Il progetto Vietti Violi del 1931

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Per comprendere quanto si pensasse in grande per Milano Marittima già nei primi del ‘900, bisogna prendere in considerazione progetti come il Vietti Violi del 1931.

Strutture per calcio, atletica, pallacanestro, tiro a volo, tennis, golf, equitazione, pattinaggio, anche il Palazzo dello Sporting Club dove ritrovarsi socialmente. No, non è il progetto di un nuovo futuristico parco a Milano Marittima, è il progetto Vietti Violi del lontano 1931.

Il progetto Vietti Violi del 1931

Il progetto Vietti Violi del 1931

La storia ufficiale ci dice che nel 1938, grazie ad un cervese che ne fece richiesta al Duce durante una visita ufficiale in città, sorse finalmente il campo sportivo. Ed è vero, però, ben sette anni prima un milanese, Anselmo Orti, uno dei fondatori, aveva commissionato ad un grande architetto, Paolo Vietti Violi, un progetto di parco multi funzionale per Milano Marittima, che ovviamente non ebbe seguito, ennesimo schiaffo ai fondatori, oggi invece tanto apprezzati. Lo stesso vale per altre strutture che non ebbero appoggio debito, come la rivalutazione delle colonie nei primi anni ’80, come voleva fare un imprenditore di fama mondiale, o il galoppatoio Le Siepi, per non dire dell’esilio del mitico Woodpecker…

MILANO MARITTIMA È SEMPRE STATA AVANGUARDISTA

Voi che non mi credete quando dico che Milano Marittima era più verde una volta, che era molto più abitata anche in inverno ed in inverno eravamo pieni di negozi di tutte le tipologie, voi che non mi volete credere quando vi dico che la stagione durava 6 mesi, dai primi di Aprile a metà Ottobre, oggi faticate a credere che Milano Marittima ha precorso i tempi, e se alcuni progetti avessero trovato ascolto, avrebbe conosciuto il famoso “boom” trent’anni prima di tante altre parti d’Italia. Ed è anche per questo che mi arrabbio quando sento definire quartiere Milano Marittima, un termine assai riduttivo quanto inappropriato anche storicamente.

Oggi il focus è su due grandi progetti: il primo è il Lungomare di Milano Marittima, ovvero il tratto dal Canalino alle colonie fasciste. Il secondo è il parco urbano in pineta.

Il lungomare di Milano Marittima, come è logico, lo aveva da subito previsto Palanti nel lontano 1911. Spazio per farlo non mancava a quei tempi e non è mancato neanche dopo, molto dopo. Basta guardare le foto aeree fino a metà anni ’70 e si vede come fra la prima fascia alberghiera e gli stabilimenti balneari ci fosse spazio per fare un autostrada a quattro corsie.

Il progetto Vietti Violi del 1931

Foto degli anni ’70

Quindi mi fa un po’ ridere leggere sul Corriere del 2 Novembre 2019 che gli operatori sono entusiasti, anzi, non vedevano l’ora perché al lungomare sono sempre stati favorevoli. Se siete sempre stati favorevoli allora perché non lo avete fatto prima? Cosa è stato in questi 100 anni ad impedirvelo?

Oggi bisogna ricordarsi di queste cose, altrimenti non è vero che si fa storia, presentando tutto come se fosse una novità e come se Milano Marittima avesse sempre stagnato per decenni fra le nebbie marine. No, Milano Marittima è sempre stata avanguardista, il problema è chi ha messo i freni, tanti freni, troppi freni, che magari su certe cose non sono stati messi più, come sul casinificio estivo, coi risultati che tutti vediamo…

Il Conte Ottavio Ausiello Mazzi