Il principe di Milano Marittima

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Il principe di Milano Marittima, quella vera e che rivive con il Conte, è un artista faentino: Giacomo Onestini.

Non mi stancherò mai di ripeterlo, come un mantra che deve essere assorbito se si vuole davvero conoscere l’essenza di Milano Marittima. Oggi Milano Marittima è una moda, addirittura un brand e tante volte abbiamo letto che per rilanciare o pubblicizzare la località essa andava brandizzata. Orrore!

Farne un marchio significa svuotarla dell’anima, della storia, e renderla appunto un logo come tanti. Perché una moda è passeggera, una moda può essere anche volgare. Invece, la mia Milano Marittima, la Milano Marittima dalla nascita cioè, fino all’abominevole tormentone dei sedicenti vip, della movida, del circo dei finti signori e degli autentici cafoni, la mia Milano Marittima non era una moda ma era uno stile. Uno stile unico, a sé, inimitabile, uno stile che veniva mantenuto da tanti fattori, dal vero turismo d’élite certo, ma anche da imprenditori che a vario titolo facevano rifulgere il nome di Milano Marittima.

CHI ERA GIACOMO ONESTINI, IL PRINCIPE DI MILANO MARITTIMA

il principe di Milano Marittima

Giacomo Onestini nella suo giardino esposizione

A buon titolo, è proprio il caso di dirlo, visto che nel 1980 fu decretato “Principe dei tornianti d’Europa”, voglio ricordare ancora una volta Giacomo Onestini, morto il 27 Febbraio 2003. Come praticamente tutti i vecchi residenti e vecchi imprenditori di Milano Marittima non era certo cervese, veniva da fuori, da Faenza, dove era nato nel 1934. Da fuori veniva anche la moglie Assunta Zavatta, che incontro ancora sempre con grande piacere e nostalgia per quei tempi in cui, bambino, facevo l’asilo col figlio maggiore. D’estate, con mio zio, durante ogni passeggiata serale, facevamo tappa nel giardino della villa accanto alla pizzeria Caminetto, dove su cubi fatti di mattoni esponeva le sue opere affascinanti.

Aveva iniziato nel 1963. Andare a vedere e comprare da Onestini era un vero must. Era un luogo simbolo di Milano marittima. Tante mattine o pomeriggi estivi ero a giocare con altri amichetti blasonati nella storica Villa De Maria situata di fronte, a quel tempo non soffocata dal cemento e mai avrei potuto pensare che quel giardino d’arte sarebbe pure lui sparito per far posto ad un ristorante, Le Jardin, il cui muro di piante sulla facciata, troppe, lo faceva più simile all’ingresso di un giardino zoologico, visti anche gli esotismi. Ricordo ancora quando scendevamo un gradino dal marciapiede per entrare nel giardino esposizione e con tanta gente avevo sempre timore di sentire prima o poi rumore di cocci a terra! Nel 1981 si trasferì al condominio La Bussola ed infine alla Terme.

LE MOSTRE COME LUOGO DI INCONTRO, MILANO MARITTIMA COME IN UN SOGNO

Ho letto che era amatissimo dai turisti tedeschi, ma è ovvio, perché Milano Marittima allora aveva turisti tedeschi al 90%, gli italiani erano numerosi solo in Agosto. Fu sua allieva al tornio anche la cara amica signora Paola Romagnoli, nipote del fondatore Palanti, che per tanto tempo ha poi guidato il FAI di Torino e ha comunque il DNA artistico del grande nonno Giuseppe.

La mostra giardino di Giacomo Onestini era anche un luogo di incontro, di socialità di livello, e un po’ lo era anche il vicino Vialetto degli Artisti, standard molto lontani dalla socialità, chiamiamola così per cristiana carità, della movida degli ultimi anni.

il vialetto degli artisti

1988, l’ingresso del Vialetto degli Artisti pieno di verde e fiori

Quanto a quegli anni, talvolta mi appaiono in sogno, tanto erano belli, perché era meraviglioso passeggiare per il Viale Matteotti pieno di verde, di fiori e praticamente un tunnel di pini, fra turisti eleganti, fra un sommesso normale vociare di avventori nei bar e ristoranti vicini.

Anche sentire gli zoccoli dei cavalli delle carrozze a nolo proprio di fronte alla mostra e trovarsi in luoghi magici come quello di Onestini…

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi

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