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Santuario Madonna del Pino
Santuario Madonna del Pino

Il Santuario Madonna del Pino fu inaugurato nel 1498. Sorge sulla base di un’edicola, opera del frate carmelitano Girolamo Lambertini, costruita nel 1445 per venerare l’immagine della Vergine Maria posta su un tronco di pino, la quale sarebbe apparsa ai raccoglitori di legna della pineta. La leggenda vuole che quel tronco sia racchiuso ancora oggi nel muro della cappella. Dopo il disastroso terremoto del 1485, per riconoscenza, fu costruita una chiesa e in seguito furono eretti un convento, un cimitero e l’ospizio con stalla dove venivano ospitati i pellegrini. Nel 1652, in seguito alla scarsa vocazione religiosa, il convento venne demolito e le pietre servirono per edificare la chiesa di Sant’Antonio. Nel 1866 la pineta della Madonna del Pino fu incamerata dal demanio, venduta all’asta e il nuovo proprietario, dopo aver abbattuto la pineta, usò la chiesa come stalla. Venne salvata alla devozione dei cervesi dalla giunta comunale e dal Vescovo Federico Foschi che la restaurò nel 1902; nel 1922 vennero effettuati altri restauri per accogliere le sue spoglie. Il Santuario Madonna del Pino ha due ingressi, uno verso nord e uno verso est che è dotato di uno splendido portone in pietra d’Istria creato in stile rinascimentale che fu donato nel 1557 dalla comunità cervese. All’interno sono presenti due affreschi cinquecenteschi ridotti purtroppo in pessime condizioni: quello della Madonna con Bambino, a sinistra, e quello raffigurante san Rocco sulla parete di fronte e due dipinti: la Madonna del Pino, xilografia più tarda dell’originale andato perso e la Madonna con Bambino, risalente al seicento e tratta da una icona bizantina. Sulla parte sinistra della cappella della Vergine appare un fregio sopra il quale si intuisce un affresco a fondo blu che doveva ricoprire tutta la cappella. Da moltissimi anni si discute sulla messa insicurezza di tutta la struttura che insistendo a ridosso della Statale Adriatica risente del passaggio di vetture e soprattutto mezzi pesanti. Anche i due affreschi andrebbero restaurati e conservati ma per il momento rimane tutto in balia del tempo che passa.

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