Batani, vecchia Romagna (Prima parte)

hotel casa major

Il Conte ricorda la semplicità e la vera romagnolità del famoso albergatore Antonio “Tonino” Batani.

“Per tutti semplicemente Tonino” dice l’articolo-tributo del Sole 24 Ore, del 21 Dicembre 2015, con un colonnone di ben 93 righe su Antonio Batani. Nella Riviera dove alcuni bagnini s’incazzano se non li chiami “Beach Manager”, Batani ricordava sempre le umili origini, i faticosi inizi e chi gli era stato vicino (come i colleghi dell’appartamento sotto al mio), la voglia di fare bene che dobbiamo a 50 anni di turismo tedesco.

Antonio Tonino Batani Palace Hotel Milano Marittima

Antonio “Tonino” Batani

ANTONIO BATANI, UN ROMAGNOLO VERO

Ci piaceva la sua romagnolità, che dovrebbe fare scuola alle giovani leve, schiave dell’esterofilia. Mare e spiaggia sono ovunque, ma la Romagna la trovi solo in Romagna. Tipicità che Batani portava anche in tavola direttamente dal suo orto (Vero n.17 del 2014), smentendo un suo amico che s’era permesso di dire (Carlino 10.8.2012) che Milano Marittima è vip perché non ci sono mai stati hotel a gestione tradizionale.

Pensioni e cucina romagnola a Milano Marittima

L’orto di Batani dietro al suo hotel Miramonti ad Acquapartita

Ma questo suo amico a Milano Marittima non c’era quando proprio al Mare Pineta era presente il chiosco della piadina! Invece Batani non si è mai abbandonato a quello “sburonismo” arrogante e saccente da arrivisti che hanno certi suoi colleghi, spesso solleciti a occultare le proprie radici e solo perché hanno l’hotel da due generazioni, si pubblicizzano con foto patinate, manco fossero i Kennedy. Ma le riviste patinate serie, sanno chi sono i veri “grandi” degli anni d’oro; come l’albergatore-manager faentino Beppe Lama, che fu al Gallia ancora prima di Batani e premio Forbes 5 stelle 2013 alla carriera. Perché io, che sono davvero di Milano Marittima, li so e li faccio i nomi di chi ha fatto Milano Marittima.

“Non siamo gente che butta i soldi nelle auto di lusso o che fa vacanze dall’altra parte del pianeta. Siamo rimaste persone alla buona, ma ambiziose nel nostro lavoro”

Batani a La Stampa del 7.7.2015

Una Lezione a quelli più preoccupati del nuovo suv, piuttosto d’incentivare l’attività (tanto col caldo e il sole la gente viene, no?); quelli di casa a Tenerife, ma che non sono mai andati a Ravenna a vedere i mosaici; quelli che al bar mangiano il bombolone con coltello e forchetta, pensando di essere fini e glam, simulando invece un autopsia; quelle che oggi si fanno passare per “le signore di Milano Marittima” e non è tanto che servivano in tavola anche me, e se qualcuno le saluta rispondono “Ma perché, noi ci conosciamo?” tronfie di aver fatto i soldi, ma terrorizzate che qualcuno le ricordi come erano.

“Stravedeva per Milano Marittima” (Carlino 24.12.2015), eppure non ho mai sentito Batani vantarsi di essere di Milano Marittima come fanno tanti fenomeni, addirittura mentendo. Come i pirla che nell’insegna ci scrivono a caratteri cubitali “Milano Marittima” poi sotto in piccolo il nome dell’attività, come fosse secondario rispetto alla location!

USCITA DI SCENA IN GRANDE STILE

I funerali di Batani si sono svolti a Pinarella, quanti abitanti di Pinarella usano la Stella Maris come ennesimo palcoscenico di vanità per complessi di inferiorità? Come se a Milano Marittima il Signore fosse diverso! Ma Signori se lo si è, lo si è ovunque, e con questa scelta, che ha stupito molti, Batani “semplicemente Tonino”, è uscito di scena dando ancora una lezione.

Continua: Batani, vecchia Romagna (Seconda parte)

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi