Milano Marittima era più viva una volta

hotel casa major

E’ vero quello che oggi si sente dire, che una volta Milano Marittima in inverno era un mortorio? Noi ci siamo nati e non la pensiamo così.

Tutti noi vecchi e veri residenti di Milano Marittima (dai registri parrocchiali eravamo sui duemila) conosciamo il buon Attilio Bertasi classe 1941 di origine ferrarese. Per decenni ha gestito market fornitissimi, prima sul Matteotti, a due passi dalla Rotonda Primo Maggio, poi a inizio anni ’80 in viale Bologna. I suoi cognati Bazzocchi invece aprirono alla Quarta Traversa il noto bar Tre Gazelle, davanti al quale partiva il circuito motociclistico.

Milano Marittima era più viva una volta

I negozi in Rotonda Primo Maggio

Un giorno Attilio mi raccontò che una vicina di negozio, originaria di Torre del Greco, gli aveva consigliato di vendere l’ottima pasta di Torre Annunziata e mi fece il nome del Pastificio Filippone. Mi misi a ridere, perché non solo la tradizionale pasta di Torre è più antica di quella di Gragnano tanto di moda oggi, ma perché in quel pastificio era stato dirigente e amico di infanzia del padrone proprio mio nonno! Questo aneddoto vuol testimoniare come già tanti anni fa a Milano Marittima avessimo non solo tanti negozi di prima necessità aperti in inverno ma addirittura ben forniti con prodotti di alta gamma, o di nicchia come usa dire oggi!

Il Pastificio Filippone nato nel 1884 chiuse nel 1971, quindi si fa presto a risalire a che anni mi riferisco. Oggi, a quei cretini che sento continuamente ripetere ossessivamente che Milano Marittima prima delle recenti manifestazioni natalizie fosse un mortorio senza residenti e negozi aperti nei mesi Ottobre-Giugno, dico che è molto più morta adesso! Forse era morta la domenica, quando non era permessa l’apertura che mia madre chiese nel 1978, ma non ottenne, sentendosi rispondere “Ma chi deve venire la Domenica a vedere i negozi di Milano Marittima?”.

Milano Marittima era più viva una volta

I negozi in Viale Gramsci. Foto: Maurizio Righi

LE ATTIVITÀ CHE TENEVANO VIVA MILANO MARITTIMA TUTTO L’ANNO

Anni dopo una coraggiosa pioniera fu la nostra amica Rossana della boutique omonima, che preferiva pagare le multe perché stando aperta incassava bene. Solo di bar fra casa mia e la Rotonda Primo Maggio ne avevamo sei aperti in inverno, Riviera, Barbanti, Gazelle, Centrale, Cristallino, Bracci, senza contare Verdi e Royal Palace in viale Forlì.

Abitare o essere Milano Marittima

A destra il Bar Centrale in Viale Matteotti

Due macellai, Roli e Battistini, il lattaio Fabbri dove oggi c’è lo Zouk, i fornai Baldani e Barbetta davanti alla scuola alberghiera, addirittura la Coop della Alessandri dove oggi c’è il Cognac Bisquit. Dietro nella piazzetta c’è il verduraio Rubboli. Negozi di casalinghi come Tutto per la Casa dei Cereda, Rasini in Rotonda, Castorri in viale Ravenna o Cavallucci che aveva anche le bombole del gas alla Sesta Traversa.

Almeno tre tabaccai sul Matteotti, Sedioli alla Ottava Traversa, Barbanti e Falaschi, due fotografi, Apperti Weber e Galli in viale Romagna. Le edicole del Canalino e di Neddo, la firmatissima profumeria Dradi davanti all’Hotel Suisse. Poi la Todoli coi fiori, la farmacia di Morgagni, le Orsoline con l’asilo, le scuole Mazzini, la nostra chiesa Stella Maris, le nostre poste, i nostri Carabinieri in viale Dante, i nostri vigili in via Verdi dove sono nato.

Insomma, dov’era questo mortorio a Milano Marittima? Chi ha iniziato a propagare questo mantra? Questa emerita stronzata?

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi