Milano Marittima cade in piedi

hotel casa major
strage di pini a milano marittima

Piazzale Genova. Foto Ausiello-Mazzi

Camera con svista. Così con un titolo quasi cinematografico, ieri mattina 11 Luglio 2019, avrei potuto definire il panorama dalla mia balconata su Piazzale Genova, un paesaggio lunare. Davvero mi pareva di vedere un film non casa mia, 365 giorni l’anno dal 1974, quando mi affacciavo ai vetri e non vedevo disotto tanto era il verde, tanti erano i pini, spariti pian piano negli anni, maciullati i restanti Mercoledì… Si Mercoledì, ma pare un tempo lunghissimo, anche se tutto è continuato nel pomeriggio, nella serata, nella notte, e ancora continua. Ovvero il lavoro, a vario titolo, ma sempre titolo di merito, sta operando per rimettere in sesto la situazione della area disastrata, proprio la parte di traverse un tempo detta il Piccolo Parioli per essere un’enclave di eleganza e alta società in una Milano Marittima che era di alto livello ovunque. Io e la mia cara amica d infanzia, la marchesa Marcella Bargagli Petrucci, ci guardavamo attorno, come se dopo decenni questo lembo di Milano Marittima non ci appartenesse più, camminavamo come attori che si trovavano a calcare un palcoscenico sbagliato.

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Strage di pini a Milano Marittima

Foto Ausiello-Mazzi

Mi è venuta rabbia ieri, a leggere certi articoli, dove anche per una tale disgrazia, si è riusciti non solo a confondere piazzale Genova col Napoli (Corriere) ma per infilare la solita boiata dei vip dei calciatori ecc… Sul Carlino “Il cuore della Romagna vip è stato colpito da un tornado”. Donna Letizia vola di otto secoli per titolare “Dante e Deledda stregati da Milano Marittima” e giù la leccata immancabile “Torneranno gli amici da Arrigo Sacchi che in pineta ci abita, i calciatori, i vip…” Intanto veniamo prima noi residenti storici e spesso pure signori, carissima. Quei signori di Milano Marittima che fra mille disagi in casa, magari sono andati a comprare gelati, caffè, bottiglie di acqua fresca per operai pompieri e uomini in divisa che si facevano il mazzo. Poi basta assimilare Arrigo Sacchi con altra gente, perché Sacchi è in tutto e per tutto uno di noi, di Milano Marittima, da quando sono arrivati oltre mezzo secolo fa i suoi genitori, e proprio lui ha abitato alla settima Traversa, la mia, la più devastata, molto prima di averci in hotel, carissima. Sacchi è una persona gentilissima e disponibile, come le figlie, e quando vede una cartaccia per terra, non necessariamente davanti casa sua o al suo hotel, la prende e la butta nel pattume, l’ho visto io tante volte, non gli ho mai detto nulla per non passare da lecchino, come te, carissima fissata coi calciatori e vip che per Milano Marittima non hanno mai fatto nulla. Bellissimo, invece, l’articolo di spalla sul Carlino firmato da Luca Goldoni, molto identitario, del resto anche lui come me e Sacchi è uno della Settima Traversa, anche lui sa, anche lui ricorda, non come certi “colleghi” odierni. Sul Corriere poi si erano preoccupati “il vortice ha però risparmiato il Centro di Milano Marittima” e figurati, il sancta sanctorum della cafonaglia… Da sempre.

strage di pini a milano marittima

Foto Il Resto del Carlino

Anche se non sono un bagnino colpito, anche se non sono nessuno, come residente stamattina ho di nuovo ringraziato alcuni turisti che ieri si sono fatti il mazzo per rimettere in piedi la spiaggia a tempo record. Ieri sui quotidiani locali c’era la disamina dello spiegamento di forze che, solo così, ha reso possibile tornare operativi evitando il caos, sopratutto tenendo conto che hanno operato tutta notte, spesso al buio, essendo spariti tanti lampioni ed essendo mancata la corrente.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI

Per il Servizio Verde Comune di Cervia ringraziamo Flavia Mazzoni, Alberto Mieti, Barbara Frigoli, Paolo Omicini, Daniele Fontana, Fabio Fabbri, Teresa Risi, Angelo Gioacchino, Roberto Carlo, Marco Lucchi.

Per la Protezione Civile Roberto Buonafede, Maria Adinolfi, Brunetti, poi tutti gli operatori privati, quelli di Deltambiente e tantissimi giardinieri privati.

I nostri Carabinieri della stazione di Milano Marittima con i marescialli Adriano Mega, Claudio Di Egidio, Francesco Scirpoli con vari giovani colleghi del rinforzo estivo testé arrivati e testé risultati una manna, insomma tutti. A tanti ho stretto la mano, tanti mi scuseranno se non li nomino, ma solo per ignoranza delle generalità. Naturalmente i 2200 pini caduti erano tutti preziosi alberi secolari, non certo zappini, figurati.

Tornado devasta Milano Marittima

La pineta dopo il passaggio del tornado. Foto Valeria Mariani

Speriamo che qualcuno non prenda occasione per metterne in conto qualcuno in più, visto che ieri tanti erano felici, altro che romanzi di oggi, di vedere tanto repulisti arboreo. Perché loro non amano Milano Marittima, loro amano solo il nome, anzi la nomea di Milano Marittima, sono come i parassiti delle piante, che si attaccano per averne solo beneficio, il resto non conta, non potranno mai capire noi, quelli che ieri a vedere tanto scempio piangevano, e guardandoci non ci usciva una parola dal magone…

Il Conte