Comunicato a cura di Alberto Ferrari (R.A.F. Romagna Air Finders).

26 Febbraio 1945 ore 15. Tre squadriglie di caccia bombardieri alleate, precisamente della Desert Air Force con 8 velivoli ciascuna, la 260 RAF con P-51 Mustang, la 250 RAF con P-40 Kittyhawk e la 5 SAAF anch’essa con P-51. Decollano dall’aeroporto nella pineta di Milano Marittima, hanno come obiettivo lo zuccherificio di Jolanda di Savoia che all’epoca dei fatti si chiamava “Tre Venezie”. L’azione si svolge in ottanta minuti circa, a ondate successive e tutta l’area assegnata viene colpita e distrutta da una settantina di quintali di bombe ad alto esplosivo. Non vi è stata reazione da parte dei tedeschi che stavano cercando di riorganizzarsi. Purtroppo da parte alleata si lamenta la perdita di un velivolo un P-51 Mustang del 5 SAAF. Dai dati e dalle testimonianze recuperate, il cacciabombardiere sarebbe esploso in volo mentre sganciava la bomba, probabilmente per un malfunzionamento dell’ordigno.

Il pilota era il Lieutenant R.H.R Flack del 5 SAAF Squadron (P51 KH533), da poco in servizio operativo in Italia. Aveva 28 anni e si può solo immaginare che fine abbia fatto lo sfortunato aviatore esplodendo il volo. In ogni caso, ciò che restava del corpo di Flack, venne recuperato e sepolto nel cimitero di Jolanda di Savoia per essere poi traslato al cimitero di guerra inglese di Argenta dove riposa tuttora.

recupero del mustang partito da milano marittima
Lieutenant R.H.R Flack

Abbiamo appreso di questo fatto, leggendo un libro intitolato “Iolanda di Jolanda” e pubblicato da un autore del luogo, il Sig. Bondesan Marco. In questo libro è narrata l’adolescenza dell’autore stesso proprio a Jolanda, ed è riportata la testimonianza diretta dell’esplosione dell’aereo, vista anche dal padre dell’autore. Sempre il Sig. Bondesan conferma dicendo: “Vidi il velivolo sganciare l’ordigno e dopo un breve istante l’esplosione ed il cielo diventò tutto viola”.

Altra fonte di notizie per noi fondamentale che ci ha fornito tutti i dati sopracitati della missione (O.R.B) ed il rapporto della Prefettura dell’epoca, è il gruppo di ricercatori e storici di “Aerei Perduti Polesine”, nelle persone di Lanconelli Enzo, Milan Luca e Zauli Dellepietre Elena. Sui report che ci hanno fornito, vi sono le testimonianze a caldo degli altri piloti che parteciparono alla missione sullo zuccherificio e più o meno tutte, coincidono nel dire che il velivolo di Flack era esploso in volo a circa 250 yard dall’obbiettivo. Con queste informazioni è stato un po’ più semplice trovare il sito di caduta del velivolo.

Va ricordato inoltre, che abbiamo avuto pieno appoggio e collaborazione dall’attuale proprietà (Bonifica Ferrarese) del terreno dove abbiamo svolto le ricerche con i metal-detector, che ci hanno permesso di individuare ciò che rimane del velivolo.

Ore 08.00 del 19 ottobre 2019. Si inizia con l’alzabandiera come ad ogni scavo, poi subito dopo si inizia a scavare laddove gli strumenti ci hanno dato il migliore dei segnali.

Recupero del Mustang partito da Milano Marittima
Lo scavo

Non ci aspettiamo di trovate molto materiale del velivolo vista la dinamica dell’episodio. Si inizia a recuperare del materiale di sicura origine aereonautica, ma vi sono anche materiali che con il velivolo non hanno a che fare, come ad esempio molti rottami agricoli o laterizi, probabilmente gettati come riempitivo per chiudere il buco che si era fatto nel recuperare metallo da vendere (era normale che si andasse e a fare i recuperanti nel primo dopoguerra). Gli archeologi intanto, Marco Bruni e Flavia Amato eseguono la loro relazione per verificare se ci possa essere qualche traccia di altro materiale non appartenente al velivolo.

Recupero del Mustang partito da Milano Marittima
I membri della R.A.F. all’opera

Si recupera ad un metro e trenta una pala dell’elica, sicuramente sfuggita ai recuperanti, poi altre parti del motore e vario lamierato, tutti pezzi relativamente piccoli del velivolo. Arriviamo poi circa ad un paio di metri e non vi e più traccia di altro materiale. Si fa il punto della situazione facendo altri rilevamenti e si decide che l’operazione si può dichiarare conclusa. Lo sforzo di chiudere questo capitolo triste di storia successo 74 anni fa, dai volontari dei R.A.F, si può considerare concluso.

Recupero del Mustang partito da Milano Marittima
In primo piano la pala dell’elica del Mustang.

Ringrazio personalmente il Comune di Iolanda di Savoia nella figura del Sindaco Pezzolato Paolo, e tutti i ragazzi e collaboratori che hanno fatto di questa passione una concreta realtà, mi riferisco ad entrambe le strutture museali gestite dalla Romagna Air Finders, collocate a Fusignano e a Maiano, nella provincia di Ravenna. Lì, vi sono raccolti parte dei numerosi recuperi intrapresi dai R.A.F. con la storia di ogni singolo recupero e le storie dei 14 (oggi 15) piloti che vi erano a bordo. Un carico umano che si era perduto sotto terra e solo con l’impegno di tutte le figure coinvolte in queste righe si possono ottenere questi risultati. Devo inoltre aggiungere che il figlio di R.H.R Flack è stato avvisato di questa operazione e si è rammaricato di non poter essere presente. Sarà nostro compito informarlo e ringraziarlo per le foto che ci ha fornito del padre, che non ha mai conosciuto e che sapeva solamente essere sepolto ad Argenta.

Il recupero del Mustang partito da Milano Marittima

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