milano marittima capitale
Il figlio di Salvini sulla moto d’acqua della polizia a Milano Marittima

Quante volte i gentili followers che non ringrazierò mai abbastanza, hanno letto nei miei articoli di storia come decenni fa Milano Marittima fosse un buen retiro del capitale italiano e straniero, perché venivano a villeggiare capitani di industria di altissimo livello, e come qualcuno per meglio gestirla avesse addirittura proposto di renderla comune autonomo da Cervia. Oggi, estate 2019, ci risiamo con capitali e capitani ma di altro genere. Ora, premesso che la nostra legge fondamentale prevede con l’articolo 21 la libertà di esprimere le proprie opinioni, né la costituzione né altre leggi civili o morali danno facoltà di offendere qualcuno o una intera comunità. E dico subito che in questo discorso, in questo frangente, vorrei il sostegno del nostro vero Comune, dei miei concittadini, delle rappresentanze dei commercianti, bagnini, albergatori di Cervia e Milano Marittima, perché siamo stati tutti offesi con un danno di immagine che peraltro arriva in una estate 2019 difficilissima per scarsità di presenze e fatturati, e per la mazzata ambientale del 10 Luglio. Dove invece abbiamo fatto bella figura. Nessuno può permettersi di gettare fango su Milano Marittima.

È un pezzo che per motivi politici Il Fatto Quotidiano è ossessionato da Salvini al Papeete, e giù a sparlare di Milano Marittima dove, parrebbe ovvio, possono andare tutti in vacanza e possono esserci anche tanti che non sono certo sodali del Capitano Nazionale.

milano marittima capitale

Oggi 31 Luglio leggere in prima pagina “MILANO MARITTIMA CAPITALE IMMORALE” fa schifo, e dovrebbero insorgere per primi quelli che talvolta hanno censurato me, perché di Milano Marittima ho fatto conoscere anche aspetti poco glamour. Dove siete oggi? A partire da quella persona che con virulenza mi tacciò addirittura di volgarità, pur conoscendomi bene. Nelle pagine interne si legge “Abituati al dualismo fra Capitale e Capitale Morale, questa estate ci offre la agognata terza via, a fianco di Roma e Milano avanza la versione romagnola, Milano Marittima, è qui nella nuova capitale che la Padania, berlusconismo e sovranismo si incontrano nel nome della Riviera e della piadina”. Fra l’altro, sempre quella spocchia contro certi simboli popolari appunto la piadina, che quindi mangiare è trash. Un attacco così becero e dannoso per la nostra immagine ed il nostro turismo non si vedeva dagli anni ’60, quando dalla stessa parte politica, quella a cui vanno benissimo cozze, cappelletti e piada ma solo se serviti alle Feste dell’Unità, trasformò Milano Marittima in un campo di battaglia, cioè quando nel 1963 una grande violenta manifestazione della Gioventù Comunista pensò bene di distruggere auto, mosconi, lettini, ombrelloni della città prediletta dai Signori, con particolare accanimento verso i Tedeschi, quei tedeschi che sono venuti in massa a Milano Marittima fino metà anni ’90 e ai quali Milano Marittima deve tantissimo, essendo il 90% dei turisti di allora…

Ci volle del bello e del buono per risalire la china grazie al marketing di Federico Tiozzi e Tommaso De Biase in primis. Caro sindaco, cari assessori, cari lettori e anche cari voi che per farvi belli siete sempre in prima fila a dire che siete di Milano Marittima, adesso fate qualcosa, altrimenti sarebbe immorale davvero farci offendere così gratuitamente. Noi siamo la Milano Marittima che ancora ha i segni del tornado. Mentre scrivo, per esempio, stanno ancora segando alberi e tronchi nel giardino del Residence Touring, un nostro luogo simbolo, dove mangiò lasagne quel Mussolini che tanti paragonano a Salvini. Rispetto per la località, rispetto per noi, rispetto per la nostra storia, ed imparate a scrivere in italiano se siete giornalisti come pretendete essere.

Continua in: Milano Marittima capitale (seconda parte).

Il Conte

Milano Marittima capitale (prima parte)

2 pensieri su “Milano Marittima capitale (prima parte)

  • Luglio 31, 2019 alle 7:58 pm
    Permalink

    Bravo!!
    Continua così, purtroppo sappiamo bene come sono certi giornalisti che non rappresentano se non una piccola minoranza ma sono convinti di essere l’elite del paese

    Rispondi
  • Agosto 2, 2019 alle 6:50 am
    Permalink

    Buongiorno.
    Uno dei titoli è da querela, la cui presentazione spetterebbe alle autorità locali.
    Il fatto è talmente futile e banale da non meritare spazio neppure sulle più superficiali riviste di pettegolezzi; che glielo abbia dato un quotidiano “politico”, ne palesa l’infimo livello, ancor prima dell’evidente malafede. Una banalità come spunto per rintuzzare la demonizzazione della maggior parte del Paese, che essendo – secondo loro – satanica naturaliter, altererebbe tutto ciò con cui viene a contatto. Per cui ecco infatti, che la piadina sconsacrata diventerebbe cosa immonda, certi locali volgari, e certe mete, addirittura, immorali. Una forma mentis tra Ceka e Bellarmino (quelli sono i loro retaggi, e i loro padroni), ma ormai incarnata in guitti alle comiche finali.
    Cordialmente.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: