Milano Marittima Archivi - Pagina 4 di 73 - Il blog di Cervia e Milano Marittima

I volti dimenticati di Milano Marittima

Come mai vige il totale silenzio su certe personalità di grandissimo rilievo davvero attaccate a Milano Marittima?

Quanti volti dimenticati a Milano Marittima e quanti, troppi, volti nuovi che neanche arrivati già si mettono in prima fila, si accreditano per ciò che non sono, straparlano sulla Milano Marittima che non conoscono. Ci pensavo giorni fa quando ho rivisto il mitico Neddo Cicognani, ma a chi è davvero del posto basta il nome; ci conosciamo tutti come una unica grande famiglia. Neddo ha dato un grande contributo a Milano Marittima ma nessuno lo ricorda mai, che vergogna.

Da una parte ci siamo noi vecchi residenti, noi paesani potrei dire, che siamo sempre più una riserva numerica e soprattutto veniamo costantemente dimenticati, come se non fossimo mai esistiti, e con noi le nostre attività di famiglia, cioè noi che siamo Milano Marittima, noi che abbiamo fatto Milano Marittima, noi che siamo il DNA di Milano Marittima. Questo blog nasce innanzitutto per ricordare e tramandare tutto ciò.

I VOLTI DIMENTICATI

Stranamente, nonostante il continuo bombardamento su quanto siamo vip e glamour, vige il silenzio totale su certe personalità di grandissimo rilievo davvero attaccate alla nostra località, non si va mai oltre il mio vicino di casa Arrigo Sacchi, del quale ho sempre scritto benissimo, tanto per essere chiari con chi mi legge per la prima volta o per chi fa finta di capire altro.

volti di Milano Marittima

Attilio Monti

Parlo di Attilio Monti, che aveva legami con la famiglia di mia nonna, la baronessa di Signorino, e con ben sei ville di altrettante famiglie della vecchia élite di Milano Marittima.

volti di Milano Marittima

Enrico Giulini

Parlo del conte Enrico Giulini di Milano.

volti di Milano Marittima

Nicola Amenduni

Parlo del mitico Nicola Amenduni, pluricentenario da poco mancato.

Nomi che risuonano nel gotha internazionale ma non li leggi mai in nessuna rievocazione della Milano Marittima degli anni davvero vip e glamour. Mai nessuno, tranne chi scrive, che vada oltre il solito nome trito e ritrito, che vada nel mondo dei commercianti storici che hanno segnato la località, perché il fashion e il glamour era affidato a loro, alle loro boutique. Adesso è affidato alla propaganda dei giornaletti che inventano un’ambiente che non c’è, o meglio che non c’è più. Possibile che non ci sia mai una riga su questi personaggi fra il tanto ciarpame troppo spesso fotocopiato anno dopo anno, testata su testata, media su media?

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi

Nuova strage di pini a Milano Marittima

Il maltempo di questa mattina ha portato ad una nuova strage di pini a Milano Marittima.

Prima vi parlarvi di questa nuova strage di pini vorrei esprimere, innanzitutto, solidarietà a chi ha avuto danni e disagi, e grazie a tutte le forze dell’ordine impegnate in questo momento.

maltempo strage di pini

Pini caduti dalle ex suore Orsoline

È sabato 17 Settembre, ma questa mattina pareva di essere tornati al 10 Luglio 2019, quando una tromba d’aria ha devastato alcune zone fra Cervia e Milano Marittima (qui il racconto di quel giorno). Per fortuna no, ma la mazzata su Milano Marittima è stata comunque pesante.

Ancora una strage di pini, potremmo ormai dire di quei pochi superstiti spesso talmente tombati nelle radici da venir giù per una scorreggia, figuriamoci con vento a 100km orari!

LA NUOVA STRAGE DI PINI

Questa mattina tutta Milano Marittima ne ha visti cadere come birilli: alla Terza Traversa davanti l’Hotel Vela, alla Rotonda Primo Maggio dentro la Piazzetta Mercatino, davanti allo Sporting, l’unico pino rimasto, quasi come l’asta di una bandiera della fu Milano Marittima glamour e davvero verde. Caduti anche all’Anello del Pino, dove ormai sono talmente pochi che non possono più farsi scudo fra loro e fare scudo a noi delle case e degli alberghi.

Le foto dell’Anello del Pino

strage di pini

anello del pino Milano Marittima

strage di pini

Un tappeto immenso di aghi di pino che contribuisce a otturare le già vecchie e malandate fogne quasi risalenti al Ventennio Fascista e continuamente provate da chi, invece di raccogliere aghi ed altro davanti ad ogni attività come noi vecchi di Milano Marittima abbiamo sempre fatto, si sbriga a buttare tutto a margine delle strade con quelli che io chiamo volgarmente soffioni.

Che i pini siano tombati lo dimostrano le foto, come tante di epoca recente.

pino tombato Milano Marittima

Pini di grosso fusto e chioma che, invece di alzare con la caduta una decina di metri quadrati di pavimento, alzano ben poca roba.

nuova strage di pini

Il pino caduto davanti allo Sporting

Basterebbe riflettere sulle immagini e ragionare, invece che ripetere cazzate propagandistiche a pappagallo. Dicono il cambiamento climatico, certo, ma se gli si da anche una mano… Verranno poi sostituiti quei pini?

maltempo pino caduto

A causa del meteo avverso hanno sospeso la gara di nuoto di Ironman ma, passatemi la battuta, la si poteva fare comunque per le strade di Milano Marittima, che ad ogni forte pioggia diventano veri canali di acqua. Naturalmente non importa a nessuno, perché di norma d’estate non pioveva mai cosi abbondantemente, e d’inverno dei disagi a quei quattro pirla dei veri residenti chi se ne impippa; una volta che sono stati messi in tasca i soldi della stagione amen.

UNA LOCALITÀ CHE STA CADENDO COME I SUOI PINI

Cadono a pezzi le strade, i marciapiedi, i pini, altro e tanto cade sotto ruspe e motoseghe, e fanno tutti finta di niente perché amano Milano Marittima solo su Facebook, non nella realtà. Quando ami una persona sei pronto a batterti per lei, stesso vale per un luogo del cuore, se è davvero un luogo del cuore, o solo un posto dove venire a fare casino o a fare gli sburoni a prezzi modici.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi

Maltempo investe Cervia e Milano Marittima

Una intensa ondata di maltempo sta investendo in queste ore Cervia e Milano Marittima provocando diversi danni.

Dalle prime ore di questa mattina un’intensa ondata di maltempo sta investendo la costa romagnola provocando diversi danni su più fronti, come la caduta di pini e danni agli stabilimenti balneari. Proprio questi ultimi sono impegnati a mettere in salvo lettini, ombrelloni e passerelle per evitare che il mare se li porti via. C’è da dire, però, che non tutti si sono fatti cogliere di sorpresa, infatti, già da inizio settimana rimbalzava ovunque la previsione dell’arrivo di una intensa ondata di maltempo con raffiche di vento fino a 100kmh e tanti bagnini hanno provveduto a smontare le attrezzature nella spiaggia.

maltempo Milano Marittima

Torretta dei bagnini abbattuta dalla mareggiata

I DANNI DEL MALTEMPO

Sono diverse le segnalazioni di alberi caduti, in particolare pini, che ci stanno arrivando da inizio mattina. Addirittura un’auto della polizia è rimasta incastrata sotto ad un pino caduto ma pare che nessuno sia rimasto ferito. Ecco di seguito gli abbattimenti al momento confermati:

auto polizia

L’auto della polizia incastrata sotto al pino

maltempo pino terza traversa

Pino caduto alla Terza Traversa

maltempo pino caduto

Pino caduto nella piazzetta del Cognac Bisquit

pino caduto Sporting

Pino caduto davanti allo Sporting

maltempo albero caduto

Albero caduto davanti a Tigotà

LA MAREGGIATA DI FINE STAGIONE

Il mare è entrato in spiaggia portando via la prima fila di ombrelloni degli stabilimenti di Cervia e Milano Marittima ma non abbiamo segnalazioni di acqua arrivata fin dentro alle strutture.

mareggiata Cervia

Nella zona del porto canale di Cervia l’acqua è arrivata fino alla strada davanti al ristorante Osteria del Gran Fritto.

Articolo in aggiornamento…

Museo Milano Marittima

Tempi di crisi o meno la linea resta quella: privilegiare Cervia col superfluo e privare Milano Marittima del necessario.

Qual è lo scopo di un museo? Conservare e condividere. Come laureato in Conservazione dei beni culturali credo di conoscere la materia. Quale doveva essere lo scopo di Milano Marittima dal punto di vista paesaggistico, residenziale e turistico? Conservare e condividere, la stessa “mission”, come dicono i fighetti.

IL MUSEO DI FACCIATA

Mentre scrivo sono al bar e un signore assai distinto chiede, Ironman a parte, come mai Milano Marittima sia già un mortorio su vari fronti, cosa che chiunque può constatare da inizio settembre, e siamo solo a metà mese… Siamo passati da museo della bellezza a museo delle cere, dove si tiene viva solo una facciata che fa sempre più pena.

Poco prima del bar ero al minimarket, invece delle caramelle o delle sportine come una volta, davanti alla cassa c’era una pila di una ventina di copie di quel Propaganda Life che trovi ormai in ogni angolo di Milano Marittima. Tempo fa qualcuno lo aveva lasciato, ripeto lasciato, spero non portato, anche in chiesa vicino alle altre pubblicazioni religiose. Del resto questo bombardamento mediatico patinato è una nuova religione da osservare coi dovuti comandamenti. Poi fai domande precise che non corrispondono a quelle prestabilite e tanti saluti.

IL NATALE È SALVO

Titolone alcuni giorni fa sul Corriere Romagna che informava che per Natale hanno salvato la pista di ghiaccio nonostante i rincari esponenziali di luce, gas e acqua che tutti sappiamo. Pensa che colpo, che meraviglia.

Milano Marittima museo

Non era meglio risparmiare su queste cazzate estemporanee, che portano pochissimo e costano tantissimo, e usare il denaro pubblico in maniera più pratica, come riassetto di strade e marciapiedi? Dove spesso la gente scivola, e non per divertimento.

Strade, illuminazione, fogne, marciapiedi a Milano Marittima sono in sofferenza da decenni, ma si sa, tanto i turisti vengono comunque e per quei quattro vecchi residenti, cioè pure pochi voti utili, non stiamo ad impazzire, meglio investire oro nel forese, li bisogna mantenere fedele l’elettorato anche se da sempre il 70% delle entrate comunali la fa Milano Marittima, quel che conta è che oltre il 70% dei voti si fa dal forese.

LA PROPAGANDA SUI GIORNALINI

Quest’anno è andato di moda il revival dei villini Liberty. A San Remo, per esempio, sono ancora circa 400 quelli storici protetti dall’ANDEL. I nostri sono altrettanto protetti dall’Associazione Nazionale Difesa Edifici Liberty o bastano le targhette gentilmente pagate dal Rotary? Regolarmente vandalizzate ogni weekend dai giovani fashion?

Ed è proprio lì che ti attaccano, quando dici che c’era tutto da conservare, perché ti dicono che a avresti voluto realizzare un museo statico. Fanno finta di non capire che volevi fosse preservato un sistema assolutamente vincente e particolare, ma dove gente come loro non avrebbe mai potuto trovare posto, ecco il nocciolo della questione, ed il nuovo che hanno imposto a Milano Marittima si è visto cos’è stato e cos’è. Altro che nuova linfa, è stato tombare un paese vivo ed invidiato riducendo i mesi lavorativi e riducendo la qualità del turismo. Questo accade quando si riduce la professionalità e l’attrattività di livello. Basta vedere Viale Matteotti e le traverse, il vero nucleo di Milano Marittima: moltiplicazione di family hotel ricavati addirittura da hotel un tempo prestigiosi a 4 stelle, moltiplicazione dei caseggiati pollaio, moltiplicazione dei negozi etnici, moltiplicazione dei residenti annuali che altrove  popolano le periferie più povere.

Comunque stiamo pure allegri che a Natale avremo l’utilissima pista del ghiaccio.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi

Se l’Accademia di Brera avesse tutelato Milano Marittima

Chissà come sarebbe andata se l’Accademia di Brera avesse tutelato la bellezza e il paesaggio di Milano Marittima come ha fatto per l’isola Comacina.

Ma quanto è bello il lago di Como, ci insegnano i vip americani come Jennifer Lopez che fa eco a George Cloney, e com’è poetica quella isola Comacina da cui furono cacciati i miei antenati Mazzi nel 1169 e che finì poi sotto l’Accademia di Brera nel 1919, quella stessa accademia del Palanti fondatore di Milano Marittima, che doveva tutelarne bellezza e paesaggio.

accademia di Brera

La sede dell’Accademia di Brera a Milano

Magari l’Accademia di Brera avesse avuto l’incarico anche per Milano Marittima, la sua poesia sarebbe tutt’oggi ammirabile da tutti. Resta invece solo nelle vecchie foto fino almeno agli anni ’80. La mia traversa è cambiata più per i muri che hanno tirato su che per i pini che sono finiti giù, eventi naturali o meno. E non mi ci abituo, il confronto è sempre li ogni giorno, ogni passo, ogni metro, ogni stagione, fra la memoria e l’attualità.

Quando a Milano Marittima faceva (davvero) freddo

La Settima Traversa di una volta

La Settima Traversa oggi

Non parliamo poi di quando tiro fuori le mie foto o quelle vintage che qualcuno mi regala della sua famiglia, com’è stato con alcune foto della storica famiglia di Antonio Pansecchi e di sua moglie Carmen Guidi, dell’omonima pensione della Settima Traversa, che fu loro già dei tempi del pionierismo del boom degli anni ’50.

milano marittima

Il “problema”, per chi non può riattivare i ricordi anche solo da un particolare, è che tutte le foto di allora sono dominate dal verde, pini, cespugli, aiuole e roseti che rendono difficile vedere i caseggiati. Adesso invece vedi solo cemento… Non è normale, per me, fare 150 metri da casa al mare senza un metro di ombra, quando prima mi pareva di attraversare un tunnel di pini fiancheggiato da roseti.

Sembrerà strano ma la vera magia di Milano Marittima era durante le nevicate invernali e primaverili, Aprile compreso, quando, stranamente e nonostante la massa di neve, difficilmente cadevano pini, massimo due rami, evidentemente allora erano tutti sani, oggi tutti malati, oppure la neve era finta e pesava meno, mah…

La famiglia Pansecchi è storia di Milano Marittima, essendo presente da tempi remoti. E’ proprio grazie ad Amalia Pansecchi e a Silvia Battistini che dobbiamo la nascita della nostra chiesa e parrocchia Stella Maris tramite la famosa richiesta di terreno effettuata durate la visita in Rotonda Primo Maggio dell’allora capo di stato Mussolini che regalò poi la terra ai frati Francescani.

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi