Il Libro di FerroUna mattina di alcuni fa, mentre controllavo la posta elettronica dal computer, trovai una mail di una persona di Ravenna che mi informava di avermi contattato perché sapeva delle mie ricerche e di essere in possesso di un libro che mi sarebbe interessato molto. Nella foto allegata lo si intravedeva e mi balzò subito agli occhi una scritta in tedesco accompagnata da un inconfondibile “Cervia”. Non avevo la benché minima idea di cosa potesse essere e dopo un breve scambio di mail capii che anche questa persona ne sapeva quanto me, l’unica informazione in più che aveva era la sua provenienza: il Cimitero Militare Tedesco al confine tra Milano Marittima e Lido di Savio. Contattai immediatamente Walter Cortesi, amico e collaboratore di ricerche, e organizzai un incontro nei giorni seguenti. Era una donna, distinta, spiegò che suo padre era una marmista con bottega a Cervia che aveva avuto il compito dal Comune di smantellare il cimitero tedesco quando tutte le salme furono traslate alla Futa. Dopo la morte di suo padre, fra le tante cose lasciate, vi era una strana cassetta di legno del peso di svariati chilogrammi, la stessa che ora avevamo difronte a noi coperta da un panno. Lo tolse delicatamente e quello che c’era sotto pareva il forziere di un tesoro tanto era blindato e rifinito. Nella parte superiore inciso nel legno vi era scritto “Ehrenbuch der Gefallenen” ovvero “Libro d’Onore dei Caduti”.

Il Libro di Ferro

Di primo acchito rimanemmo immobili con gli occhi sgranati a fissare quel vecchio cimelio di oltre settant’anni che pareva costruito ieri tanto era perfetto. La donna, con un rapido gesto delle mani fece scattare due clip e l’oggetto a forma di scatola con vari snodi si stese sul tavolo svelandone l’interno. Dentro alla cassetta, che così aperta fungeva da cornice, si trovava un libro, un libro fatto interamente di ferro. Ci disse di aprirlo perché il bello doveva ancora arrivare, e così girando delicatamente la prima pagina se ne avvertiva il peso e la si poteva veder ruotare su di una costa cilindrica composta da tanti anelli uniti tra loro con grande precisione.

Il Libro di Ferro

Sfogliando le 11 pagine che componevano questo strano libro del peso di ben 25kg ci siamo resi conto che avevamo davanti una lista di soldati tedeschi, per l’esattezza 1077, che erano i caduti presenti nel cimitero tedesco, o almeno una parte di questi. Le pagine erano composte da lamiera levigata di bossoli di cannone stesi e tagliati, i nomi dei militari erano incisi sul metallo e sistemati in colonne ed elencati per grado, cognome, nome e data di morte.

Il Libro di Ferro

Abbiamo così scoperto che vi furono seppelliti anche sei italiani: Bonelli Albino, Calori Francesco, Campoli Italo, Paoletti Amerigo, Milanesi Carlo e Cebeni Umberto. Con una microcamera inserita attraverso ad un foro abbiamo individuato degli ingranaggi dentro al cilindro sul quale ruotano le pagine. Non avevo mai visto niente di simile, di libri d’onore dei caduti ne è pieno il mondo, ma sono tutti di carta, potete cercare quanto volete e sempre di carta li troverete. Per quale motivo per Cervia era stato costruito di ferro? Perché tutto questo impegno nel realizzare un oggetto così complesso per un cimitero che alla fine non era certo più importante di altri? Chi aveva costruito questa opera di grande manualità e ingegneria e chi erano quei sei italiani in mezzo ai tedeschi? Come se non bastasse, nelle ricerche che sviluppammo nei mesi seguenti a quell’incontro, attraverso dei contatti estesi fino alla Germania entrammo in possesso di alcune lettere che parlavano di questo libro. Una di queste fu scritta in italiano da un tedesco che durante la Seconda Guerra Mondiale si trovava nella nostra zona, ed era indirizzata al Sindaco di Cervia per informarlo che nel cimitero tedesco si trovava un Libro di Ferro con i nomi dei caduti.

Il Libro di Ferro

La lettera faceva riferimento ad una sorta di mappa che si sarebbe dovuta trovare dentro ad una cassetta situata in un muretto con sopra una croce. Questa mappa avrebbe poi indicato l’esatta ubicazione del libro, che noi tramite la donna, sappiamo che si trovava incastonato dentro al basamento della stele alta quattro o cinque metri situata al centro del cimitero. Suo padre si ritrovò il libro tra le mani mentre a colpi di martello cercava di demolirla; convinto di aver trovato qualcosa di prezioso si tenne nascosto il libro per tutta la vita, senza proferire parola con nessuno.

Thomas Venturi

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