lettera del sindaco di cervia al presidente conte
Il Sindaco di Cervia Massimo Medri

Riportiamo di seguito la lettera scritta dal Sindaco di Cervia Massimo Medri al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

A Cervia operano oltre 2500 imprese quasi tutte legate alla filiera turistica per la grande maggioranza di dimensioni medio piccole, con oltre 12000 addetti. Siamo riusciti a risollevarci in 48 ore dopo una tremenda tromba marina che il 10 luglio del 2019 ci aveva messo in ginocchio, con oltre 3 milioni di danni. Senza nessun aiuto da parte dello Stato la città ha risposto in modo massiccio e unitario e gli operatori, con il sostegno della Regione Emilia Romagna, hanno riaperto le proprie aziende il giorno dopo essere stati devastati.

Questa volta rischiamo di non farcela se Lei e il suo governo non ci date una mano a rialzarci.

Il reddito dei nostri cittadini si basa sul turismo e su molte attività artigianali, di cui alcune di grande eccellenza. Ci rendiamo conto della situazione drammatica nella quale ci troviamo e siamo pronti a fare la nostra parte per garantire tutte le misure di sicurezza a protezione nostra e di chi vorrà venire a trascorrere un periodo di serenità nella nostra località.

I protocolli sono in via di definizione per tutte le categorie sulla base delle indicazioni della nostra Regione; la città ha già predisposto una riorganizzazione del territorio per garantire distanze sociali e modalità di utilizzo degli spazi pubblici e privati ma, non siamo più in grado di aspettare. Le imprese hanno bisogno di ripartire e i lavoratori stagionali di poter contare su un’occupazione sicura.

Le chiediamo di darci una speranza e di precisare le date delle varie fasi assicurandoLe tutta la nostra collaborazione per contenere i rischi da contagio.

La Romagna ha sempre dimostrato di avere una marcia in più e anche questa volta dimostrerà nei fatti di potercela fare innovando e qualificando il proprio prodotto turistico e dando una spinta all’Italia per riprendersi, offrendo a Lei un’occasione per potersene vantare nel mondo. Ma non ci lasci soli; ci metta in condizione di ripartire sostenendo le imprese con iniezioni di liquidità, anche a fondo perduto, continuando a garantire gli ammortizzatori sociali per i lavoratori e le famiglie e fissando, in modo chiaro, le modalità, anche giustamente graduali, per il movimento delle persone e facendo in modo che i Comuni continuino a sviluppare investimenti sul territorio.

Il nostro è un grido accorato che proviene dal sentimento più profondo della gente di Cervia e che vuole evidenziare, come Lei già saprà, una situazione drammatica che rischia il collasso.

Certo che la salute dei cittadini è la prima priorità e apprezziamo lo sforzo che si sta compiendo da parte del Suo governo e delle autorità sanitarie, nonché di tutto il personale medico e paramedico, per contenere il contagio, ma siamo altrettanto consapevoli di dover convivere con questo Virus, e noi siamo pronti a dimostrare che ce la possiamo fare mettendo a disposizione, da subito, la nostra professionalità, il nostro senso dell’ospitalità e l’assicurazione che le nostre imprese opereranno nel massimo della sicurezza.”

Il Sindaco e le Associazioni Economiche della Città di Cervia.

La lettera del Sindaco di Cervia al Presidente Conte

4 pensieri su “La lettera del Sindaco di Cervia al Presidente Conte

  • Maggio 7, 2020 alle 9:59 pm
    Permalink

    Cervia (RAVENNA) cittadina a ME cara di RICORDI aderisco alla MISSIVA del VOSTRO sindaco AUSPICO che POSSIATE risollevarvi ANCORA in un MOMENTO cosi’TRAGICO per IL TURISMO della NOSTRA sempre PIU’DISGRAZIATA NAZIONE…(Emanuele Carlo OSTUNI IL MAGNIFICATTT)…

    Rispondi
    • Maggio 8, 2020 alle 8:23 am
      Permalink

      Egregio Sindaco,
      Ha esplicitato molto bene chi siamo noi romagnoli.
      È verissimo ci siamo sempre rimboccati le maniche difronte a calamità naturali come l’anno scorso da Lei citato.
      Ma ora lo Stato deve fare la sua parte.
      Concordo con Lei quanto scritto.
      Ma ancora una volta siamo chiamati a essere romagnoli più che mai e dunque confido nella nostra genialità nell’inventarci una estate totalmente diversa, inconsueta.
      Certo è imperativo che ora lo Stato deve dimostrare che esistiamo anche noi.
      Ma non abbattiamoci, sono fiduciosa, non si molla di un millimetro, La Romagna è unita Tutta , anche chi vive nelle città
      Io credo fortemente nella strabiliante forza degli imprenditori di Cervia ,e della riviera
      Apriremo è in qualche modo ci rialzeremo
      Noi siamo romagnoli!

      Rispondi
      • Maggio 17, 2020 alle 11:47 am
        Permalink

        Noi siamo romagnoli! overo coloro che lavorano.
        Poi ci soni i romagnoli che non lavorano e che si spacciano per democratici e addirittura di sinistra, quelli che tirando mille supercazzole non vogliono che la loro terra sia una regione indipendente e che leccano un presidente ignorante e “pdoch arfat” di un governo italiota totalmente incapace e incompetente.

        Rispondi
  • Maggio 17, 2020 alle 11:36 am
    Permalink

    “La Romagna ha sempre dimostrato di avere una marcia in più e anche questa volta dimostrerà nei fatti di potercela fare innovando e qualificando il proprio prodotto turistico e dando una spinta all’Italia per riprendersi, offrendo a Lei un’occasione per potersene vantare nel mondo.”

    Si può essere più fantozziani di Fantozzi

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *