Le suore Orsoline di Milano Marittima

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Con la scomparsa delle suore Orsoline quale sarà la fine delle strutture come la villa Liberty appartenuta ad uno dei fondatori di Milano Marittima?

Ci sono ancora suore Orsoline a Milano Marittima? Quante sono rimaste? Hanno venduto? Cosa ne sarà del loro istituto? Sono le principali domande che si ripropongono da ormai 3 anni assieme ad una ridda di presunte verità da bar sul fatto che la proprietà sia già cambiata, e si fanno nomi di noti albergatori limitrofi, di grandi società e addirittura dell’Università di Bologna. Di certo sappiamo che è un boccone ghiottissimo, data anche la vasta spiaggia privata di pertinenza. Ed in centro a Milano Marittima, anzi in pieno centro, come adesso si sono inventati.

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La mia idea è che ci faranno l’ennesima speculazione immobiliare selvaggia. Altrettanto certo è che è un altro pezzo della Milano Marittima storica pronto a sparire. Come la colonia Montecatini, dove ho giocato a pallavolo, come la colonia dei Camilliani, dove ho fatto la seconda elementare.

Dalle Orsoline di Verona ho fatto l’asilo e la prima elementare. Le mie suore, di Verona come la mia famiglia, una delle più vecchie della città scaligera. Quando sentivo parlare le suore, ricordo ancora il loro accento pari pari a quello di mia nonna. Ho ancora in bocca il sapore delle loro polpette, dei loro brodetti, delle loro caramelline di zucchero colorato.

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Villa Galli

La proibizione di giocare nel lato della villa antica in stile Liberty che si era fatto nel 1914 uno dei fondatori di Milano Marittima, il Galli, poi ceduta già nel 1926 alle suore Orsoline perché c’erano i pesanti contrasti fra i milanesi ed i cervesi, un capitolo vergognoso che ovviamente oggi non vi racconta nessuno.

La chiesa fatta dalle nostre suorine fu la prima chiesa di Milano Marittima finché Mussolini non regalò ai suoi cari amici frati francescani un lotto di terra, di poco oltre 19 mila metri quadrati, per farci la chiesa di Santa Maria della Vittoria.

La chiesetta delle Orsoline

Le suore Orsoline le volevano tutti ma nessuno voleva cedere la competenza parrocchiale. Cervia voleva tenersele strette imponendo il confine della neonata parrocchiale di Milano Marittima alla attuale Rotonda Primo Maggio verso nord. Il vescovo, assolutamente sfinito per le liti, decise il confine parrocchiale di Milano Marittima, che è tuttora valido, alla attuale Rotonda Don Minzoni. E così, ecco le suorine frequentare la Stella Maris, nonostante i frequenti attriti coi francescani, dei quali ho buona memoria anch’io…

Allora eravamo tutti bimbi di Milano Marittima davvero, non era moda portare i bimbi dalle suore di Milano Marittima come portarceli a catechismo e alle elementari. Altra verità che non si può dire altrimenti apriti cielo!

Gli ultimi anni sono stati poco felici per i non pochi attriti dovuti ad alcune sorelle dal caratterino tutt’altro che evangelico. Per fortuna resta ancora custode della vecchia guardia e della vecchia gentilezza Suor Lauretta, che macina anche in inverno tanti chilometri in bicicletta per andare a trovare gli anziani rimasti soli. Quanto ai prezzi, pare non fossero così esosi se il nido costava sui 350 mensili per tenere i bimbi dalle 7 del mattino alle 6 di sera, spiaggia compresa. Addirittura la materna costava quasi la metà della cifra suddetta.

Quanta nostalgia ho guardando le mie foto in quel giardino fra 1978 e 1981. Vederlo senza vita alcuna, senza più neanche le sante messe nell’altare esterno, mi lascia sempre turbato. So che a tanti non interessa nulla, come non interessa nulla in realtà di Milano Marittima, a meno che non sia il nome da sfoggiare con tutti gli annessi e connessi di pseudo stronzate vip, glamour, fashion, exclusive ecc…

Vederci a breve nuovo cemento con nuovi appartamenti e negozi, perché questa sarà sicuramente la sua fine, è triste. Perché era un punto di riferimento importante per la vita cittadina, quando Milano Marittima era ancora una cittadina non un casinificio.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi