milano marittima natural wellness“Fa più caldo che a Ibiza, tutti in acqua, da Ravenna a Rimini clima mite, ieri sulla spiaggia c’erano 25 gradi, a Ibiza i gradi erano 23″ così, ieri mattina Domenica 20 Ottobre 2019, recitava il Resto del Carlino. Già, le ottobrate di Milano Marittima, che anche quando ero più giovane ed il clima molto più rigido, non mancavano, tanto che non pochi hotel arrivavano addirittura a metà del mese. Adesso che tanto si propaganda il volere allungare la stagione o addirittura tener viva Milano Marittima anche d’inverno come una volta, quasi tutti a vario titolo sono belli che chiusi da due mesi, e già in vacanza all’estero, loro…

Eppure, Milano Marittima è stata votata fin dal principio a zona di benessere per il corpo e lo spirito. Molto prima che a Cervia si costruisse il complesso termale, che ancora a fine anni ‘60 era pubblicizzato per il più moderno d’Europa, eppure anche qui i fatti non sono seguiti alle parole e agli spot, visto che non è mai stato valorizzato né messo in condizioni di poter veicolare un turismo indotto tutto l’anno.

Se leggiamo il manifesto pubblicitario della CIVAM, cioè la società milanese creata nel 1924 e attiva qui dal 1925 nella costruzione di villini, le considerazioni non mancano per fare un bilancio, e non certo in attivo, rispetto alla situazione di oggi. Intanto, le condizioni di vendita di villini e appartamenti, per essere venduti alle migliori condizioni possibili, perché la società non ha intenti speculativi. Questo già sfata la bugia tuttora cara ai cervesi di vecchie generazioni, che vogliono i milanesi calati qui a sfruttare la zona a scapito degli indigeni, certamente qualcuno ricorderà la brutta filippica di Spallicci del 1962 quando addirittura si voleva togliere il nome di Milano Marittima. E queste parole nero su bianco dell’atto costitutivo della Civam sono le stesse, identiche, che abbiamo sentito a Cervia quando venne Papa Giovanni Paolo II, anche lui a dire che il nostro turismo non doveva e non poteva essere solo speculazione. Parole sante, ma parole vane. La frase del vangelo di Matteo “questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me” calzano perfettamente alla Cervia di allora e non parliamo a questa di oggi…

Quelli della CIVAM accennano ai benefici del respirare aria ossigenata da parte dei villeggianti, i cui capofamiglia diventeranno utili ed operosi cittadini e saranno i più validi difensori dell’ordine. Qua si è invece incrementato un deleterio turismo giovanile dello sballo, o di seconde case abitate da persone scisse dal tessuto sociale di Milano Marittima, ed il benessere che oggi si chiama wellness è delegato, alias proposto, come sta gran novità da poche realtà specie balneari o alberghiere, per supplire appunto alla chiusura delle Terme di Cervia per tanti mesi. Chi viene qui lo fa per fregiarsi di un blasone non per partecipare alla vita cittadina, quanto all’ordine sappiamo quanto sia, sempre più un problema per il quale si chiedono più uomini in divisa invece di scoraggiare la venuta di masse di teste di cazzo.

La CIVAM si occupava di favorire il turismo del medio ceto impiegatizio perché le persone del ceto medio abbiano ad essere in grado di acquistare… Oggi sappiamo quanto invece possano essere proibitivi i prezzi immobiliari di Milano Marittima, che addirittura con la nota assurda impennata di anni fa, hanno causato la diaspora di tanti giovani delle vecchie famiglie di residenti, che volendo metter su casa hanno dovuto emigrare altrove lasciando qui qualche vecchio parente che magari la casa se l’era comprata in anni assolutamente normali, quando ancora per esempio negli anni ‘80, anni pur ruggenti, a Milano Marittima costavano più i negozi degli appartamenti.

La CIVAM postula a l’efficacia della potenzialità collettiva nel raggiungimento di effetti socialmente benefici. Oggi abbiamo una totale scissione fra vecchi e nuovi milanomarittimesi, addirittura si è favorita una deleteria quanto antistorica zonizzazione di Milano Marittima che ha portato alla concentrazione di tutto nel cosiddetto “centro” a scapito di tutto il resto di Milano Marittima per quanto riguarda arredo urbano, cura del verde, illuminazione, ecc.

Tutti nodi che sono finalmente venuti al pettine, eppure non sembrano preoccupare più di tanto chi pur parlando di turismo e amore della località, poi all’atto pratico cura solo il proprio orticello, ossia di portarsi clienti in casa, poi quello che c’è o non c’è fuori dalla casa chi se ne frega, tanto l’importante è riempire quei due o tre mesi e via…
Il Conte

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