Nuovo reperto: cingolo Sherman

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E’ stato ritrovato nella pineta di Milano Marittima l’elemento di un cingolo di carro armato americano Sherman M4.

Il ritrovamento da parte di Fabio Battistini, appassionato di storia della Seconda Guerra Mondiale, di un elemento di un cingolo Sherman nell’area dell’ex aeroporto alleato di Milano Marittima, è unico nel suo genere.

Nuovo reperto: cingolo Sherman

Uno Sherman M4

L’ELEMENTO DEL CINGOLO SHERMAN

Il reperto in questione è stato rinvenuto nell’area della pista d’atterraggio ed è uno dei componenti, detti più correttamente maglie, che servivano a tenere uniti i cingoli.

Nuovo reperto: cingolo Sherman

Foto: Elisa Paolucci Giannettoni

Ogni carro armato aveva cingoli costruiti con filosofie progettuali differenti e questo elemento in particolare faceva parte degli statunitensi Sherman M4, che furono i carri armati costruiti nel maggior numero di esemplari durante la Seconda Guerra Mondiale assieme al T-34 sovietico.

Nuovo reperto: cingolo Sherman

Foto: Elisa Paolucci Giannettoni

Complice la solida costruzione, dovuta anche alla sua destinazione di utilizzo, il reperto si presenta splendidamente conservato e grazie agli scatti della fotografa Elisa Paolucci Giannettoni riusciamo ad apprezzarne ogni dettaglio rimasto sepolto nella pineta per oltre 70 anni.

IL CARRO ARMATO SHERMAN

Lo Sherman M4 era un carro armato americano armato con un cannone da 75mm e due mitragliatrici, ma i primi ad utilizzarlo furono i britannici dell’Ottava Armata Britannica in Nord Africa.

Nuovo reperto: cingolo Sherman

Uno Sherman durante lo Sbarco in Sicilia

Il 9 luglio 1943 gli Sherman vennero impiegati nello sbarco in Sicilia con la United States Army nella 2nd Armored Division e nel 753rd Medium Tank Battalion (753º battaglione carri medi). Conseguentemente hanno combattuto nello sbarco a Salerno, in quello di Anzio e a Cassino.

IL COLLEGAMENTO CON L’EX AEROPORTO ALLEATO

L’aeroporto alleato di Milano Marittima fu una struttura militare realizzata disboscando i tre quarti della pineta per fornire sostegno all’avanzata dell’Ottava Armata Britannica nel Nord Italia. La prima ad avere gli Sherman, come abbiamo visto, è stata proprio questa armata che, nel passaggio nella nostra località, ha lasciato a terra un pezzo dei loro carri armati.

Thomas Venturi e Fabio Battistini