La rocca di Cervia

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Forse non tutti sanno che nel Prato della Rosa, nel bel mezzo delle nostre Saline, vi fu la rocca di Cervia, un vero e proprio castello.

Amore e conoscenza della vecchia Cervia l’ho riscontrato in poche persone, tipo Zimbo Guidazzi, Nino Giunchi (coi quali ho parlato spesso), la simpatica Giovanna Gualdi o la carissima Mariadele Giordani. Quanto ai libri, i migliori sono in assoluto quelli di Enzio Strada. Documentatissimi riportano in auge anche storie particolari, come fu per le antiche carceri col vicesindaco Armuzzi.

la rocca di cervia

Corriere di Romagna

A Cervia si parla tanto di cultura ma poi ci si dedica perlopiù alle sagre di seppie, cozze e cardi, un vero interesse non c’è, basti ricordare quando volevano abbattere i Magazzini del Sale e la Torre San Michele!

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La Torre San Michele con la scritta Caserma Val Sugana

Molti pensano che la nostra storia si esaurisca li, che l’unico fortilizio fosse appunto la torre che fu anche Caserma Val Sugana (vedi foto), invece no! Abbiamo una storia lunga che potrebbe offrire tanti spunti culturali ma anche turistici, se i Cervesi la conoscessero.

LA ROCCA DI CERVIA

Lo sapevate che Cervia ebbe un castello? Che fu il suo primo deposito del sale? Che vi era sepolto un Re d’Italia?

la rocca di cervia

Firenze e Ravenna si litigano i resti di Dante, altre città si contendono reliquie di santi, moltissimi paesi (vedi Brisighella) hanno rispolverato tradizioni medievali facendone un business.

la rocca di cervia

Cervia ebbe il suo castello fra le Saline nel Prato della Rosa. Smantellato nel 1705, il materiale fu poi riutilizzato per costruire il Magazzino Darsena 7 anni dopo, nel 1712.

prato della rosa

La cosa stupefacente, ma storicamente plausibilissima, è la sepoltura in loco del grande Odoacre noto anche come Rex Italiae! Sepoltura voluta da Teoderico e testimoniata da una lapide scoperta durante lo smantellamento.

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Lo storico cervese Nino Giunchi riferisce che la suddetta lapide era finita insieme allo scalone del vescovado nel palazzo Rasponi di Ravenna in Via di Roma, poi è stata tolta e se ne sono perse le tracce. Magari è stata usata di reimpiego come era di usanza. C’è rimasta solo la trascrizione fatta da un frate di allora.

RECUPERARE IL PASSATO PER CELEBRARLO

Ogni anno Alfero celebra Uguccione della Faggiuola sepolto a Verona, perché Cervia non può celebrare un condottiero ben più importante considerato cerniera fra antichi e medioevo? In un paese normale si sarebbe già provveduto a mettere in primis una lapide-ricordo, poi si sarebbero coinvolti scuole e media.

Basta leggere il libro “Guida ai fantasmi d’Italia” di Annamaria Ghedina (sorella del campione) per vedere quante città e paesi fanno business con i propri personaggi. A Torino c’ è tutto un turismo che si reca in Piazza Statuto solo per vedere un tombino che sarebbe la porta dell’Inferno! Noi abbiamo il capostipite del Medioevo e puntiamo sulla piadina?

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi