“Eravamo ancora una volta in movimento, ci spostarono lungo la costa, questa volta a Cervia, che era stata un villaggio di pescatori trasformato in un luogo turistico con un sacco di piccole ville”…“Attraverso la pineta avevamo scavato una pista pavimentata con piastre in acciaio collegate tra loro”…”Tante cose sono accadute a Cervia, gli aerei volavano in continuazione”…” Non abbiamo visto molto di Cervia. La maggior parte di noi erano troppo occupati per andare a ubriacarsi in paese…”.

Ricordi di Bill Barwick, pilota del 112° Squadron RAF

mappa aeroporto militare di milano marittima
Ricostruzione dell’aeroporto basata sui reperti e le foto. Clicca per visualizzare in HD
Disboscamento pineta milano marittima
Disboscamento pineta

Era il 22 Ottobre del 1944 quando venne liberata Cervia e a Novembre il comando inglese iniziò i lavori di costruzione dell’aeroporto militare nella pineta di Milano Marittima. Questa zona fu probabilmente scelta per la sua posizione discretamente nascosta dai pini e per la comodità di avere le due grandi colonie Montecatini e Varese a disposizione per la rimessa degli aerei in riparazione. Il disboscamento a monte del Viale Matteotti non fu un problema per i potenti bulldozer dei militari. L’aeroporto militare di Milano Marittima era popolato da inglesi, australiani e sudafricani. La pista era lunga circa 1500 metri ed era composta da grelle, strisce d’acciaio traforato inventate dalla U.S. Army Waterways Experiment Station negli Stati Uniti, con il nome Marsden Matting. Abbiamo testimonianza che a costruire la pista dell’aeroporto fu il 112° Squadron RAF arrivato per primo il 19 Novembre del ’44. L’aeroporto militare di Milano Marittima era in posizione tattica, a sole 24 miglia dal fronte e quindi eventuali richieste di supporto alle truppe di terra potevano essere soddisfatte in tempi brevissimi. Il 3° Squadron RAAF portava sostegno all’avanzata dell’Ottava Armata e aveva inoltre il compito di tenere sotto pressione le linee di comunicazione tedesche nel nord Italia, sia ferroviarie che stradali, per evitare l’arrivo di rinforzi al fronte, effettuando nel contempo azioni in Jugoslavia contro le truppe tedesche che combattevano i partigiani di Tito. Tra le tante missioni ce ne sono due delle quali abbiamo rintracciano la documentazione, la prima riguarda il bombardamento di Reggio Emilia e la seconda fu quella denominataOperation Bowler” con obiettivo il porto di Venezia della quale facciamo un breve riassunto. Erano le 14.30 del 21 Marzo 1945 quando gli aerei capitanati dal Colonnello George Westlake, decollarono dalla pineta di Milano Marittima per radunarsi sopra a Ravenna e andare in direzione Venezia. La missione di bombardamento fu talmente chirurgica che alcune persone uscirono nelle terrazze delle loro case a guardare gli aerei. La missione durò in tutto un’ora e mezza, di cui dieci minuti di furiosi scontri nei quali i tedeschi ebbero la peggio. Alle 16.05 le squadriglie poggiarono di nuovo le ruote sulla pista di Milano Marittima.

Nel 46 tornai a Milano Marittima e vidi che c’era rimasta solo metà della torre della colonia Montecatini”…”Un giorno andai in pineta a vedere l’aeroporto, l’avevano rasa al suolo!”

Ricordi di Aurelio De Maria

rimboschimento pineta milano marittima
Rimboschimento pineta

L’aeroporto militare di Milano Marittima fu attivo per soli 7 mesi e fu smantellato tra Maggio e Giugno del ’45 conseguentemente alla resa delle forze tedesche in Italia. Quando gli Alleati lasciarono Milano Marittima si curarono ben poco di ripulire la pineta, in pratica non fecero altro che abbandonare tutto ciò che non riuscirono a portare con loro, per questo motivo abbiamo ritrovato numerosi reperti tra cui addirittura un aereo Mustang. E’ doveroso ricordare l’impegno prezioso che profuse Germano Todoli nel piantare una quarantina di ettari di pineta. Con l’appoggio del comando forestale lavorò per anni per neutralizzare l’inquinamento lasciato dall’aeroporto utilizzando i fanghi dell’impianto di depurazione per arricchire il terreno e ripiantando in continuazione piante nuove in sostituzione di quelle cadute. Finalmente nel 1987 venne eliminata la recinzione di filo spinato che la delimitava e la striscia di pineta fu aperta al pubblico.

pineta di milano marittima

aeroporto pineta giorni nostri
Da questa immagine è possibile capire come nella foto precedente manchino più dei tre quarti della pineta (Google Earth 2015)

Leggi: Colonia Varese parte dell’aeroporto militare di Milano Marittima

Leggi: Colonia Montecatini parte dell’aeroporto militare di Milano Marittima

Leggi: Cosa rimane dell’aeroporto militare di Milano Marittima

GLI SQUADRONI CHE OPERARONO NELL’AEROPORTO MILITARE DI MILANO MARITTIMA

3° Squadron RAAF (Royal Australian Air Force) “Desert Air Force” con aerei North American P-51D Mustang che rimasero a Milano Marittima fino al 18 Maggio 1945

stemma 3 squadron

 

450° Squadron RAAF (Royal Australian Air Force) “Desert Harassers” rimasero a Milano Marittima dal 25 Febbraio al 19 Maggio 1945 con aerei Curtiss Kittyhawk P-40 e capo squadriglia Jack Carlisle Doyle

stemma 450 squadron

112° Squadron RAF (Royal Air Force) del Regno Unito, con aerei North American P-51D Mustang rimasero a Milano Marittima dal 19 Novembre 1944 al 25 Febbraio 1945

stemma 112 squadron

260° Squadron RAF (Royal Air Force) del Regno Unito con aerei North American Mustang Mark III rimasero a Milano Marittima da Febbraio a Maggio 1945

stemma 260 squadron

250° Squadron RAF (Royal Air Force) del Regno Unito con aerei Curtiss Kittyhawk IV rimasero a Milano Marittima da Febbraio a Maggio 1945

stemma 250 snq raf

5° Squadron SAAF (South Africa Air Force) del Sud Africa con aerei North American Mustang Mark III rimasero a Milano Marittima da Febbraio a Maggio 1945

stemma 5 squadron

657° Squadron RAF (Royal Air Force) del Regno Unito, con aerei Auster rimasero a Milano Marittima dal 29 Novembre al 15 Dicembre del 1944

657sqn

LE LIVREE DEGLI SQUADRONI PRESENTI A MILANO MARITTIMA

Il 3° Squadron RAAF aveva come insegna sul timone la costellazione “Croce del Sud” costituita da 5 stelle bianche in campo azzurro di cui quattro a sette punte e una a cinque punte. Inoltre su alcuni aerei, in coda c’era disegnato un piccolo coccodrillo nero del quale però non si conosce l’origine e che sembra fosse presente anche sugli aerei della S.A.A.F.

112° Squadron RAF colorazione operativa a Milano Marittima
112° Squadron RAF colorazione operativa a Milano Marittima
3° Squadron RAAF colorazione operativa a Milano Marittima
3° Squadron RAAF colorazione operativa a Milano Marittima

 

Le 5 stelle del 3° Squadron RAAF e il coccodrillo in alto a sinistra
Le 5 stelle del 3° Squadron RAAF e il coccodrillo in alto a sinistra

IL VIDEO DELL’AEROPORTO

(Riprese del 3° Squadron RAAF)

LE FOTO DALL’AEROPORTO

Primavera del 1945, gli armaioli portano 4 bombe da 3 pollici ad un North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF.
Primavera del 1945, gli armaioli portano 4 bombe da 3 pollici ad un North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF.

 

North American P-51D Mustang del 3° Squadron RAAF staziona a Milano Marittima nel maggio del 1945. Notare anche i Curtiss Kittyhawk sullo sfondo. Probabilmente quella striscia di terra che si vede dietro agli aerei è il canale della cupa che confina con Lido di Savio.
North American P-51D Mustang del 3° Squadron RAAF staziona a Milano Marittima nel maggio del 1945. Notare anche i Curtiss Kittyhawk sullo sfondo. Probabilmente quella striscia di terra che si vede dietro agli aerei è il canale della cupa che confina con Lido di Savio.

 

North American Mustang del 112° Squadron RAF, caricati con bombe GP da 500libre, pronto a partire per un volo a sostegno dell’offensiva in primavera dell’8° Armata nella pianura padana.
North American Mustang del 112° Squadron RAF caricati con bombe GP da 500libre, pronti a partire per un volo a sostegno dell’offensiva in primavera dell’8° Armata nella pianura padana.

 

Kittyhawks a pochi minuti dal decollo. Notare l’equipaggio sulla punta delle ali per guidare i piloti nel rullaggio.
Kittyhawks a pochi minuti dal decollo. Notare l’equipaggio sulla punta delle ali per guidare i piloti nel rullaggio.

 

Un Martin Marauder, bimotore USA bombardiere leggero in fase di rifornimento. L’edificio dietro all’aereo sembra essere compatibile con la colonia Varese che ha in realtà 4 piani di finestre ma è probabile che da questa prospettiva il primo piano venga nascosto dalla vegetazione.
Un Martin Marauder, bimotore USA bombardiere leggero in fase di rifornimento. L’edificio dietro l’aereo sembra essere compatibile con la colonia Varese che ha in realtà 4 piani di finestre ma è probabile che da questa prospettiva il primo piano venga nascosto dalla vegetazione.

 

North American Mustang Mark III, del 260° Squadron RAF, decolla dall’aeroporto, armato con otto missili da 3 pollici posti sotto ogni ala. L’ombra dell’aeromobile rispetto al sole è un chiaro segno che il decollo era in direzione Lido di Savio.
North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF decolla dall’aeroporto armato con otto missili da 3 pollici posti sotto ogni ala. La striscia di alberi che si vede sembra essere quella a margine dell’attuale Golf Club.

 

Armatori montano missili da 3 pollici su un North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF.
Armaioli montano missili da 3 pollici su un North American Mustang Mark III del 260° Squadron RAF.

 

La coda danneggiata di un Curtiss Kittyhawk Mark IV, FX529, del 450° Squadron RAAF, che è stato trasportato di nuovo alla base di Milano Marittima, dal comandante di Squadriglia J.C. Doyle, dopo essere stato colpito dal fuoco antiaereo durante un attacco. L’edificio che si vede dietro è un angolo della colonia Varese.
La coda danneggiata di un Curtiss Kittyhawk Mark IV, FX529 del 450° Squadron RAAF che è stato trasportato di nuovo alla base di Milano Marittima dal comandante di Squadriglia J.C. Doyle dopo essere stato colpito dal fuoco antiaereo durante un attacco. L’edificio che si vede dietro è un angolo della colonia Varese.

 

Curtiss Kittyhawk Mark IV, FX745 ‘OK-Y’, del 450° Squadron RAAF, caricato con tre bombe GP da 250 libre per un volo a sostegno dell’offensiva in primavera dell’8° Armata nella Pianura Padana.
Curtiss Kittyhawk Mark IV, FX745 ‘OK-Y’ del 450° Squadron RAAF caricato con tre bombe GP da 250 libre per un volo a sostegno dell’offensiva in primavera dell’8° Armata nella Pianura Padana.

 

Marzo 1945, cpl Robert “Jock” Sinclair, sull’ala dell’aereo Mustang Mk IV, pilotato da David Musther.
Marzo 1945, cpl Robert “Jock” Sinclair sull’ala dell’aereo Mustang Mk IV pilotato da David Musther.

 

Il sergente John (Jock) McAuley posa davanti al suo Mustang sulla pista dell’aeroporto.
Il sergente John (Jock) McAuley posa davanti al suo Mustang sulla pista dell’aeroporto.

 

1945, il maresciallo John Taylor esamina il proiettile tedesco che ha colpito il suo aereo.
1945, il maresciallo John Taylor esamina il proiettile tedesco che ha colpito il suo aereo.

 

 

1945, l’aviere JL Gilmore fa il bagno in uno dei numerosi canali di irrigazione a Milano Marittima. Il canale attraversa il campo del 450° Squadron RAAF.
1945, l’aviere JL Gilmore fa il bagno in uno dei numerosi canali di irrigazione a Milano Marittima. Il canale attraversa il campo del 450° Squadron RAAF.

 

1945, un danneggiato P-40 Kittyhawk Curtiss del 450° Squadron RAAF sotto la manutenzione del meccanico. Non è in buone condizioni ma volerà di nuovo.
1945, un danneggiato P-40 Kittyhawk Curtiss del 450° Squadron RAAF sotto la manutenzione del meccanico. Non è in buone condizioni ma volerà di nuovo.

 

1945, ritratto dell’ufficiale di volo Bill Purssey di Brisbane davanti al suo Mustang. Pilota del 3° Squadron RAAF.
1945, ritratto dell’ufficiale di volo Bill Purssey di Brisbane davanti al suo Mustang del 3° Squadron RAAF.

 

1945, ritratto dell’ufficiale di volo Burton, un pilota del 3° Squadron RAAF. Questa squadriglia ha dato un valido supporto all’Ottava Armata.
1945, ritratto dell’ufficiale di volo Burton, pilota del 3° Squadron RAAF. Questa squadriglia ha dato un valido supporto all’Ottava Armata.

 

1945, Ritratto del maresciallo John Taylor del 3° Squadron RAAF.
1945, ritratto del maresciallo John Taylor del 3° Squadron RAAF.

 

1945, membri del 3° Squadron RAAF davanti ad un North American P51 Mustang. Da sinistra: Flying Officer I.G Purssey, maresciallo J.B. Taylor, Flying Officer B. Burton e il capitano A.F. Lane.
1945, membri del 3° Squadron RAAF davanti ad un North American P51 Mustang. Da sinistra: Flying Officer I.G Purssey, maresciallo J.B. Taylor, Flying Officer B. Burton e il capitano A.F. Lane.

 

1945, l’aviere e cuoco RJ Lewis del 450° Squadron RAAF suona la fisarmonica per intrattenere J. Madigan di Melbourne pochi minuti prima del pasto serale.
1945, l’aviere e cuoco RJ Lewis del 450° Squadron RAAF suona la fisarmonica per intrattenere J. Madigan di Melbourne pochi minuti prima del pasto serale.

 

Marzo 1945, uomini del personale di terra del 3° Squadron RAAF leggono le lettere con le ultime notizie dalle loro famiglie.
Marzo 1945, uomini del personale di terra del 3° Squadron RAAF leggono le lettere con le ultime notizie dalle loro famiglie.

 

Marzo 1945, con l’offensiva di primavera in pieno svolgimento, le due squadriglie di caccia bombardieri RAAF della Desert Air Force sono state molto impegnate dalla mattina presto fino a tarda notte, in stretto sostegno all’Ottava Armata nella Pianura Padana. In questa foto il personale di terra della Desert Harassers del 450° Squadron RAAF sta prendendo un pasto frettoloso tra le operazioni di routine.
Marzo 1945, con l’offensiva di primavera in pieno svolgimento, le due squadriglie di caccia bombardieri RAAF della Desert Air Force sono state molto impegnate dalla mattina presto fino a tarda notte in stretto sostegno all’Ottava Armata nella Pianura Padana. In questa foto il personale di terra della Desert Harassers del 450° Squadron RAAF sta prendendo un pasto frettoloso tra le operazioni di routine.

 

Marzo 1945, alcuni uomini fanno manutenzione ad un North American P51 Mustang. In basso a destra si vede quella che presumibilmente è la casa dietro al Woodpecker. La posizione sembra essere confermata dalle ombre che vanno da sud a nord.
Marzo 1945, alcuni uomini fanno manutenzione ad un North American P51 Mustang.

 

Marzo 1945, uno dei membri dell’equipaggio di terra fa rifornimento di carburante e armando con bombe un North American P51 Mustang.
Marzo 1945, uno dei membri dell’equipaggio di terra fa rifornimento di carburante e armando con bombe un North American P51 Mustang.

 

Maggio 1945, durante le fasi finali dell’offensiva di primavera, i cacciabombardieri australiani erano continuamente in aria a sostegno dell’Ottava Armata a Trieste. Il personale di terra RAAF ha fatto la sua parte in modo significativo, montatori e armaioli in particolare, hanno fatto un lavoro splendido e qui sono al lavoro su un Kittyhawk del 450° Squadron RAAF (Desert Harassers). Da sinistra a destra: E. Brown, F. Edwards, L. F. Wilson. Nota: l’edificio in rovina è la Colonia Montecatini.
Maggio 1945, durante le fasi finali dell’offensiva di primavera i cacciabombardieri australiani erano continuamente in aria a sostegno dell’Ottava Armata a Trieste. Il personale di terra RAAF ha fatto la sua parte in modo significativo, montatori e armaioli in particolare, hanno fatto un lavoro splendido e qui sono al lavoro su un Kittyhawk del 450° Squadron RAAF. Da sinistra a destra: E. Brown, F. Edwards, L. F. Wilson. Nota: l’edificio in rovina è la Colonia Montecatini.

 

Marzo 1945, uno dei membri dell’equipaggio di terra fa rifornimento di carburante e arma con bombe un North American P51 Mustang prima di un’altra missione di perlustrazione a Bologna e nella Valle del Po, a sostegno dell’avanzata dell’Ottava Armata.
Marzo 1945, uno dei membri dell’equipaggio di terra fa rifornimento di carburante e arma con bombe un North American P51 Mustang prima di un’altra missione di perlustrazione a Bologna e nella Valle del Po a sostegno dell’avanzata dell’Ottava Armata.

 

Marzo 1945, ritratto del maresciallo Arthur William Pardey del 3° Squadron RAAF, seduto nel suo cacciabombardiere Mustang Mk III (notare il tettuccio di tipo Malcolm). Arthur si appresta a decollare per l’ultima missione operativa della sua squadriglia.
Marzo 1945, ritratto del maresciallo Arthur William Pardey del 3° Squadron RAAF. Seduto nel suo cacciabombardiere Mustang Mk III (notare il tettuccio di tipo Malcolm) Arthur si appresta a decollare per l’ultima missione operativa della sua squadriglia.

 

Tenda nell’aeroporto. Nota: borsa di tela per l’acqua e tela lavabo esterne. La primavera era arrivata.
Tenda nell’aeroporto. Nota: borsa di tela per l’acqua e tela lavabo esterne. La primavera era arrivata.

 

Tre armatori del 450° Squadron RAAF caricano bombe da 500 Libre su un rimorchio.
Tre armaioli del 450° Squadron RAAF caricano bombe da 500 Libre su un rimorchio.

 

In lontananza a margine degli alberi è visibile la pista d'atterraggio
In lontananza a margine degli alberi è visibile la pista d’atterraggio

 

Aprile 1945, Un P-51 Mustang del 3° Squadron RAAF
Aprile 1945, un P-51 Mustang del 3° Squadron RAAF

 

Marzo 1945, il P-51K Mustang dello squadron leader Murray Nash del 3° Squadron RAAF
Marzo 1945, il P-51K Mustang del leader di squadriglia Murray Nash del 3° Squadron RAAF.

 

Aprile 1945, P-51K Mustang del 3° Squadron RAAF
Aprile 1945, P-51K Mustang del 3° Squadron RAAF.

 

Aprile 1945, l’anglicano Padre Bob Davies di Newcastle, da la comunione nella “Koala Casa” (nome originale): il club ricreativo australiano che confina in pineta con gli hangars degli squadroni della RAAF.
Aprile 1945, l’anglicano Padre Bob Davies di Newcastle da la comunione nella “Koala Casa” (nome originale): il club ricreativo australiano che confina in pineta con gli hangars degli squadroni della RAAF.

 

31 Marzo 1945, giornata dello sport per gli australiani del 3° Squadron RAAF. Il tempo era bello, i concorrenti erano in gran forma e gli spettatori applaudirono e urlarono a squarciagola. JB Taylor controlla la barra del salto in alto. Il campo che si vede è quello dello Stadio dei pini di Milano Marittima.
31 Marzo 1945, giornata dello sport per gli australiani del 3° Squadron RAAF. Il tempo era bello, i concorrenti erano in gran forma e gli spettatori applaudirono e urlarono a squarciagola. JB Taylor controlla la barra del salto in alto. Il campo che si vede è quello dello Stadio dei pini di Milano Marittima.

 

Maggio 1945, foto di gruppo sulla pista d’atterraggio a Milano Marittima del 450° Squadron RAAF (Desert Harassers) davanti ad un loro Curtiss P-40 Kittyhawk.
Maggio 1945, foto di gruppo sulla pista d’atterraggio a Milano Marittima del 450° Squadron RAAF (Desert Harassers) davanti ad un loro Curtiss P-40 Kittyhawk.

ANNOTAZIONI E INCIDENTI CERTIFICATI NELL’AEROPORTO MILITARE DI MILANO MARITTIMA

(Fonte Aerei Perduti)

4 Gennaio 1945 – Spitfire IX

Pilota Lt. J. Roelofse del 4° Sqn. SAAF . Precipitato nella zona delle saline di Cervia per avaria del motore.

25 Febbraio 1945 – kittyhawk

Il Pilota Douglas Lachlan ha subito ferite alla testa e agli arti inferiori, quando con il suo aereo Kittyhawk ha attraverso un campo minato a Milano Marittima. Jack Doyle e Stan Watt hanno assistito alla collisione e il diario personale di Stan riporta quel giorno memorabile: “Ho seguito con attenzione i passi di Jack attraverso il campo minato e l’ho poi aiutato a portare Doug all’ambulanza”.

Questo episodio segnò la fine del servizio di Douglas nel 450° Squadron RAAF e come lui stesso ricorda: “Sono andato molto bene fino a quando sono riuscito ad abbattere uno dei velivoli di Sua Maestà.” In seguito è stato insignito del Distinguished Flying Cross per i suoi sforzi coraggiosi.

9 Marzo 1945 – Kittyhawk IV – Kittyhawk IV

Nel pomeriggio dodici kittyhawk IV del 250° Sqn. RAF erano di ritorno dal bombardamento dello scalo ferroviario di Cittadella. Durante la manovra di avvicinamento alla pista, a sudest della medesima, due velivoli entrarono in collisione: il nr. FT882 del Lt. D.B. Tattersall ed il nr. FT865 del Lt. Somerset, sudafricani. Entrambi i piloti restarono uccisi nell’incidente.

18 Marzo 1945 – Kittyhawk IV

Il Lt. R.S.M. Wingfield, sudafricano del 450° Sqn. RAAF stava decollando alle 13,20 con il suo Kittyhawk IV nr FX568 quando esplose il pneumatico del ruotino posteriore. L’aereo sbandò per alcuni istanti poi si impuntò con il muso sulla pista.

3 Aprile 1945 – Mustang

Il Mustang CV-L, KH-806 del F.O.I.S Purrsey fu colpito dalla contraerea e venne recuperato dopo un ammaraggio di fortuna nelle acque dell’Adriatico.

16 Aprile 1945 – Mustang IV

Alle 15,25 decollarono dodici Mustang IV del 3° Sqn. RAAF diretti verso Reggio Emilia in missione di bombardamento. Immediatamente l’aereo nr KH710 del W/O D.J Wells accusò gravi problemi di surriscaldamento costringendo il pilota al rientro: il motore non gli permise addirittura di raggiungere la pista e il Mustang si fermò prima, fracassandosi in un rovinoso atterraggio nei pressi dell’aeroporto. Fortunatamente le due bombe da 500 libbre che aveva ancora sotto le ali non esplosero e Wells se la cavò senza riportare ferite.

12 Maggio 1945 – Kittyhawk IV FT930

Il ventunenne sergente Ronald Henry Scharf del 450° Sqn. RAAF perde quota durante una planata di avvicinamento e si impunta con l’aereo al suolo. L’aereo prendere immediatamente fuoco uccidendo il pilota che verrà seppellito nel cimitero di guerra a Ravenna.

Informazioni e materiale fotografico sono ricerche di Thomas Venturi

Ci raccomandiamo per la vostra incolumità affinché non vi inoltriate in pineta a fare scavi o frugare fra i rovi. Noi siamo appoggiati da Walter Cortesi che è il massimo esperto di archeologia militare della nostra zona e senza le dovute precauzioni la probabilità di ferirsi gravemente con ordigni e munizioni di contraerea è ESTREMAMENTE ALTA. Inoltre, se non si conoscono i punti esatti, la probabilità di trovare qualcosa sono pressoché nulle.

Aeroporto militare di Milano Marittima

7 pensieri su “Aeroporto militare di Milano Marittima

  • maggio 14, 2015 alle 8:52 pm
    Permalink

    Il 450th RAAF proveniva da Fano

    Rispondi
    • luglio 21, 2015 alle 1:27 pm
      Permalink

      Grazie per la segnalazione Fabio, lo inseriremo nel blog!

      Rispondi
  • settembre 8, 2016 alle 2:46 pm
    Permalink

    MOLTO INTERESSANTE.

    Rispondi
  • settembre 8, 2016 alle 6:15 pm
    Permalink

    Bellissimo approfondimento su una parte di storia della nostra regione.
    Complimenti per la ricerca.
    Solo una piccola nota a latere,
    chi si si occupa della parte armamenti in
    ambito militare viene definito armiere e non
    armaiolo.

    Rispondi
  • settembre 8, 2016 alle 6:42 pm
    Permalink

    Molto molto interessante. Lo dico da pilota e appassionato della storia dell’aeronautica in Italia.

    Rispondi
  • settembre 9, 2016 alle 7:19 am
    Permalink

    Sono nato nel 44 e sono cresciuto con i racconti dei miei famigliari che hanno vissuto quel periodo, col tempo mi sono appassionato di aeronautica e tutto ciò che riguarda il periodo storico dell’ epoca. Confesso sinceramente di avere provato una forte emozione nel leggere e vedere queste meravigliose foto.Complimenti agli autori per la bellissima ricerca .
    Ma vorrei precisare come ha già fatto il sig. Ermes prima di me che in ambito militare chi si occupa delle armi viene definito “armiere”.
    Armaiolo è colui che gestisce un negozio o fabbrica artigianalmente ,vende e ripara armi leggere.
    Probabilmente si tratta di un errore di traduzione dall’ inglese.

    Rispondi

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