Milano Marittima come Cenerentola (seconda parte)

Milano Marittima come Cenerentola, un paragone che parola dopo parola del Conte diventa sempre più realtà.

Milano Marittima come Cenerentola (seconda parte)

Continua da: Milano Marittima come Cenerentola (prima parte)

Tanto a Milano Marittima, d’inverno, non ci abita nessuno. La famosa balla che già suonava falsa quando Milano Marittima, ancora a fine anni ’80, era popolatissima e fa più ridere oggi che pare che i confini si siano allargati come l’Impero Romano, per non parlare delle miriadi di auto dei dichiarati residenti nei loro profili Facebook.

Ieri mattina, 11 Marzo 2021, un lungo articolo del Carlino ci informava che mercoledì alle 10,30 in pineta hanno fatto brillare un vecchio ordigno bellico. Altezza Quattordicesima Traversa, ma noi alla Settima e alla Nona, per esempio, il boato lo abbiamo sentito benissimo, un momento di paura che credo abbiano provato anche i residenti fra la Sedicesima e la Ventesima Traversa.

Per carità, tutto fatto a dovere, in sicurezza e professionalità, ma non avrebbe guastato, né sarebbe costato, far passare martedì un alto parlante a dare avviso dell’operazione, visto che comunque non era un semplice fischione a dover saltare. Fra l’altro alla Diciassettesima Traversa c’è una casa di riposo…

LA BATTAGLIA DELLA MALVA SUD

Sempre mercoledì su “Cervia Notizie” e stampa locale, un intervento di un politico a sostegno della battaglia della Malva Sud contro la costruzione della Protezione Civile:

“Un chiaro esempio di come le scelte della politica talvolta non siano basate sulle reali necessità del territorio. Un’intera comunità e associazioni si sono espresse contrariamente alla costruzione di un edificio che non porta alcun vantaggio all’area andando oltretutto a cementare un’area verde. Si lasci giudicare ai residenti della zona se è un’opera che vale spesa e cemento”.

Nasce la domanda: quando mai negli ultimi 20 o 25 anni avete sentito un politico fare un discorso simile per Milano Marittima? Quante aree verdi pubbliche, per esempio, sono state cementificate e altre sono tutt’oggi in vendita e non certo per uso della Protezione Civile? Tutti zitti. Ma ancora peggio mai una volta che i residenti siano stati consultati davvero.

DOMANDARE É LECITO, RISPONDERE É CORTESIA

Abbiamo chiesto da chi sia partita la meravigliosa idea del nuovo senso unico sul Matteotti, zero risposte anche da chi dice di rappresentare la zona. Abbiamo chiesto quale sia stata l’esigenza di questa scelta, soprattutto quali benefici essa ci porterà, stesso risultato di assoluto mutismo. Evidentemente, scusate la battuta, i residenti di Milano Marittima che passano per l’élite non contano nulla rispetto alla zona di Borgo Malva, da sempre quartiere proletario… Battute a parte, il problema è che a Milano Marittima mancano in primis i numeri.

Ormai sono quasi tutte residenze fasulle di seconde case spacciate per prime, quindi, mancando la massa che invece c’è in altre zone, c’è anche meno interesse da parte della politica. Milano Marittima è vista, come tante volte ho scritto, come luogo di lavoro, negozi e alberghi, dove la gente porta soldi d’estate e poi va via, come vanno via tanti operatori del turismo. Quindi cosa poi succede fuori stagione vacanziera non importa neanche a chi qui viene a lavorare.

IL PROBLEMA DI CENERENTOLA

Casini di ordine pubblico e chiasso notturno. Un problema che abbiamo ormai da oltre 15 anni e sempre in peggioramento. Al massimo qualche promessa fotocopia (guardatevi i giornali dal 2007 in qua) poi niente. Ma appena il problema è scoppiato, per esempio in un altra zona come Pinarella, ecco subito la levata di scudi e i politici di turno a fare da portabandiera (cfr. Carlino 23 Agosto 2020), quando addirittura un consigliere regionale, neanche comunale, ha tuonato per la rapida e radicale soluzione tramite delocalizzazione delle attività in sede maggiormente consona. Sul casinificio di Milano Marittima niente.

Quando ero bambino scattavano multe se un minuto dopo mezzanotte il piano bar del Cluny faceva una nota, adesso l’inferno dei decibel inizia proprio a quell’ora e va tutto bene. Evidentemente non è tanto cambiato il turismo, forse la sensibilità delle orecchie, una mutazione genetica. Personalmente sono circa 20 estati che non dormo più fra le 2 e le 6 di mattina, specie per il rientro urlante e bestemmiante dei nostri giovani turisti ubriaconi. E non sono solo io a non chiudere occhio…

Ma come suonava tempo fa una certa canzoncina dedicata alla nostra Cenerentola “D’estate a Milano Marittima tutto è concesso!”

Il Conte Ottavio Ausiello-Mazzi