigio di Milano Marittima ricordiamo che devono ringraziare imprenditori storici come Peppino e Luisa Manzi.

Peppino e Luisa Manzi

Il gioco del secchio al Woodpecker della III traversa

Il gioco del secchio inventato per caso da Peppino al Woodpecker della III Traversa consisteva nel riuscire a fare canestro con una moneta mentre il secchio era in movimento; chi ci riusciva veniva ripagato con il doppio del valore giocato. Una sera un giocatore di basket beffò Peppino mettendo a canestro ben 500 Lire!

Intervista realizzata da Thomas Venturi e Irene Bagni

Woodpecker Milano Marittima

De Maria, proprietario del celebre dancing Woodpecker, ha scelto il nostro blog per raccontare la vera storia del suo locale.

Partì come un gioco e dissi: facciamo un cerchio, facciamo affiorare l`acqua e ci mettiamo i coccodrilli”.

Così l’architetto Filippo Monti, scomparso il 15 Dicembre 2015 (Wikipedia riporta erroneamente il 14 gennaio 2015), ha raccontato quella che era l’idea che diede vita al Woodpecker di Milano Marittima.

Woodpecker Milano Marittima

IL PRIMO WOODPECKER

La famiglia De Maria, residente estiva a Milano Marittima dal 1937, sensibile al nuovo corso di ripresa turistica del dopoguerra e stimolata dal figlio Aurelio (Gherardo all’anagrafe), ventiduenne universitario, decide di creare un locale notturno in grado di competere con i più importanti della riviera.

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Il Woodpecker alla III Traversa

Nel 1952 nasce così alla Terza Traversa il Woodpecker Night Club significativa bandiera di Milano Marittima, sotto la conduzione De Maria non tradisce le aspettative. Partì subito come luogo d’élite: c’era gente che veniva da tutta Italia e i prezzi erano i più alti della riviera. Il locale faceva concorrenza al Savioli di Riccione e rimase a lungo più importante del Pineta.

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I suoi punti di forza erano il personale altamente qualificato, l’ambiente intimo ed esclusivo, le orchestre di prestigio e la clientela di estrema eleganza e signorilità. Il terrazzo superiore ebbe per un certo periodo un locale di nome Pepper, aperto di pomeriggio per i ragazzi più giovani che ospitò gruppi famosi dell’epoca come l’Equipe84.

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IL NUOVO WOODPECKER

In quegli anni Milano Marittima era in crescita, gli alberghi e le case attorno al Woodpecker risentivano del rumore e del traffico generato dal locale che decide così di trasferirsi. In accordo con il Comune di Cervia, De Maria ottiene la concessione per la costruzione del nuovo Woodpecker nell’immediato entroterra di Milano Marittima.

“Stavo tornando da Ravenna e nei pressi di Milano Marittima feci caso ad alcuni laghetti, dissi fra me e me, che il nuovo Woodpecker sarebbe stato sull’acqua. Silvano Collina mi passò il contatto dell’architetto faentino Filippo Monti che creò un modellino basato sulle mie idee rivoluzionarie” .

Woodpecker Milano Marittima

Bozze originali degli schizzi dell’Arch. Monti

Woodpecker Milano Marittima

Bozze originali degli schizzi dell’Arch. Monti

“Ricordo che andai a Faenza a casa di Monti e mi fece vedere una vaschetta circolare con dentro della carta tagliata a forma di stella e intorno della stagnola, poi su un lato posò un colino capovolto, e mi disse: Questo, Aurelio, è il tuo Woodpecker… Io accettai con grande entusiasmo”.

Woodpecker Milano Marittima

Così nel 1966 fu affidato ai Fabbri Ferrai di Forlì l’incarico di innalzare la cupola in vetroresina, inoltre, diversi bulldozer crearono un cratere contornato da una duna perimetrale: questo perché nell’idea dell’Architetto, dovevano conciliarsi la terra, ovvero il fondo del cratere, con il cielo, cioè la cima della duna.

L’APERTURA DEL NUOVO DANCING

La nuova sede aprì al pubblico nel Giugno del 1968 e quest’opera di grande valore architettonico fu subito molto apprezzata dalla clientela, per l’eleganza, modernità e atmosfera.

Woodpecker Milano Marittima

Il servizio bar era gestito da Peppino Manzi e l’inaugurazione fu affidata all’orchestra di Franco Campanino (di Napoli) e all’orchestra di Tonino D’Ischia (di Torre Annunziata, Napoli).

woodpecker tonino d'ischia milano marittima

L’orchestra di Tonino D’Ischia la sera dell’inaugurazione del Woodpecker

L’orchestra “I Campanino” proveniente dal locale “La Mela” in Via dei Mille a Napoli era formata da: Franco Campanino cantante chitarrista, Antonio Sinagra cantante pianista, Gianni Averardi batterista e il Bassista Antonio Scaringi. L’orchestra Tonino d’Ischia di Torre Annunziata, solitamente attiva tra Capri e la Costiera Sorrentino Amalfitana, era formata da: Tonino d’Ischia alias Antonio Di Nola cantante, Alfonso Di Donna bassista, Ignazio Laiola chitarrista e Giuseppe Ausiello di San Bartolomeo detto “Il conte della batteria” che era cantante e batterista (il soprannome glielo diede Romano Mussolini una sera che suonarono insieme a Positano, unendo il titolo di famiglia alla maestria).

PERCHÉ CHIUSE IL WOODPECKER?

Nel corso degli anni sono state molte le leggende sulla chiusura del Woodpecker, c’è chi disse che chiuse per colpa della posizione, chi per l’umidità, quella più gettonata è per colpa delle zanzare, che come tiene a precisare il proprietario “Non eravamo distanti dalle Aie ma nessuno li si è mai lamentato delle zanzare, perché non erano una piaga come dicono”.

Woodpecker Milano Marittima

Aurelio De Maria e sua moglie Giancarla

Dopo 40 anni esatti, nei quali ha rifiutato interviste a diverse testate come Il Resto del Carlino, il Dott. Aurelio De Maria sceglie il nostro blog per spiegare la realtà dietro alla chiusura del suo dancing.

In una notte di metà anni ’70, il Woodpecker prese fuoco, un cortocircuito scaturito dai bagni devastò la struttura salvando soltanto la cupola. Una proposta di ripristino con modifiche al progetto fu respinta poiché non ritenuta conforme al piano regolatore, determinando quindi la remissione della concessione dal Comune ed inevitabilmente l’abbandono al degrado della struttura. Rimane ormai la storia di un grande locale ed il suo mito: il Woodpecker Night Club di Milano Marittima.

LE FOTO D’EPOCA

Woodpecker Milano Marittima

woodpecker milano marittima aerea

L’ABBANDONO

Oggi sembra che in questo piccolo cratere il tempo si sia fermato, ancora ben conservata è la pavimentazione e la famosa cupola, la quale è stata presa di mira dall’artista di fama mondiale Blu, inserito dal “The Guardian” tra i 10 migliori writer al mondo, che ne ha dipinto l’interno con un girotondo surreale di esseri viventi a metà tra macchine e animali.

Woodpecker Night Club

LA RINASCITA DEL WOODPECKER

Nel 2018 la Balsera Costruzioni di Riccardo Guerrini si aggiudica il bando indetto dal Comune di Cervia con una concessione di 15 anni per la ristrutturazione e gestione del Woodpecker. Il progetto, come garanzia di qualità e di una continuità con il passato, sarà curato dal figlio di Filippo Monti e vedrà la luce a Maggio 2020. Sarà un’impresa familiare gestita dalle figlie Martina e Caterina e dalla moglie Lisa, l’obiettivo è quello di creare un polo multifunzionale aperto tutto l’anno dedicato ad eventi musicali e artistici.

Noi del blog seguiremo i lavori che porteranno questo storico dancing a nuova vita e ci raccomandiamo di non entrare nel cantiere scavalcando o rompendo la recinzione perché il Woodpecker, oggi, è una PROPRIETA’ PRIVATA e non più un luogo abbandonato come lo era un tempo.

woodpecker milano marittima

Luglio 2018, inizia il disboscamento dell’area attorno al Woodpecker. E’ visibile la cupola e la scaletta d’ingresso.

Settembre 2018, inizia una vera e propria opera di bonifica e le vasche vengono svuotate per la prima volta dopo più 40 anni.

Il conte Ottavio Ausiello-Mazzi e Thomas Venturi