Notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

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Diversi titoli di giornale dimostrano che il problema movida va avanti già da anni e non si è mai fatto abbastanza per controllarla.

Continua da Notti Bianche, aspettando il morto (prima parte).

Perché voi non c’eravate, tante cose non le sapete e non ve le raccontano. Nel 1970 proibirono la processione della Stella Maris nel tratto chiesa, terza traversa, spiaggia, pare per disturbo all’ordine pubblico. Certo, la statua della Madonna su una barchetta, che ogni ultima Domenica di Luglio andava a benedire il mare dal 1954, era un grave problema di movida molesta, troppa gentaglia a cantare inni e preghiere moleste. Meglio i ragazzi alcolizzati che adesso bestemmiano tutta notte.

Il turismo è cambiato e bisogna essere up to date e proprio per non dare disturbo a questi nuovi angeli della notte che vanno a letto all’alba alcuni albergatori, così mi ha detto un parroco anni fa, gli avevano chiesto di sospendere le campane della prima messa. Vuoi rompere i coglioni con ste campane di giorno quando tutta notte sti bravi ragazzi hanno dato il meglio di loro per lo sviluppo del turismo fashion, glamour, vip di Milano Marittima? Frate insensibile!

Dal sacro al profano, era alla terza traversa il primo Woodpecker (qui trovate la storia), esiliato nel 1968 in campagna perché avrebbe dato fastidio. Certo, un locale di classe, tranquillo, da fastidio e va punito. Come ci ha detto anche Peppino Manzi del mitico Cluny, che conserva ancora fior di verbali dei vigili pronti a scrivere se dopo la mezzanotte il locale non cessava di rompere i coglioni col suo insopportabile pianoforte. Per fortuna oggi le orecchie della gente sono più tutelate e si inizia proprio dopo mezzanotte col bordello e milioni di decibel nella stessa zona degli abbeveratoi.

A guardare la rassegna stampa degli ultimi anni di vede bene una escalation di atti violenti ai quali non si vuole dare uno stop definitivo. Nonostante fatti anche eclatanti per chi è stato coinvolto suo malgrado.

Il Corriere del 27 Maggio 2019 fece un titolone “Distrutta la vetrina di Julian, è movida selvaggia”.

notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

Ormai titoli come quello del Carlino del 30 Maggio 2018 “Maxi rissa in viale Milano 3 arresti” sono un must, a partire dal fatto evidente che già a inizio stagione si ripresenta puntualmente il cancro. Già da Pasqua e dai primi ponti.

L’estate 2017 fu particolarmente pesante, già il 4 Aprile leggevamo di carabinieri in servizio aggrediti in un noto ristorante. Il Corriere 4.7.2017 titolava sulla “Ondata di violenza che sta caratterizzando i fine settimana”.

Carlino del 2 Luglio 2017 “Maxi rissa in viale Romagna, 7 in manette, Cabrini dice mi hanno dato un pugno in faccia”.

Carlino del 27 Maggio 2017 “Botte da orbi in strada 2 feriti in ospedale”.

Cervia notizie del 26 maggio 2017 “Rissa furibonda agli Street bar di Milano Marittima con fuggi fuggi generale”.

Carlino del 27 Giugno 2017 “Botte da orbi non si sono neanche accorti dell’arrivo dei carabinieri”.

Carlino del 1 Agosto 2017 ancora “Botte da orbi”.

Corriere del 22 Aprile 2017 “Basta scene raccapriccianti e pipi in strada”.

Corriere del 2 Luglio 2017 “Due carabinieri feriti”.

Intervenne anche il sindaco sul Carlino del 4 Luglio 2017 “Episodi rari, Milano Marittima località per tutti”.

Certo, si vede, oggi come nel 2020, nel 2019, nel 2018, nel 2017 ecc. Una storia che nasce da lontano quando invece di dare un alt agli eccessi, non un alt al divertimento normale sia chiaro ai finti tonti, si è sempre cercata la tutela della movida più che di tutta la restante Milano Marittima a partire dai residenti. Prova ne sono vecchi articoli ormai dimenticati, dopo certi brutti fatti come tirare monetine o cubetti di ghiaccio ai carabinieri arrivati a far abbassare semplicemente i decibel.

notti bianche, aspettando il morto (seconda parte)

Basti dire che io stesso anno scorso a mezzogiorno circa, del 25 Agosto, sono stato aggredito verbalmente e inseguito per essere aggredito anche “manualmente” da 3 persone cinquantenni perché, siccome camminavano in riga in mezzo alla strada, mi ero permesso di segnalarmi alle loro spalle sfiorando, non suonando, il gracile campanellino della mia bicicletta. Per fortuna stavano passando pure 2 auto dei carabinieri, altrimenti l’ospedale era assicurato.

In questa gente ormai da vent’anni è insito il senso di totale auto referenzialità, ovvero di poter fare il comodo proprio a Milano Marittima giorno e notte, con le altre persone, nei locali, per strada ecc.

Sul Carlino di ieri, 25 Maggio 2021, leggo che per qualcuno le risse di Milano Marittima sarebbero un problema nato dalla contingenza ma, sappiamo tutti, che queste cose succedono ormai da due decenni.

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi