I figli di nessuno
Le scuole Mazzini a Milano Marittima

Forse, qualcuno di quelli nati ancora attorno agli anni ‘70, ricorderà come fosse prassi frequentare le scuole dell’obbligo facenti parte del proprio quartiere o zona. Un po’ come quando si va a votare e lo si deve fare al proprio seggio di competenza. Le eccezioni erano rarissime, previa domanda motivata che non per questo era sicura di trovare soddisfazione. Poi tutto è cambiato negli anni ‘80.

Il 16 Gennaio 2020 sulla stampa, come il Carlino o il Giornale, ho letto dettagliati articoli su una scuola di Roma dove si erano formate classi elementari in base alle classi sociali. Il plesso Asseretti dei figli dei proletari, il plesso Taverna dei borghesi. Come già scritto tempo fa nel mio articolo “La legione straniera”, qualcosa di assai simile è ormai prassi da anni anche qui da noi e coinvolge addirittura la parrocchia, perché a Milano marittima c’è la scuola “dei figli degli albergatori” e la “parrocchia dei vip”. Ovviamente queste cazzate non nascono da nessuno di noi, residenti storici intendo.

Tutto mi si è rifatto presente con un articolo intervista a una dirigente scolastica sul Carlino del 13 Febbraio 2020, la quale per l’anno prossimo 2020/2021 si diceva contenta, e direi giustamente, di essere riuscita a mettere su una classe di Prima Elementare alla scuola Deledda di Pinarella, che era senza iscrizioni! Ma se negli ultimi 20 anni proprio Pinarella è un boom demografico! Il fatto è che da anni tutta Pinarella, Cervia, Savio e non solo, portano in massa i figli alla Mazzini di Milano marittima, dove sono oltre il 90% degli iscritti. A Milano Marittima, bambini delle elementari, praticamente non ne abbiamo, a partire dal fatto che manca innanzitutto la mia generazione, quella dei potenziali genitori. E chi dice il contrario o non conosce la situazione oppure mente, punto e basta. Il vizietto di portare i bambini a scuola ed al catechismo qui, è nato da ignoranza e snobismo che assolutamente nulla c’entrano con Milano Marittima. Io avevo effettivamente tanti compagni di classe figli di albergatori, ma semplicemente perché a fine anni ‘70, primi ‘80, erano ancora molti ad abitare in inverno dentro gli alberghi delle traverse. Ecco perché tutti alla Mazzini, non certo perché doveva essere una scuola di presunta casta. Peggio la Stella Maris, perché se in una chiesa per di più francescana, non insegni fratellanza ed umiltà ma la trasformi in un altro momento di ghettizzazione, c’è poco da sperare che i bambini capiscano qualcosa del catechismo e degli insegnamenti di Cristo, colui che si circondava di pezzenti e prostitute, non certo di vip…

Come al solito, negli ultimi anni, mi irrita che l’immagine di Milano marittima sia veicolata da persone o comportamenti che con noialtri nulla hanno a che fare, e sembra quasi che adesso siamo noi a dar fastidio perché diciamo la verità o solo perché, sebbene poche decine, abitiamo ancora qui. Il titolo figli nessuno va quindi per dire che nessuno di quei bambini che oggi affollano il plesso della Mazzini e la Stella Maris ha genitori o nonni che abbiano precedentemente frequentato queste realtà perché appunto non appartenenti alla vera comunità dei residenti storici.

Il conte Ottavio Ausiello-Mazzi

I figli di nessuno

Un pensiero su “I figli di nessuno

  • 9 Marzo, 2020 alle 5:54 pm
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    Complimenti per il bellissimo articolo che fotografa la realtà———-

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