Bunker tedeschi tra Cervia e Lido di Savio

La necessità di proteggere il fianco orientale della Linea Gotica al fine di impedirne l’aggiramento da parte delle forze Alleate, rese necessaria la realizzazione di migliaia di appostamenti difensivi lungo tutta la fascia adriatica. Ogni linea difensiva tedesca costruita in Italia è stata unica, esse erano create per sfruttare le caratteristiche naturali della zona. Gli avamposti consistevano in difese passive come fili spinati, campi minati e Denti di Drago, il tutto sotto la copertura di cannoni costieri e mitragliatrici Flak (acronimo di FliegerabwehrKanone – Cannone antiaerei) installate nei bunker. Le fortificazioni vennero costruite perché i tedeschi si aspettavano un attacco dal mare nella nostra fascia costiera che era più profonda rispetto a quella della laguna di Venezia e quindi più adatta ad uno sbarco come quello che avvenne in Normandia. Erano convinti che gli Alleati volessero approdare sulle spiagge e percorrere la Via Romea per arrivare a Nord nel cuore della difesa tedesca; per questo motivo a Bosco Mesola la Romea venne pesantemente fortificata con ben 29 bunker. Lo sbarco però, non arrivò mai. Testimoni dell’epoca affermano che il 22 Ottobre 1944, dopo la liberazione di Cervia, i militari si diressero verso Milano Marittima dove trovarono un’intensa difesa tedesca con cecchini che sparavano dalle colonie Varese e Montecatini, e dai bunker in riva al mare. Nello scontro che durò tutto il giorno morirono 4 soldati canadesi e rimase ferito il partigiano Domenico Folli. Forse è proprio in questa battaglia che due dei bunker a Lido di Savio vennero danneggiati, infatti ancora oggi presentano danni superficiali ben evidenti; in uno una raffica di proiettili di grosso calibro e l’altro una palla di cannone o un colpo di mortaio.

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Tra le varie tipologie di fortificazioni che si possono trovare nella nostra città, quasi tutte sono di tipo Tobruk, ne è un esempio perfetto quello che si trova in Viale Vittorio Veneto, che in questo caso serviva per tenere sotto controllo il Canale Madonna del Pino. I Tobruk erano bunker interrati e ospitavano da una a due persone che tramite un’uscita circolare nel tetto potevano adoperare una mitragliatrice Flak o, per quanto riguarda i modelli MD I, un mortaio (a Cervia ve ne sono due di questa tipologia). In ogni bunker vi era sempre un’uscita d’emergenza che a volte era percorribile solo a carponi. La tipologia di bunker più interessante che possiamo trovare tra Cervia e Lido  di Savio si chiama Regelbau. I Regelbau sono bunker interrati piuttosto grandi che fungevano da rifugio, potevano contenere al loro interno fino a sei soldati e tutto l’occorrente per la sopravvivenza come i letti, che erano appesi alle pareti e richiudibili, il bagno chimico, la stufa per il riscaldamento e ovviamente il munizionamento. I Regalbau solitamente hanno al loro fianco un corridoio che porta ad un bunker Tobruk in modo da avere anch’essi una difesa attiva ma possono, nel caso dei modelli 669 (vedi Hotel Franca), ospitare al loro interno un cannone. Sia i Regelbau che i Tobruk venivano costruiti con muri molto spessi, si parla di 2 o anche 3 metri di spessore per resistere a bombe aeree del peso di 500 libbre. Tutte le tubazioni interne agli spessi muri di cemento armato venivano create con snodi a gomito; in questo modo se un nemico avesse inserito una bomba a mano, per esempio nel tubo della caldaia, la bomba si sarebbe fermata al centro del muro e sarebbe esplosa senza uccidere nessuno.

denti di drago cervia

Denti di Drago in spiaggia a Cervia. In lontananza è visibile il Grand Hotel

denti di drago cervia

Alcuni denti di drago rimasti nella spiaggia di Cervia

Denti di drago anni '60

In basso a destra sono visibili alcuni Denti di Drago oggi scomparsi

Libretto di lavoro organizzazione todt

Attorno ad alcuni bunker troviamo ancora oggi diversi sbarramenti anticarro chiamati Denti di Drago. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si iniziarono a demolire gran parte di questi sbarramenti con il solo ausilio di martello e scalpello, fino all’avvento del martello pneumatico, che rese il lavoro più agevole. Tutti i bunker erano collegati l’uno all’altro da trincee scavate nel terreno. Ma chi creava queste fortezze interrate? Di certo non i soldati tedeschi, era invece una ditta costruttrice che rispondeva al nome di Org. Todt dal nome dell’ideatore Fritz Todt. Questa organizzazione fu una grande impresa di costruzioni che operò, dapprima nella Germania nazista e poi in tutti i paesi occupati dalla Wehrmacht costruendo strade, ponti e bunker, impiegando al lavoro coatto (ma retribuito con appositi libretti) uomini e ragazzi del posto. Per comprendere quanto fossero resistenti questi bunker riportiamo un evento accaduto nella pineta di Marina di Ravenna dove, poco dopo la fine del conflitto, si cercò di distruggerne un esemplare di Regelbau 668 riempiendolo con la dinamite. Quando fecero detonare l’esplosivo alcuni frammenti volarono fino al centro di Marina di Ravenna uccidendo tre persone, il bunker collassò su se stesso ma non abbastanza da essere smantellato. In seguito per eliminarli si preferì nasconderli nel sottosuolo, questa operazione viene ancora oggi eseguita scavando attorno al bunker e riempendo la fossa d’acqua così da creare delle sabbie mobili e farlo sprofondare con il suo stesso peso.

Un vecchio Tobruk oggi interrato. Attualmente c'è una rotatoria

Un Tobruk che è stato sotterrato a Lido di Savio. Oggi c’è una rotatoria.

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

L’hotel Aurelia negli anni ’50. A sinistra i denti di drago e a destra un bunker tobruk oggi non più presente.

RICOGNIZIONE RAF DEL 27 MARZO 1944

Questa foto mostra la disposizione delle fortificazioni tedesche sul Canale della Cupa tra Lido di Savio e Milano Marittima. In rosso sono segnati i bunker mentre le righe nere simili a crepe sono le trincee scavate seguendo il classico schema a zig zag. Quattro dei bunker che vediamo nella mappa sono fonte di un approfondimento raggiungibile a questo link.

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

Trincea tedesca

CENSIMENTO BUNKER TRA CERVIA E LIDO DI SAVIO

I bunker ancora presenti sono cerchiati in rosso mentre quelli che sono stati interrati hanno una croce

Mappa bunker Cervia

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

Mappa bunker Lido di Savio

BUNKER REGELBAU 668 CON TOBRUK ANNESSO – Dietro l’Hotel Aurelia

All’interno di questo bunker è conservato un murales originale tedesco riportante una frase del poeta tedesco Schiller che nell’originale parla di un leone e una tigre mentre i militari tedeschi a Cervia cambiarono questi due animali con un cane e un gatto e la traduzione è la seguente “È pericoloso svegliare il gatto, il dente del cane è fatale, ma la cosa più spaventosa di tutte è l’uomo nella sua follia”.

BUNKER REGELBAU 669 –  Inglobato dentro all’Hotel Franca, non è visibile da fuori

Questo bunker è una variante del Regelbau appena descritto, infatti non veniva usato come rifugio ma al suo interno ospitava un cannone. L’Hotel Franca vi è stato costruito sopra inglobando il bunker dentro all’edificio, per questo non è visibile esternamente. Il piano superiore dell’albergo presenta una pavimentazione deforme perché riprende la forma del tetto del bunker.

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

Grazie alle immagini satellitari e tenendo conto della direzione della feritoia del bunker, abbiamo avuto la conferma che il cannone puntava dritto verso il mare, percorrendo gran parte del porto canale di Cervia e avrebbe abbattuto con facilità qualsiasi cosa vi fosse entrato.

Il bunker in una foto di ricognizione RAF del '43/'44

Il bunker in una foto della ricognizione RAF del ’43/’44. Negli anni ’50 vi verrà costruito sopra l’albergo.

BUNKER TOBRUK – Dietro il bagno Peppino

Questo è un classico esempio di bunker Tobruk dove oggi dalla feritoia circolare spunta una pianta ma ai tempi della guerra era presente una mitragliatrice Flak o un mortaio. Posteriormente è visibile una cunetta di cemento sul margine del profilo del bunker, li sotto interrata c’è l’uscita d’emergenza.

BUNKER TOBRUK – Dentro il giardino dell’Hotel Aurelia

Questo bunker Tobruk è stato dissotterrato ripulendo tutta la terra che lo ricopriva. In questo caso la feritoia circolare nel tetto è stata murata ma è possibile entrarci dall’uscita d’emergenza. Attualmente è utilizzato dall’albergo come ripostiglio per il materiale da Tennis.

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

Il retro del bunker con l’uscita d’emergenza

BUNKER TOBRUK – Giardino del Circolo Nautico

In questo caso è stata murata sia la feritoia che l’uscita d’emergenza.

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

Il retro del bunker

BUNKER TOBRUK –  Villa Pina

Anche in questo caso è stata murata sia la feritoia che l’uscita d’emergenza.

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

Il bunker è inglobato nel muro di confine con la strada

BUNKER TOBRUK –  Argine del canale in Viale dei Pini

Il bunker Tobruk in questione è stato murato ma un buco nella feritoia circolare del tetto ci ha permesso di fotografarlo all’interno calando una macchina fotografica al suo interno. In alcune foto sono presenti residui di vernice verde fluorescente, durante la guerra i soldati potevano individuare con facilità le uscite del bunker grazie proprio a questo stratagemma. Si è poi scoperto che questo tipo di vernice era cancerogena per via dell’alta presenza di piombo.

BUNKER TOBRUK –  Argine del Canale della Cupa

Questo bunker venne scoperto per caso da alcuni ragazzini che giocando in spiaggia vi caddero dentro rischiando di annegare perché spesso questi bunker sono allagati dalle piogge. E’ interessante notare le ammaccature di proiettili di grosso calibro sul fianco del bunker.

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

Il bunker sotto le ringhiere e i segni dei proiettili sul fianco

BUNKER MD I –  Nella villa in Viale V. Veneto angolo con Via Paisiello (1)

Questo bunker non è facile da individuare perché è inglobato nelle scale dell’abitazione. Il modello è simile al Tobruk ma più grande, il tetto più basso e l’imboccatura superiore più larga per ospitare un mortaio. Non è visitabile al suo interno perché è allagato dalle piogge.

BUNKER MD I –  Nella villa in Viale V. Veneto angolo con Via Paisiello (2)

Si trova nella casa difronte ed è identico in tutto per tutto al bunker sopracitato. L’ingresso è murato e guardando al suo interno attraverso una piccola fessura abbiamo visto che anche questo è allagato.

BUNKER REGELBAU 669 –  A Lido di Savio inglobato nell’Hotel De Paris

Un altro esempio di Regelbau 669 (bunker con cannone), in questo caso il bunker è inglobato nell’hotel e confina con alcune proprietà.

BUNKER REGELBAU 668 –  A Lido di Savio nel giardino in angolo Via Sarsina / Meldola

Questo bunker è identico a quello di Cervia davanti all’Hotel Titano ma è stato modificato dai proprietari del condominio. In questo caso la postazione Tobruk, cioè la mitragliatrice, rimane dietro al muro di confine.

BUNKER TOBRUK –  A Lido di Savio nel giardino del condominio in Viale Romagna 38

BUNKER REGELBAU 668 –  A Lido di Savio nel parcheggio dell’Hotel Amalfi

Purtroppo non è possibile fare altre foto a questo bunker perché è completamente murato tra gli edifici.

bunker tedeschi tra cervia e lido di savio

L’ingresso murato. Foto Enrico Palazzo

BUNKER TOBRUK –  A Lido di Savio in un cortile in Via Verghereto 24

BUNKER TOBRUK –  A Cervia sulla sponda est del Canale Madonna del Pino in un giardino privato

bunker tedeschi tra cervia e milano marittima

Informazioni storiche e materiale fotografico sono proprietà di Thomas Venturi