Milano Marittima, centro innaturale
La Rotonda Primo Maggio negli anni ’50

Già è assurdo che a parlare sempre, o a farsi portavoce di Milano Marittima, siano persone non di Milano Marittima, cioè che non ci hanno mai abitato né hanno contribuito alla sua vita economica. Poi è ancor più irritante che queste stesse persone ne parlano e ne scrivono senza neanche avere contezza storica di questo posto, addirittura le loro stupidaggini o invenzioni contribuiscono solo a dare un immagine sbagliata della località. E ciò è ancora più grave, se pensiamo quale facilità essi hanno nell’usare i media. La loro assurda vision ormai non solo si è sedimentata ed è dura da smantellare, ma essa ha contribuito molto al degrado di vari aspetti della città giardino, dalla qualità della vita, all’offerta commerciale, al paesaggio.

Come ho scritto in “Sogni infrantila vision di Palanti e fondatori, che voleva per Milano Marittima una città giardino diffusa, cioè armonicamente articolata in tutte le sue parti. Loro hanno invece puntato sulla loro di vision, ovvero la loro mentalità contadina che doveva necessariamente ritrovare e riproporre a Milano Marittima la realtà paesana di campagna di origine, a partire da ciò che nei paesi è il fulcro, la piazza. Ed ecco perché tuttora la Rotonda Primo Maggio è chiamata la piazza di Milano Marittima! Ma se proprio volete trovate un riferimento commerciale specifico nella Milano Marittima ideata da Palanti, guardate il suo piano regolatore, troverete una Piazza del Commercio. Peccato che sia molto lontano dalla Rotonda e spostata sulle traverse.

In tanti miei articoli come “Onore al merito?” ho tenuto ad omaggiare e ricordare tutte quelle persone che hanno fatto Milano Marittima venendo non certo da Cervia come qualcuno oggi favoleggia, ma proprio dalle campagne, per di più della provincia di Forlì-Cesena. Gente sagace, grandi lavoratori, che hanno fatto grandi sacrifici ed il boom economico. Ma tutto ha un risvolto, e certa mentalità alla fine ha fatto anche qualche danno.

Sul corriere del 20 Novembre 2019, riguardo agli addobbi natalizi alla Primo maggio, si leggeva ancora una volta della “fontana dei pionieri dove proprio Palanti aveva creato le basi della grande bellezza di Milano Marittima”. Questo è un grande concentrato di boiate. Intanto, la Rotonda data 1929, cioè ben 17 anni dalla fondazione. Poi non è di Palanti fondatore ma di Giancarlo Palanti, ed il bellissimo progetto originario ho potuto pubblicarlo qui per voi in esclusiva direttamente dall’archivio privato della nipote, mia amica.

milano marittima è rotonda
Il disegno originale custodito dalla nipote di Giuseppe Palanti mostratoci in esclusiva

Palanti non voleva assolutamente che la Rotonda Beltramelli fosse centro di niente. E se un centro di fondazione ci fu, fu la rotonda Don Minzoni, non certo la Beltramelli. E sarebbe ora che tutto ciò a certa gente entrasse nel cervello. Il risultato più evidente di tutta questa manfrina fissata col centro ed il resto non conta, é la progressiva chiusura di tutti i negozi che in centro non sono, a partire da quelli alle traverse, tutti quei negozi di varia tipologia che fino alla Ventesima Traversa avevano avuto una florida vita commerciale e pari dignità e che ad un certo punto si sono visti snobbare. I gestori hanno perso clientela, i proprietari hanno subito un notevole deprezzamento, perché si faceva il lavaggio del cervello alla gente che i negozi degni erano e sono solo in centro.

Oggi tutti a lamentarsi se gli unici ad essere subentrati sono pakistani e soci! Così tre quarti di Milano Marittima, compresa la zona a nord del Gramsci, è commercialmente morta o in coma da anni. La mazzata finale a chi resisteva, il trenino che fa saltare tutte le traverse e sbarca la gente in centro, così anche chi sperava in un residuo di passeggio serale è stato fregato in nome di un servizio del quale, chissà come mai, nessun turista aveva mai sentito esigenza per oltre mezzo secolo, anzi, contenti di godersi salutari passeggiate.

Quando sento parlare del centro commerciale naturale di Milano Marittima, dico che non esiste un centro in una città giardino, tanto meno Milano Marittima è nata commerciale come fosse un ipermercato, e non è manco naturale, perché di sua natura ed origine Milano Marittima era altro. Era altro e molto meglio.

Il Conte

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