storia delle famiglie nobili famiglia ausiello
Famiglia Ausiello

Se come una volta, le famiglie esponessero sul frontone di casa lo stemma gentilizio, ancora oggi se ne vedrebbero diversi sparsi per Milano Marittima: i ramarri dei Lajolo, le mazze dei Mazzi e Mazzolani, la gru degli Ausiello e la folaga dei Folicaldi, o i leoni dei Guidelli-Guidi e dei Bartolini-Salimbeni, oppure le aquile dei Merlini-Paladini e dei Guarini, per non tacere l’elefante dei Ginanni-Fantuzzi. L’unica villa che ancora oggi mantiene lo stemma sul frontone è l’ex residenza dei conti Biagi, in Viale Ravenna. Le famiglie citate nell’elenco hanno casa a Milano Marittima da parecchi decenni. Quella di più vecchia residenza dovrebbe essere la famiglia Baratelli. I Baratelli sono pronipoti di suor Paola Donati morta nel 1975, ignorata dagli storici locali ma presente nella memoria della vecchia Milano Marittima. Usò il suo ingente patrimonio personale per l’oratorio infantile aperto a Siena e per comprare a Milano Marittima una villa e la concessione balneare (nel 1947) dove portare, in collaborazione con padre Alfredo Cavalli, i suoi bimbi poveri che mai altrimenti avrebbero visto il mare. Era dell’ordine delle Figlie della Carità. Al ramo maschile dell’ordine appartenne quel padre Cavalli che è citato nei libri di Antonio Pennacchi e che spesso anche lui era a Milano Marittima. Queste famiglie hanno diverse posizioni socio-economiche e talvolta rami internazionali e non, ad esempio dalla Germania vennero Guidi e Mazzi, dall’Ungheria vennero Oddi e Ginanni, gli Ausiello vennero dalla Catalogna, gli Apperti dalla Francia ed i Pullè dalle Fiandre.

La famiglia nobile di oggi è lontana dagli stereotipi correnti, tutte sono “up to date”, al passo con i tempi, e vi troviamo ad esempio la famiglia Prestinenzi, di origine calabrese appartenne al patriziato di Monteleone Calabro alias Vibo Valentia. Abbiamo poi avvocati (Raffi,Drei-Donà, Barattelli, Bartolini-Salimbeni), dentisti e farmacisti (Guarini e Barattelli), imprenditori (Drei-Donà, Zanotti-Cavazzoni, Baracca), commercianti ed artigiani (Ausiello-Mazzi, Folicaldi, Apperti, Mazzolani). La famiglia dei conti Baracca di Lugo diede i natali al celebre asso aviatorio, che si guadagnò il titolo nobiliare, poi trasferito ai parenti. La famiglia dei baroni Apperti appartenne alla piccola nobiltà terriera di Maddaloni, dove avevano anche il palazzo familiare. Il conte Guarini ed il marchese Bartolini-Salimbeni sono Cavalieri di Malta: i Cavalieri di Malta partecipano allo Sposalizio del Mare di Cervia. Tre famiglie sono collegate alla toponomastica di Cervia e Milano Marittima. I Guarini poiché parenti degli Amati (da cui il nome di una zona periferica di Cervia). I Paulucci vantano Fulcieri Paulucci di Calboli eroe della Prima Guerra Mondiale che ebbe una via intestata a Milano Marittima nel 1948 poi ribattezzata Via Spontini. I Baracca vantano essi pure un eroe della Prima Guerra Mondiale, cioè Francesco, che ebbe una via intesta tra il 1935 e il 1940, ribattezzata in un primo momento Via Ghinassi e poi Via Toti. Oggi vi è un’altra via Baracca.

Sei casate dell’elenco vantano dei santi come antenati. La beata Leona Lajolo di Cossano morì nel 1564. I Del Balzo hanno il beato Gaetano Del Balzo (+1738). I Paulucci hanno il Venerabile Girolamo (+1625) detto l’Apostolo della Madonna. I Guarini si onorano del cardinale San Guarino Guarini (+1159). I Guidi sono considerati consanguinei di San Romualdo (+1027) fondatore dei Camaldolesi. Quanto ai Mazzi, i santi sono diversi, partendo da San Bonifacio (+754) l’Apostolo della Germania, poi suo cognato San Riccardo di Svevia (+722). Siccome le famiglie Mazzi e Canossa sono la stessa stirpe con due cognomi diversi, va aggiunta Santa Maddalena di Canossa (+1835). La consanguineità fra Mazzi e Canossa è attestata da tutti gli storici ed i genealogisti del passato, derivando entrambe le famiglie dal ceppo dei marchesi sovrani di Toscana e Romagna insediati da Carlo Magno nel lontano 812. Il cognome Mazzi fu ereditato dai Mazzi conti di Bagnacavallo confratelli dei Marescotti e dei Carbonesi. Il ramo Veneto-Trentino ha fondato il paese di Lugagnano vicino a Verona. Nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini i Mazzi furono legati ai Ghibellini Lambertazzi. I Mazzi arrivarono a Verona nel 1274 con altre famiglie ghibelline espulse dai Guelfi. Nonostante gli stemmi diversi, le famiglie Mazzi di Imola, Faenza, Forlì, Bologna e Verona, sono tutte una stirpe. Fra i Mazzi veronesi ricordiamo un Giacomo amico di Ludovico Ariosto, e un altro Giacomo che rappresentò la nobiltà veronese ai solenni funerali del doge Francesco Foscari. Alla fine del 700 la villa Mazzi ospitò il re di Francia Luigi XVIII (conte di Lilla) in esilio. Tramite gli antenati Capece de Leyva sono cugini dei Ruffo di Calabria e dei reali del Belgio. Sempre tramite i Capece, ovvero Paolo Capece barone di Cannava’ (1594) figlio di Muzio Capece e della seconda moglie principessa Isabella d’Aragona y Del Balzo Orsini, gli Ausiello-Mazzi discendono da re Federico I di Napoli morto nel 1504.

Tre famiglie dell’elenco diedero vescovi a Cervia. Gianfrancesco dei conti Guidi fu vescovo dal 1627 al 1635. Francesco dei marchesi Merlini fu vescovo dal 1635 al 1644. Alcune fonti citano Prospero dei conti Ginanni come vescovo di Cervia. La famiglia degli Oddi ebbe Giacomo, Cardinale Legato di Romagna (1747) che amministrò le Saline. La famiglia Mazzi vanta parentela con Papa Giulio II, con Papa Gregorio XIII e con Papa Clemente XIV, figlio quest’ultimo della contessa Angela Mazzi. Sua sorella Caterina Mazzi sposò il nipote del conte Michelangelo Maffei che fece erigere la Torre San Michele di Cervia. Leone X era cugino di Isabella Mazzi, mentre Paolo Mazzi sposò Valeria Tomacelli nipote di Bonifacio IX. Da 500 anni, cioè dal capostipite di questo ramo Dionisio Mazzi (nipote di un altro Dionisio Mazzi creato Conte di Korneburg in Germania nel Trecento), la famiglia Mazzi domina la vita di Lugagnano, un record che attualmente ben poche altre famiglie possono vantare. Carla Mazzi fu grande amica della cantante lirica Maria Callas (spesso ospite nella sua villa sul lago), dello scrittore Ezra Pound e della figlia principessa Rachelwitz moglie del noto egittologo.

Tre famiglie hanno parentela con Presidenti del Consiglio del Regno d’Italia. Il conte Pietro Guarini era cognato di Bettino Ricasoli. Don Camillo Ausiello, collaboratore di Bonomi, aveva per zio materno Vittorio-Emanuele Orlando. Tra l’altro Vittorio-Emanuele Orlando tramite sua madre era già nipote dei coniugi Angela Ausiello e Giovanbattista Barabbino. I Bartolini-Salimbeni sono imparentati ai farini, la famiglia di Luigi-Carlo. Il marchese Lorenzo Bartolini-Salimbeni è lo zio del principe Alfonso d’Orléans settimo duca di Galliera discendente della Regina Vittoria e cugino del Re di Spagna.

Due famiglie ebbero parentela coi primi Presidenti della Repubblica. Il conte Felice Pullè era cugino del Presidente Einaudi; il conte Luigi Ausiello era invece cugino di Enrico De Nicola.

Tre famiglie, Guidelli-Guidi, Folicaldi, Paulucci di Calboli, hanno partecipato attivamente alla Resistenza.

La famiglia Drei-Donà vive tuttora in una tenuta (La Palazza) fatta attorno ad una torre del quattrocento fra Forlì e Predappio, Fra gli antenati ci sono ben tre dogi di Venezia e la famiglia dominò a lungo anche a Cervia con Francesco (1545), Leonardo (1606) e Nicolò (1618).

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Mazzi di Verona Signori di Lugagnano

La famiglia Mazzi, che già portava il titolo comitale nel sec.XIV, fece parte dei patriziati di Imola, Faenza, Forlì, Bologna, S. Arcangelo di Romagna, Pesaro e Firenze. I Mazzi hanno unito il loro sangue con matrimoni con i Riario signori di Imola e di Forlì, con i Mainardi signori di Bertinoro, coi Nordigli signori di Faenza da cui il ramo Mazzi-Nordigli-Bulgarelli. Capostipite nell’anno 940, un Mattia fondatore del castello di Tossignano (Imola) cugino di Sigifredo fondatore del castello di Canossa e capostipite della famiglia di questo nome. I due appartenevano alla stirpe dei marchesi di Toscana insediati da Carlo Magno nell’812, casata che diede anche due conti di Romagna con Ubaldo I (860-893) ed Ubaldo II (893-924). Berengario Mazzi andò alla Prima Crociata nel 1096. Alla sua morte, nel 1302, Maghinardo Pagani lasciò i Mazzi suoi esecutori testamentari. Camilla Mazzi, moglie di Scipione Riario conte di Boscomarengo, lottò con la suocera Caterina Sforza contro il Borgia. Luigi Giovanni Mazzi (1862-1918), di padre veronese trasferitosi ad Opicina e di madre croata e nonna contessa ungherese, fondò nel 1907 l’associazione dei Medici della Dalmazia di cui fu anche presidente. Fra le parentele di questo ramo, Alda Mazzi (1905-1968) divenne per matrimonio contessa De Difnico (grande casata istriana) mentre Aurelio Mazzi (1870-1928) sposò la baronessa Margherita Grubissic de Keresztur imparentata ai grandi Pourtalés di Germania e Svizzera. La famiglia Ausiello è di origine Catalana e prese nome da un castello sito nel vescovado di Vic, nel comune di S. Margarida de Montbui in provincia di Barcellona, che fu eretto nel 936. Gli Ausiello furono Nobili nel Ducato del Rossiglione e nel Principato di Catalogna (poi Regno d’Aragona) e si diramarono in Italia del Sud a fine X Secolo. Nell’anno 992 vi troviamo Giovanni de Ausiello e tutore dei nipotini del Duca di Gaeta. Molti in famiglia i militari, i magistrati ed i prelati, come il Cardinale Giovanni, collaboratore di Papa benedetto XII.

Da Costa De Sousa De Macedo

Nel 1931 il cav. Roberto Ausiello Podestà di castellammare di Stabia varò l’Amerigo Vespucci. Il cav. Napoleone Ausiello ricoprì la carica di sottosegretario ai primi del 900. Il cav. Luigi Ausiello, fraterno amico e congiunto del produttore Dino De Laurentiis, aveva un salotto frequentato dal duca di Castronuovo (cugino di Benedetto croce) e dal principe di Belmonte (nipote di D’Annunzio). Gilda Ausiello (+1974) sposò l’ammiraglio Anibal de Mesquita Guimaraes, nobile portoghese Ministro della Marina e degli Affari Esteri (1928) nonchè Governatore del Banco d’Angola. Lucia Ausiello sposò nel 1945 il terzo conte di Vila Franca do Campo della famiglia Da Costa De Sousa De Macedo duchi di Albuquerque e Terceira. Questi matrimoni hanno unito gli Ausiello a parecchie famiglie della più illustre nobiltà portoghese, essi erano già imparentati ad antiche casate italiane, dai duchi Siragusa di Palermo, ai marchesi Malacrida di Como, passando per i conti Lanteri della Liguria, fino ai conti Lurati di Busto Arsizio. Ovviamente vanno ricordate le più illustri famiglie della nobiltà napoletana come i principi Brancaccio e Caracciolo, i duchi Mastellone, i duchi Gurgo, i duchi Pisacane, i marchesi Freda, i marchesi Sacchetti, i marchesi Calcagni, i marchesi De Rosa, gli Unali di Sardegna discendenti dei giudici bizantini di Cagliari, i marchesi Rodinò e gli Imperato duchi di Valgrado con i quali condividono l’appartenenza al patriziato civico di Portici-Ercolano ma anche l’aver dato prelati alla Basilica Parrocchiale di Santa Maria di Pugliano e Confrati al Nobile e Venerabile sodalizio della Reale Arciconfraternita della SS. Trinità di Resina, i conti Lepore, i conti Siciliano, Masetti, i Tucci, i Mazzei, i Nappi, i conti Recchia, i baroni De Paolis, Salvati, i marchesi Fiorillo, Corcione, Santini, Alleo, i principi Zaccaria, i Boccia, i Colleoni, i Garau, i Bonardi, Grazia-Resi, principi Della Gatta e baroni Cangiano di Passiano e Positano. Maria Raffaella Ausiello fu suocera di Giovanna Rallo (+ 1939) appartenente alla famosa dinastia vinicola e figlia di una contessa Salsedo di Pantelleria. Gli Ausiello sono imparentati ai Pontillo, la famiglia della Serva di Dio Crocifissa Pontillo (1846-1917). Diversi i legami matrimoniali con la famiglia Del Prete, cui appartenne per matrimonio anche S.A.R. la principessa Alice di Borbone. La famiglia Ausiello ha dato parecchi cavalieri all’ordine della Corona di Italia e ad altri ordini nazionali ed esteri. Alessandro Ausiello nato nel 1908, appena trentenne, era politologo esperto di storia del colonialismo a livello internazionale. Monsignor Renato Ausiello Lanteri, morto nel 1983, fu stretto collaboratore di papa Roncalli e per 40 anni ufficiale della segreteria di stato Vaticana, dove era entrato regnante Papa Pacelli (era molto amico di suor Pascalina Lehnert). Nominato Protonotario Partecipante da Giovanni Paolo II, per via femminile discendeva da Lantero conte di Romagna nel 1193. Nel 1875 Luigi Ausiello era Superiore della Reale Arciconfraternita della Santissima Trinità di Resina voluta dai Borbone. Bernardo Ausiello (nato 1839) era cugino della baronessa Giovanna D’Ondes, moglie del senatore e famoso imprenditore Ignazio Florio morto nel 1891. Elena D’Afflitto D’Aragona (morta 1888) frequentava con tutta la famiglia il salotto napoletano del principe Giuseppe Caravita di Sirignano (frequentato dai più grandi intellettuali ed artisti dell’epoca) e che nel romanzo Il Gattopardo, scritto da suo nipote, figura nel personaggio di Tancredi. Bianca Ines Ausiello (+1925) era moglie del generale dei corazzieri di Vittorio Emanuele III Pio Magalli (e nonna del conduttore televisivo Giancarlo Magalli), mentre Mariagrazia Ausiello, nata dei Baroni Perillo (+1992), era pronipote del marchese Michelangelo Cianciulli, reggente del Regno di Napoli in epoca Napoleonica. Gli Ausiello-Mazzi condividono con i conti Guarini di Castelfalcino la parentela con i conti Matteucci e condividono con i conti Ginanni-Fantuzzi la parentela con i nobili Aloisi (congiunti dei principi mediatizzati Isenburg).

La famiglia dei baroni Baratelli è di Cesena e discende dai conti Porcelli e dai marchesi Romagnoli. Nel 1831 Flaminio Baratelli, Commissario Generale Pontificio, grazie all’intervento delle truppe austriache riprese possesso delle Saline di Cervia, chiedendo poi un oneroso tributo. Della casata è nota la pittrice Caterina Barattelli (Cesena 1903 – Rio de janeiro 1988) che fu incoraggiata negli studi proprio da Palanti, conosciuto a Milano Marittima nella gioventù. Il ritratto di Caterina Baratelli fatto da Palanti è stato scelto per la copertina della mostra sul maestro ai Magazzini del Sale di Cervia nel 2012.

La Famiglia Pullè risale al 1210. Emigrò dalle natie Fiandre in Verona per motivi religiosi alla fine del secolo XVI. Qui si legò un po’ a tutte le casate nobiliari del posto. Un ramo si portò prima in Modena poi in Milano ed in Riccione. E’ vedova del cesenate dott.ing. Uberto Santini che fu anche Ingegnere Capo dell’Ufficio Tecnico del Comune di Cervia ed al quale Milano Marittima deve importanti realizzazioni. Il nonno della contessa Paola fu il noto medico Felice Pullè (1866-1962), grazie al quale nel Dopoguerra in Romagna si ridussero di 2/3 i casi della malattia della Leishmaniosi. Il nonno materno, il valente chimico Enrico Candiani, realizzò la nota Magnesia San Pallegrino.

La famiglia dei Mazzolani è originaria del vecchio patriziato di Imola e di Faenza, come i Mazzi. Vennero poi a Cervia divenendo Nobili della città nel 700. Diedero diversi personaggi notevoli. Sostenitori di Napoleone, ebbero da lui il titolo di Baroni dell’Impero Francese. Quando si sente dire che quella dei Mazzolani fu una delle famiglia “Fondatrici della Romagna” si sente dire un’imprecisione. Nel 1806 Napoleone firmò a Palazzo Pasolini-Zanelli di Faenza l’annessione all’Impero della Romagna già pontificia e stabilì che al Parlamento del suo nuovo regno italivo, in rappresentanza della Romagna, fossero presenti gli esponenti di 100 famiglie della nobiltà e del notabilato locale. Fra queste 100 casate ci fu appunto la famiglia Mazzolani. Parenti dei conti Rasponi di Ravenna e dei conti Ressi di Cervia, i Mazzolani hanno aperto il primo cinema di Milano Marittima nel 1935 (Arena Mare) che aveva oltre 1000 posti.

A proposito di palazzi collegati ad eventi storici per l’Italia, ancora oggi la famiglia Ausiello possiede “Palazzo Ausiello” in Via Cirelli n.15 nel paese di Vairano Patenora (Caserta), paese dove avvenne l’incontro fra Garibaldi e Vittorio Emanuele II erroneamente detto “Incontro di Teano”. Nonostante Via Melozzo non rientri nei confini veri e storici di Milano Marittima, ho inserito la famiglia che, tuttavia a Milano Marittima ha da sempre proprietà ed una panca intestata alla Stella Maris. A Faenza furono noti come conti Mazzolanti di San Siro.

Il conte Gustavo Raffi è da anni il Gran Maestro della Massoneria italiana (Grande Oriente d’Italia).

Ai conti Rinaldi-Ceroni, già nei secoli XIV e XV dominatori della Valle del Senio, appartiene il prof, Augusto, pioniere dell’erboristeria italiana. Questa famiglia vanta ancora oggi diverse personalità, come il missionario padre Francesco Rinaldi-Ceroni.

La famiglia Lajolo di Cossano risale al secolo XII ed appartiene alla nobiltà del Monferrato, come alla nobiltà di Biella appartiene l’ancor più antica famiglia Caligaris.

La famiglia dei conti Folicaldi di Bagnacavallo fu anche nobile di Ferrara. Nel palazzo del loro nome nel 1857 Monsignor Giovanni Folicaldi, vescovo di Faenza, ospitò Papa Pio IX.

Quattro famiglie possono essere considerate appartenenti anche alla nobiltà straniera, per i titoli posseduti. Gli Ausiello sono Nobili dei principati di Catalogna e Rossiglione e continueranno ad ottenere titoli dai re di Spagna come Filippo III anche dopo essersi diramati nel Sud Italia.

Nel 1833 l’Imperatore d’Austria nominò i Barattelli baroni del suo impero, la stessa cosa che aveva fatto Napoleone con i conti Mazzolani.

La famiglia Zanotti-Cavazzoni ebbe buona parte nelle vicende cervesi fra il XIX e il XX secolo. La nota Villa Igea era loro. Molti emigrarono in Sud America dove Luigi Zanotti-Cavazzoni fondò in Paraguay l’Università di Medicina e proprio in quel paese fiorisce la sua discendenza come una delle prime famiglie della nazione. Sua sorella Ines, fondò invece la Biblioteca Comunale di Cervia.

I calabresi Prestinenzi furono nobili della città di Monteleone Calabro oggi Vibo Valentia.

I Bargagli-Petrucci di Milano Marittima sono della più illustre nobiltà senese come i Bartolini-Salimbeni e vantano fra gli avi Ugo Capeto.

La famiglia Ginanni Fantuzzi risale al tredicesimo secolo e nasce nel 700 dalla fusione dei conti Ginanni di Ravenna con i conti Fantuzzi di Bologna da 450 anni possiedono la tenuta di Brisighella. Secondo la tradizione i conti Fantuzzi avrebbero origine dai re di Danimarca. Emigrarono da Treviso a Bologna per sfuggire ad Ezzelino da Romano. Gaetano Fantuzzi per un voto non fu eletto Papa nel 1774, Marco Fantuzzi fu un grande scienziato, Antonio Ginanni fu un noto esperto di araldica. Questo ramo è imparentato ai Napoletani Del Balzo duchi di Presenzano, Francesco Del Balzo fu patrigno del Re di Napoli Ferdinando secondo di Borbone e zio della Regina di Spagna Isabella seconda. La famiglia Fantuzzi deriva da Fantuccio conte di Polcenigo nel 973 e si onora del beato Marco morto nel 1479.

La famiglia dei marchesi Luti de Sere nasce dall’unione dei nobili Luti di Siena (dove c’è tuttora il loro palazzo) e il casato francese De Sere.

Una delle prime famiglie nobili stanziatesi a Milano Marittima fu quella dei conti Bernabei, Patrizi di Ancona, risalenti al 1100 e imparentati a famiglie storiche come gli Scaligeri di Verona ed i Cima di Cingoli.Il Conte Adriano tuttora è uno dei più attivi membri della parrocchia Stella Maris della quale è vera memoria storica.

In una cittadina a vocazione turistica non sono mancati i nobili che hanno investito nell’hotellerie, dagli esordi coi conti Zanotti Cavazzoni (Hotel Villa Igea), passando per i Baracchini nobili di Sarzana (hotel Touring) o i conti Neri di Cesena (hotel Elios).

Il Conte che non conta

Storia delle famiglie nobili

6 pensieri su “Storia delle famiglie nobili

  • gennaio 29, 2017 alle 10:53 pm
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    Strepitosoooooo!!!!!!!

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  • marzo 1, 2017 alle 12:42 pm
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    Bravissimo, complimenti….nobiliari !!!

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  • luglio 2, 2017 alle 3:07 pm
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    Che bella Italia che era
    Fatta di veri italiani e italiane

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  • maggio 3, 2018 alle 3:39 am
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    Riguardo Cervia degna di nota il volume scientifico storia delle pinete ravennate di Francesco Ginanni (1716-1766),
    I Ginanni, stabiliti per secoli a Ravenna, hanno posseduto, oltre a terreni e relative tenute e ampie ville secolari a Ravenna, Forlì e Rimini, anche un’ulteriore villino a Milano Marittima fatto costruire negli anni ’30
    dal conte Pietro Ginanni (tra l’altro realizzatore del noto dancing ristorante Paradiso di Rimini nei primi anni ’50 poi trasformato in discoteca da Gianni Fabbri figlio della compagna del Ginanni stesso) tanto da poter essere annoverati come probabile prima famiglia nobile in quel di Cervia MilanoMarittima. Il villino con ampio giardino sorgeva all’altezza dell’attuale 3^ traversa, poi venduto sul finire degli anni ’70 (e sul terreno è stata realizzata una villa quadrifamiliare) per acquistare comunque un’altra nuova abitazione adiacenze Hotel Mare Pineta per la comodità dei campi da tennis (sport che la famiglia Ginanni ha sempre praticato essendo stata anche tra i fondatori storici del circolo tennis di Rimini adiacente il Grand Hotel e una loro ulteriore villa oggi non più esistente). La figlia dello scomparso conte Pietro Ginanni, la novantasettenne contessa, è tutt’oggi ancora stabile residente a Milano Marittima.

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    • maggio 3, 2018 alle 7:51 am
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      Il Conte ci tiene a specificare che, essendo la novantasettenne una sua cara amica, la villa era alla Settima Traversa ed è esistita fino al 1980. Saluti

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  • dicembre 1, 2018 alle 5:42 pm
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    Resoconto interessante e preciso. Chissà se qualcno ha notizie sui nobili CELLONI di Cesena, il cui stemma compare nel Blasonario cesenate?
    Grazie

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