Attività scomparse a Milano Marittima

hotel casa major

Sarebbe oggi quasi impossibile ripercorrere a ritroso, le vicende delle tantissime attività commerciali, di vario tipo, avvicendatesi a Milano Marittima, specie dopo il “boom” degli anni 60. Molte attività erano aperte tutto l’anno e servivano in primis i residenti, oggi non è più così, ma a quei tempi vi si poteva trovare di tutto, dai generi alimentari all’oggettistica per la casa. Oggi ce ne siamo praticamente dimenticati ma avevamo, macellai, lattai, fruttivendoli, elettricisti, fiorai…i fiorai!!! Da quando ha chiuso “Eliana fiori”, non ne esiste più uno, ma è mai possibile? nella “Città Giardino” per eccellenza se vogliamo regalare un mazzo di fiori, dobbiamo andare al cimitero di Cervia. Comunque il primo fioraio a Milano Marittima fu Piccinini di Ravenna.

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Negli anni passati tanta gente con la propria attività, grande o piccola, ha fatto vivere la nostra località, inverno compreso. Qualcuno favoleggia di una stagione turistica che partiva a Maggio e finiva a Settembre, ma essa invece partiva già a fine Marzo per concludersi in Ottobre inoltrato. E’ vero però che le attività commerciali, anche in Estate, a mezzanotte dovevano abbassare le serrande (bar e ristoranti compresi) e nei giorni festivi come il 25 Aprile, 1 Maggio e Ferragosto c’era l’obbligo di chiusura, obbligo che valeva anche per la Domenica nel periodo invernale.

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Una volta era tutto più semplice, basta pensare alla boutique Susette e Lara (aperta nel 1966 e ancora in attività) che offriva la cocomerata di Ferragosto fuori dal negozio. Fino alla fine degli anni 80 anche i negozi più quotati si distribuivano su tutta Milano Marittima senza problemi di “location”. Ed anche la clientela non aveva problemi a raggiungerli, ovunque fossero.

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Chi ha frequentato la spiaggia di Milano Marittima ricorderà che, per decenni, ci fu una coppia di venditori ambulanti di canditi che offriva ai bagnanti svariate leccornie. Si trattava dei coniugi Forlesi Nello (sempre con la penna sul cappello) e Burioli Pia. Venendo al punto, questo spazio vuole essere una carrellata di negozi storici, spariti, ma che per decenni hanno fatto la storia commerciale di Milano Marittima ed hanno contribuito a farla crescere. Ovviamente per chi è del posto sono nomi indimenticabili, spesso come la gente che li ha gestiti.

A Cervia la prima a vendere in spiaggia bomboloni e piadina fritta fu Corradina Girelli e i primi che a Milano Marittima offrirono la possibilità ai bagnanti di mangiare in acqua serviti da intraprendenti camerieri vestiti di tutto punto, furono gli albergatori Silvano Collina e Rudy Neuman, tedesco di Monaco di Baviera, che fu anche il primo a compiere la traversata Cervia-Pola con gli sci d’acqua, prima dell’australiano Luther.

Attività scomparse a Milano Marittima

Pranzo in mare organizzato da Silvano Collina dell’Hotel Bellevue

Quando Milano Marittima aveva la sua Coop, dov’è ora il Cognac Bisquit, la Coop di Cervia in Viale Roma non esisteva ancora ed era invece un piccolo negozio vicino a Lelli delle biciclette e scooter. La prima lattaia fu Pierina Brasina, che aveva il negozio presso la Rotonda Primo Maggio. Mentre la prima venditrice di piadina fritta fu Corradina Girelli moglie di Angelo Modanesi omonimo nonno del postino che oggi gestisce il Kayak Club sul Canalino. Le macellerie storiche aperte tutto l’anno erano Guerrino Mazzoni (1961), Nevio Flamini, Roli in Viale Forlì e Oliviero Neri con la moglie Gianna Zanardi, il cognato Silvano Zanardi, Luciano Battistini detto Cugat e il garzone Cerotti. Un altro macellaio fu “Bagiarìn” Barbieri appartenente alla famiglia che ha poi aperto l’agenzia. Sempre nel settore alimentari, e salumerie, indimenticabile il negozio di Bertasi. Gilberto Guidazzi era col negozio in Viale Ravenna, poi aprì la tabaccheria affianco al Bar Verdi oggi scomparsa. Ricordiamo inoltre l’alimentari Ruffilli & Bellettini.

Il settore abbigliamento da sempre fa da padrone a Milano Marittima e le tipologie dei negozi erano tante. Negozi che offrivano firme di abbigliamento classico erano la Boutique Rossana, Boutique Bianca, Boutique Giusy, Charly, Beautiful Shop Bubani, Lamarr Mode, Silvana Lelli, Anna Mode, Pelletteria Vega, Pelletterie Cardinali. Per le firme più modaiole c’era Il Papavero, I Diavoli, Vladim, Sir Anthony, La Boutique Maria, Shand, Shadow. La moda decisamente estrosa, originale ma sempre molto elegante era presso la boutique Carmen Pantani e presso la boutique La Tartana, la prima ad aver proposto la moda mare di Positano su tutta la costa romagnola, Rimini e Riccione comprese. L’abbigliamento giovanile era da Ginger, Big Ben, Lo Stracciaio, La Mela. Quello per gli un pò meno giovani, si trovava presso Evelina, Leda Rusticali e Joria, Bottegaccia, quest’ultima era una sorta di outlet della Rossana. Altri negozio storici erano il Bottegone della Pelliccia, Laurana con originalissime realizzazioni perlopiù d’accessori e lo storico biciclettaioNello. Come non ricordare poi Bruna Sport e il Venturi Sport (comprendeva due differenti negozi), quest’ultimo aveva attrezzature per tennis, golf, sci, ping pong, per la pesca subacquea e vestiti sportivi in generale, ed era rivenditore ufficiale Lacoste. Venturi Sport e La Tartana furono i primi ad avere due negozi in due parti diverse di Milano Marittima. Per chiudere il settore abbigliamento è doveroso ricordare i negozi di calzature come Fioravanti e Tisselli, Rossi, Jean Claude, Santarelli, Poker, Giolo Foschi, Righi, Rossi, Bentivogli, La Simonetta. Non mancavano i negozi di tessuti e affini come il negozio delle signore Maldini e Rubboli.

Attività scomparse a Milano Marittima

Tanti i negozi di giocattoli, dal vecchissimo Mille Cose delle sorelle Neri, al più moderno e fornito Balocchi. da ricordare quello della famiglia Savini su Viale Matteotti fra la Quarta Traversa e Piazzale Napoli. Poi ricordiamo Tassinari sul Matteotti angolo Dodicesima Traversa, Campeggiani Lucia davanti alla Colonia Varese che era aperto tutto l’anno, Casadei Lina alla Nona Traversa. Erano tanti anche i bazar, con giochi, costumi, merceria, fra essi ricordiamo La Romana. Tra le sale giochi, quella che sicuramente ha fatto storia era la mitica “Las Vegas”, aperta solo d’estate, l’inverno diventava un’ottima pista per pattini a rotelle. Da ricordare anche la salagiochi Tilt che era nell’edificio sopra a Bolle di Sapone.

Tra i primissimi noleggi di biciclette ricordiamo quello dei fratelli Dradi all’Ottava Traversa dapprima ospitati nel giardino di Villa Michelini, continuando con quello sul Viale Matteotti all’angolo Diciottesima Traversa, di Bianchetti, babbo del velista Simone. Sul 2 Giugno, in angolo Quarta Traversa c’era  il noleggio di Giulianini.

Una infinità sono i bar e locali da ballo spariti, innanzitutto Lo Sporting che ospitava i telefoni pubblici (altri erano in Viale Forlì dove oggi c’è un’agenzia viaggi), ed il Cluny di Peppino Manzi. Poi il Bar Cervo, la gelateria Gusto Più, Gelateria La Perla, Gelatiera Mozart, il Queen’s Pub divenuto poi Queen’s Green ma che ebbe scarso successo. Sherlock Holmes Pub dei Venturi, White Corner, La Griglia d’Oro ed il Bar Centrale, aperti anche in inverno e frequentatissimi dai residenti. Eppoi tanti altri come il Giglio, Le Gazelle, il Cristallino, il Viola, il Caffè Martini, il Tritone, il bar Jimmy, il Roxy Bar dal Selvaggio, il Royal, il Tiffany, il Kiss Bar, il Re Sole, il Moulin Rouge, il Playboy di Tiozzi, il Roof Garden sul grattacielo Royal Palace che ai piedi aveva il Gran Bar, La Caffetteria, La Botte, la Taverna Verde dei Cereda, Il Cacciatore, Il Bosco, Da Raffaele, Da Beppe, Ai Due Galli, Al Bucaniere, Da Pino il Pescatore, il Milano, Le Jardin, oppure l’Hotel Lucciola e La Perla Azzurra Dancing. Il primo bar-frulleria di Milano Marittima e Cervia fu attivo dal 1968 al 1972 in Viale Matteotti 104 D e si chiamava “Emy Frullati di Frutta”, era tanto una novità che all’epoca il Comune non sapeva che licenza rilasciare se di bar o negozio di frutta e verdura!

Attività scomparse a Milano Marittima

La prima pizzeria di Milano Marittima era in Viale Bologna dove oggi c’è l’ingresso di un ristorante di pescatori di Fano. Poi aprì un’altra pizzeria sotto al Pineta gestita da tale Duilio (da non confondere con Duilio Zavagli di Viale Roma) che veniva da Modena ma era di origine Meridionale. Poi in successione aprirono il Notte e Dì, la Zi Teresa, la Lanterna da Beppe, Il Topo sotto il grattacielo Marinella, Il Bucaniere in Piazzale Napoli. Per le rosticcerie ricordiamo quella dei Casadei alla Diciassettesima Traversa e quella di Viale Forlì di Gordini. In Rotonda Don Minzoni c’era il ristorante Zini di Bologna (oggi Felix). Anni fa ci fu un’altro locale simile al Kalumet sul Porto Canale. Esattamente dalla parte opposta, si chiamava Il Gabbiano ed era gestito da Paolo Maraldi, cognato di Mino Benzi. Andò distrutto nella spaventosa tempesta dell’8 Giugno 1964 che devastò la costa romagnola.

ristorante al gabbiano

Per i noti ricami fiorentini, ricordiamo Rosati e Firenze Mia. I Rosati sono stati i primi a vendere i ricami fiorentini a Milano Marittima per tre generazioni, a partire da Victor, poi il figlio Ivano, e la moglie e le figlie di quest’ultimo (Cristina e Chiara).

Nel settore casalinghi, audiovisivi, elettricità ed affini, citiamo Massi, Rasini, Tutto per la Casa e Marino Cavallucci.

Dei tanti fotografi, ricordiamo la fotografa del negozio Foto Ioppo che si trovava sopra il Caffè Concerto Bridge, Foto Casali, Foto Galli con due negozi, Santarelli, Foto Ghirardelli in Viale Gramsci davanti alle orsoline, lo studio di Lothar Jager con Foto Weber, e Zangheri. Il primo a vendere rullini fotografici fu il fotografo Fantuzzi, che aveva un chiosco nella Rotonda Primo Maggio.

L’arte era molto presente, come si deve alla città del fondatore Palanti, in primis va assolutamente menzionata la Bottega d’Arte Onestini, con la grande esposizione.

Nel settore parrucchieri e barbieri, la decana in assoluto è la mitica Fernanda (Vasi) col barbiere Celestino. Il primo in assoluto fu Giovanni Ponti, che arrivò da Pisignano con la famiglia nel 1926 ed esercitava a casa in Via Palestrina. Suo figlio il parrucchiere Armando Ponti fu pluripremiato a livello nazionale per la maestria. Altri barbieri furono, Paolo Zanotti con “Paolo Parrucchieri” e prima ancora “Paolo il barbiere”, Pietro Gerra, Nino Medri detto Ricaja, Aldo Argelli, Celestino Scelsa, Oliana alla Quarta Traversa, Rosina alla Nona Traversa, Pina all’angolo Nona Traversa con Viale 2 Giugno, Maria alla Terza Traversa, Giovi in Piazzale Genova, Otello alla Sedicesima Traversa in angolo con Viale Matteotti, Fiorella alla Quinta Traversa in angolo con il Viale Matteotti e “Figaro” il cui vero nome è Roberto Casadio.

I negozi di frutta erano quelli di Ligabue, Rossi Gino originario di S. Zaccaria che aprì nel 1951 in Piazzale Napoli, Lontani Terzo che aprì qualche anno dopo all’Ottava Traversa e Rubboli Tonino che aprì nei primi anni ’60 nella piazzetta interna vicino alla Rotonda 1 Maggio dove ai tempi si trovava Cugat il Macellaio. C’era poi il negozio di frutta di Braghettoni alla Diciannovesima Traversa, prima di avere l’agenzia immobiliare, poi passato alla famiglia Fantini. Il fruttivendolo Manuzzi in Viale Ravenna, Ottaviani Valter in Viale Dante angolo con Via Palestrina, Fantini originario di Canuzzo aveva il negozio davanti alla Colonia Varese. Ortofrutta Cellini in Viale 2 Giugno Ottava Traversa.

Come non ricordare il panettiere Barbetta in Viale Ravenna della stessa famiglia della pasticceria Barbetta di Cervia in Corso Mazzini.

Per le enoteche citiamo Enoteca Medri Dante detto “Pirulino” in Viale Matteotti tra la Nona e Decima Traversa, era conosciuto anche con il nome di “Geiar” per la grande somiglianza col protagonista di “Dallas”.

Per le gioiellerie c’era Vicinanza, Coppola, Guardigli che c’è ancora ed è rimasto con l’ottica Giordani, vanno ricordati Ancarani e Di Donna, che offriva alla clientela gli stupendi coralli di Torre del Greco.

Gli uffici postali di Milano Marittima furono in quattro posti in successione: angolo Viale Gramsci con Viale Cadorna davanti all’Hotel Terminus, fu spostato nell’angolo Viale Gramsci e Viale Milano al posto della gelateria La Perla, poi in Viale 2 Giugno fra la Prima e Seconda Traversa e per finire venne trasferit0 nella sua sede attuale di Viale Ravenna (Condominio Sovera) dove c’era un ristorante.

Ricordiamo in Piazzale Napoli due storiche bancarelle, quella dei libri a metà prezzo di Amadori di Ravenna e le stampe di Montevecchi che è stato attivo dal 1966 al 1997.

Se Viale Dante fu detto da noi residenti “Viale dei Carabinieri” per la presenza della caserma dell’Arma, Viale Vittorio Veneto avrebbe potuto essere denominato “Viale dei Finanzieri”. Infatti, dopo aver lasciato la storica sede nella Torre San Michele a Cervia, e prima di finire nell’attuale caserma di Via Isonzo, la Guardia di Finanza fu ospitata per un certo tempo in un caseggiato al n.38 di Viale dei Pini, angolo Mercadante, vicinissimi ai colleghi Carabinieri, che lasciarono poi la caserma agli uffici dell’AMGA (gas) per trasferirsi dove sono oggi, in Viale Matteotti a Milano Marittima, angolo XIX Traversa. Nel Viale Leopardi, invece, trovava accoglienza il distaccamento estivo della Polizia di Stato (nell’ex alberghiero Leopardo) dove ebbe sede anche il nostro Motoclub.

A Milano Marittima o adiacenze c’erano parecchie pompe di benzina attive più che altro in Estate, ora scomparse. Praticamente, resta solo quella di Galbucci fra Viale Milano e Viale dei Pini. All’ingresso Nord su Viale Dux c’era la pompa della famiglia Foschi. Ricordiamo quella di Penso divenuta poi Garage Europa. Su Viale Matteotti angolo Ottava Traversa c’era la pompa di Bellagamba. Alla Terza Traversa su Viale 2 Giugno la piazzola della pompa era di Teresa Morandi. Alla Prima Traversa c’era la pompa del babbo di Matteo Dallara, presente quanto lui nell’autorimessa Garage Internazionale con Strada, sempre sul 2 Giugno affianco ai Camilliani. Sul 2 Giugno all’altezza della curva con Viale Oriani, c’era un’altra pompa, oggi trasformata in negozio. In Viale Dante, dov’è l’Hotel Flora c’era la pompa di Pavolucci, già Cavallaro dei Mazzolani nobili Cervesi. Nel confine di Milano Marittima su Viale Milano, dov’è ora La Capannina, c’era un’altra pompa di benzina aperta anche in Inverno.

Tra i primi sarti di Milano Marittima ricordiamo Duilio Spinelli (padre di Alberico professore di musica) e Antonia Molducci (madre del noto pallavolista Piero Molducci). Per quanto riguardo le sarte e le magliaie ricordiamo Elide Mengozzi, Pierina Cicognani, Orchidea Rambaldi, Marisa Damiani, Gigina Matassoni, Altea Maresi.

Il conte Ottavio Ausiello-Mazzi