Ma è tutta un’altra storia

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Ma è tutta un’altra storiaHo quasi 44 anni, e se mi guardo indietro col famoso senno di poi, ci sono momenti della mia vita che non riconosco miei, e alcuni vorrei proprio cancellarli, non ricordarli. Ma la vita non funziona così e neanche la storia: quello che è successo è successo amen. Così vale per le amnesie ecc dell’articolo del Corriere 18/10/17 “Ritornano le prime passerelle sull’acqua come nel primo stabilimento nel 1882, alcuni punti del progetto ricordano IL PIONIERE DEI BAGNI ODIERNI”. Partiamo dal manifesto pubblicitario del 1873 della “Città Balneare” e “la prima esperienza balneare”. La dicitura BALNEARE non va assolutamente confusa ed intesa con l’accezione moderna. Nell’800 e per molto tempo ancora faceva pendant con sanità, salute, cura, non con svago, dolce far niente ecc. Era legata alla cura del corpo interno, non alla cura esterna con sfoggio di abbronzature, costumi glam ecc… Vedi il toponimo bergamasco Trescore Balneario, che è in montagna non sulla spiaggia, e che è Balneario appunto per la presenza di salubri Terme. Allora “passare le acque” significava fare terapia, con il mare visto come una SPA, luogo curativo anche per gli animali, come sappiamo da tante tradizioni paesane, Cervia inclusa con il bagno degli animali per San Lorenzo… Inoltre, lo stabilimento in palafitta di Cervia (da non confondere coi due previsti da Palanti a Milano Marittima, uno davanti all’attuale viale Forlì e l’altro circa all’attuale Undicesima Traversa) e quello in muratura fatto nel 1938 NON sono un continuo che a livello spaziale, non certo di concept.

Ma è tutta un’altra storia

Stabilimento Bagni

Perché quello in muratura già afferisce ad una idea più vicina a noi. Prova ulteriore è il nome successivo, KURSAAL, che aiuta a riassumere le due esperienze. Tanto è vero che la Treccani alla voce Kursaal dà come spiegazione un luogo termale poi anche di intrattenimento in zona di mare: praticamente quello che erano le antiche Terme dei Romani. L’articolo omette di riferire a chi Cervia doveva lo stabilimento nuovo e moderno del 1938, cioè Mussolini, che venne anche ad inaugurarlo, e nella stessa occasione fece alcune donazioni a partire dal lotto di terra ai Francescani a Milano Marittima (altre donazioni in denaro ai cervesi le farà poi durante la Repubblica Sociale). Infine, non si capisce che utilità avessero i Tedeschi a farlo saltare nel’44, pare l’ennesima leggenda metropolitana come quella delle torri delle colonie, vera bugia tuttora propagandata nonostante sia stata smentita da questo blog grazie all’ampia documentazione reperita da Thomas Venturi nelle sue ricerche esaustive ed approfondite presso gli archivi di guerra inglesi… L’articolo parla di una prima impresa “piuttosto deludente” il che è strano perché nel 2014 in un articolo sullo stesso argomento sul Corriere della Sera invece si leggeva di “discreto successo” …Insomma, per il nostro futuro si sta guardando al passato, invece nel passato si guardava al futuro con mega progetti avveniristici, forse qualcuno ricorderà il progettone per la spiaggia di Pinarella che avrebbe sopravanzato e fatto impallidire Milano Marittima circa nel 2004…

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