Aldo Spallicci

Aldo Spallicci detto Spaldo, almeno in due occasioni prese posizioni assolutamente sbagliate: quando firmò per l’interventismo bellico e quando intraprese la crociata anti Milano Marittima. Infatti, sul periodico La Pie’ del Giugno 1962 attaccava con toni quantomeno violenti Milano Marittima sotto tutti i punti di vista. Leggere queste parole, specialmente per chi, come me, è nato nella cittadina e la vive 365 giorni all’anno da 45 anni, e ne è geloso cultore e custode di memoria, mette un certo disagio, misto a dispiacere, dato che chi scrive è altresì un continuatore delle istanze romagnoliste care al politico, non fosse che appartiene anche ad una famiglia che è nella storia di Romagna dal nono secolo… Quando Spallicci scrive che il toponimo andrebbe cambiato in Cervia Pineta, perché Milano Marittima è di quelle denominazioni da colonia che pongono la Romagna parimenti ad una terra di conquista come una terra africana, ed è questione di dignità, vorrei eccepire che avendo questo nome la società fondatrice non è ravvisabile nessun intento di prepotente insediamento, ma solo logica consequenziale. Per essere coerente, perché Spallicci allora non chiese di cambiare il nome di Massa Lombarda, che prima dell’arrivo dei Lombardi si chiamava Massa San Paolo tornando così al nome originario e veracemente romagnolo? La dignità del luogo era ben presente ai milanesi anzi forse più a loro che ai cervesi, e basta leggere ciò che scrisse in primis il Palanti, parole di grande poesia di grande rispetto di grandissimo amore. Spallicci ignorava dunque tutto ciò? Basterà ricordarci del fondatore Felice Bianchi (la cui nipote è mia cara amica come conosco la nipote del Palanti) che addirittura volle essere sepolto qui, a Cervia, nel cimitero fra i pini, dove nessuno lo ricorda mai, e questo prova a dire che è indegno, caro Spallicci… Quando scrive che non è un nome che può fare la fortuna di un paese ha in parte ragione, Spaldo, anche se da almeno due decenni è esattamente il contrario, Milano Marittima è diventata un brand, un mito, tutti credono che abitare qui fa Signore, o vip, e avere qui un attività procura guadagno più che altrove.

aldo spallicci contro milano marittima

Sono due decenni che Milano Marittima campa solo esclusivamente sul suo nome… Bruttissima la filippica contro i romagnoli che col boom economico hanno iniziato la fortuna turistica del posto. Una parentesi :oggi i cervesi debitamente supportati da compiacenti giornalisti scrittori e media si arrogano questo merito, cosa falsissima poiché il merito va a gente venuta a Milano Marittima dalla campagna, e al 90% dalla campagna e dalla montagna forlivese e cesenate! Anche qui sembra assurdo che Spallicci che aveva stessa origine, non lo sapesse, e scrivesse assai poco generosamente che non basta abbandonare un azienda rurale per improvvisarsi albergatori! Invece l’esperienza ha dato ragione e meriti a queste persone cui tanto deve la nostra economia e la nostra Romagna, anche a livello di immagine! Fa ridere che invece nel 1974 sulla villetta che fu di Spaldo gli Amici dellArte di Cervia apponessero una lapide con scritto che in quella sua casa per quasi sei lustri egli aveva celebrato in liriche armoniose le tradizioni ed i costumi, le bellezze e l’anima della Romagna. Nel caso di Milano Marittima tutto il contrario purtroppo. Poi l’attacco all’uso assai diffuso della lingua tedesca, come un’altra offesa per compiacere i turisti pseudo tedeschi, noi la terra di Dante. Spallicci forse ignorava invece l’amore grandissimo dei tedeschi per Dante, la cui Commedia fu tradotta addirittura dal re di Sassonia che altri non era che il nonno della regina Margherita! A Milano Marittima sono stati i tedeschi i turisti maggioritari, quasi esclusivi, fino ai primi anni ’90 fedelissimi anche dopo la mucillaggine. Sono stati i marchi tedeschi a fare la fortuna economica di buona parte di Milano Marittima, ricordiamocelo bene tutti!

aldo spallicci contro milano marittima

Brutto questo razzismo di Spallicci che dimenticò di essere lui per primo poco romagnolo puro sangue, essendo di razza marchigiana, nobile di Filottrano, con tutto quello che i romagnoli hanno sempre detto proprio dei marchigiani, e dimenticò che lo studio della lingua tedesca è stato fondamentale per la cultura romagnola, come il linguista Friedrich Schurr o un grande etnografo poco citato quale fu Paul Scheuermeier che fra 1923 e 1931 pubblicò La Romagna dei contadini sul nostro dialetto (nel 2013 il comune di Santarcangelo col figlio Robert hanno fatto un bellissimo libro fotografico). A Spallicci non andavano bene neanche le traverse, con questa denominazione a suo dire troppo americana e anonima, invece di intestarle a nomi della storia di Romagna… Personalmente ho sempre scritto che molte strade andavano già allora intestate invece ai fondatori milanesi e per, in altro suo controsenso, fu Spallicci stesso nel 1948 ad intestare un viale importante al più noto di essi, cioè Viale dei Pini Giuseppe Palanti Preso da iconoclastia forse senile, un ultima bordata a Cervia stessa, quando sfotte la tradizione tuttora in auge in ogni dove dell’origine del toponimo Cervia da una cerva. Lui propone un altra genesi, e francamente è davvero più plausibile. Forse il fastidio nasceva dal fatto che la placida cervetta romagnola si fosse inginocchiata davanti ad un altro antico intruso lombardo? Ovvero il pio vescovo di Lodi? Forse… Spallicci è stato indubbiamente un grande personaggio, ma era in primis un essere umano, e come tutti noi qualche sbaglio lo ha fatto anche lui, e su Milano Marittima sbagliò.

Il Conte

Aldo Spallicci contro Milano Marittima
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Un pensiero su “Aldo Spallicci contro Milano Marittima

  • Aprile 3, 2019 alle 12:11 pm
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    Sono d’accordo con te su Spallicci e sui tedeschi. Non bisogna avere la memoria corta.

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