Partì come un gioco e dissi: facciamo un cerchio, facciamo affiorare l`acqua e ci mettiamo i coccodrilli”.

Così l`architetto Filippo Monti, scomparso il 15 Dicembre 2015, ha raccontato quella che era l’idea che diede vita al Woodpecker di Milano Marittima.

Woodpecker Milano Marittima

La famiglia De Maria, residente estiva a Milano Marittima dal 1937, sensibile al nuovo corso di ripresa turistica del dopoguerra e stimolata dal figlio Aurelio (Gherardo all’anagrafe), ventiduenne universitario, decide di creare un locale notturno in grado di competere con i più importanti della riviera.

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Nel 1952 nasce così alla Terza Traversa il Woodpecker Night Club significativa bandiera di Milano Marittima, sotto la conduzione De Maria non tradisce le aspettative. Partì subito come luogo d’élite: c’era gente che veniva da tutta Italia e i prezzi erano i più alti della riviera. Il locale faceva concorrenza al Savioli di Riccione e rimase a lungo più importante del Pineta. I suoi punti di forza erano il personale altamente qualificato, l’ambiente intimo ed esclusivo, le orchestre di prestigio e la clientela di estrema eleganza e signorilità. Il terrazzo superiore ebbe per un certo periodo un locale di nome Pepper, aperto di pomeriggio per i ragazzi più giovani che ospitò gruppi famosi dell’epoca come l’Equipe84.

Woodpecker Milano Marittima
Foto aerea del Woodpecker quando era in attività
Woodpecker Milano Marittima
Foto panoramica e Woodpecker quando era in attività

In quegli anni Milano Marittima era in crescita, gli alberghi e le case attorno al Woodpecker risentivano del rumore e del traffico generato dal locale che decide così di trasferirsi. In accordo con il Comune di Cervia, De Maria ottiene la concessione per la costruzione del nuovo Woodpecker nell’immediato entroterra di Milano Marittima.

Woodpecker milano marittima 1984
Il Woodpecker nel 1984

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“Stavo tornando da Ravenna e nei pressi di Milano Marittima feci caso ad alcuni laghetti, dissi fra me e me, che il nuovo Woodpecker sarebbe stato sull’acqua. Silvano Collina mi passò il contatto dell’architetto faentino Filippo Monti che creò un modellino basato sulle mie idee rivoluzionarie” .

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“Ricordo che andai a Faenza a casa di Monti e mi fece vedere una vaschetta circolare con dentro della carta tagliata a forma di stella e intorno della stagnola, poi su un lato posò un colino capovolto, e mi disse: Questo, Aurelio, è il tuo Woodpecker… Io accettai con grande entusiasmo”.

Woodpecker Milano Marittima

Così nel 1966 fu affidato ai Fabbri Ferrai di Forlì l’incarico di innalzare la cupola in vetroresina, inoltre, diversi bulldozer crearono un cratere contornato da una duna perimetrale: questo perché nell’idea dell’Architetto, dovevano conciliarsi la terra, ovvero il fondo del cratere, con il cielo, cioè la cima della duna. La nuova sede aprì al pubblico nel Giugno del 1968 e quest’opera di grande valore architettonico fu subito molto apprezzata dalla clientela, per l’eleganza, modernità e atmosfera.

Woodpecker Milano Marittima
L’orchestra Tonino D’Ischia di Torre Annunziata in una foto all’interno del Woodpecker

Il servizio bar era gestito da Peppino Manzi e l’inaugurazione fu affidata all’orchestra di Franco Campanino (di Napoli) e all’orchestra di Tonino D’Ischia (di Torre Annunziata, Napoli). L’orchestra “I Campanino” proveniente dal locale “La Mela” in Via dei Mille a Napoli era formata da: Franco Campanino cantante chitarrista, Antonio Sinagra cantante pianista, Gianni Averardi batterista e il Bassista Antonio Scaringi. L’orchestra Tonino d’Ischia di Torre Annunziata, solitamente attiva tra Capri e la Costiera Sorrentino Amalfitana, era formata da: Tonino d’Ischia alias Antonio Di Nola cantante, Alfonso Di Donna bassista, Ignazio Laiola chitarrista e Giuseppe Ausiello di San Bartolomeo detto “Il conte della batteria” che era cantante e batterista (il soprannome glielo diede Romano Mussolini una sera che suonarono insieme a Positano, unendo il titolo di famiglia alla maestria).

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Nel corso degli anni sono state molte le leggende sulla chiusura del Woodpecker, c’è chi disse che chiuse per colpa della posizione, chi per l’umidità, quella più gettonata è per colpa delle zanzare, che come tiene a precisare il proprietario “Non eravamo distanti dalle Aie ma nessuno li si è mai lamentato delle zanzare, perché non erano una piaga come dicono”.

Woodpecker Milano Marittima
Aurelio De Maria e sua moglie Giancarla

Dopo 40 anni esatti, nei quali ha rifiutato interviste a diverse testate come Il Resto del Carlino, il Dott. Aurelio De Maria sceglie il nostro blog per spiegare la realtà dietro alla chiusura del suo dancing.

In una notte di metà anni ’70, il Woodpecker prese fuoco, un cortocircuito scaturito dai bagni devastò la struttura salvando soltanto la cupola. Una proposta di ripristino con modifiche al progetto fu respinta poiché non ritenuta conforme al piano regolatore, determinando quindi la remissione della concessione dal Comune ed inevitabilmente l’abbandono al degrado della struttura. Rimane ormai la storia di un grande locale ed il suo mito: il Woodpecker Night Club di Milano Marittima.

Oggi sembra che in questo piccolo cratere il tempo si sia fermato, ancora ben conservata è la pavimentazione e la famosa cupola, la quale è stata presa di mira dall’artista di fama mondiale Blu, inserito dal “The Guardian” tra i 10 migliori writer al mondo, che ne ha dipinto l’interno con un girotondo surreale di esseri viventi a metà tra macchine e animali.

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Woodpecker Milano Marittima
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12 pensieri su “Woodpecker Milano Marittima

  • gennaio 16, 2016 alle 7:17 pm
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    speriamo che venga restaurato e riportato a discoteca come una volta è una parte di storia non perdiamola forzaaaaaaaaa

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  • gennaio 17, 2016 alle 11:07 am
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    Condivido, speriamo che lo riportino alla sua vera identità, è un pezzo di storia e sarebbe un peccato

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  • gennaio 17, 2016 alle 5:48 pm
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    Vorrei sapere quando uscirà il bando e dove posso avere il cartaceo x iscriversi

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    • marzo 25, 2016 alle 2:19 pm
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      La cupola venne costruita a spicchi, in vetroresina con intelaiatura in alluminio. Le misure e l’esecuzione furono così esatte, che il montaggio in loco risultò perfetto senza alcuna differenza . Ero dipendente della Soc. Fabbri Fer. Forlì

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  • febbraio 14, 2016 alle 2:49 pm
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    Non conoscevo la storia del Woodpecker ma il posto mi ha sempre affascinato tant è vero che ci andavo a fare le foto d estate ormai tanti anni fa…nel 1988. Mi piacerebbe molto che tornasse quel bel dancing che era!

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  • settembre 3, 2016 alle 5:39 pm
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    Ho lavorato come organista forse in estate 1970 con un’ orchestra ” I SAMURAI ” bellissimo locale peccato sia finito cosi .La mia giovinezza passata anche .

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  • settembre 11, 2016 alle 3:07 pm
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    Ci andai diverse volte, le zanzare erano davvero un grosso problema .

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  • febbraio 4, 2017 alle 6:28 pm
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    Qualcuno sa con esattezza l’anno di chiusura ? grazie

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    • febbraio 4, 2017 alle 10:13 pm
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      No, purtroppo lo stesso proprietario quando lo abbiamo intervistato non ci disse l’anno esatto ma solo che avvenne a metà anni ’70.

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  • febbraio 26, 2017 alle 7:33 pm
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    Cosa c’è ora al posto del primo Woodpecker, nella terza traversa? Non sono mai riuscito a localizzare il luogo in cui si trovava.

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    • febbraio 26, 2017 alle 8:42 pm
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      C’è il condominio con il medesimo nome, il quale ha sotto una salagiochi all’incrocio di Viale 2 Giugno e la III Travesa. Saluti

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